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	<title>Commenti a: Villasor: un futuro amaro per l&#8217;ex zuccherificio</title>
	<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/</link>
	<description>Novità, Curiosità, Servizi Utili, e tanto altro...</description>
	<pubDate>Sat, 17 May 2008 05:37:39 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: Catone</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-144</link>
		<author>Catone</author>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 14:19:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-144</guid>
		<description>@ dimajo
@ paolo pillitu 

caspita!mi ci sto perdendo in mezzo a queste analisi.

facciamo il punto

1) può essere che entro il 2010 tutto deve essere smantellato e poi bonificato?

2) può essere che se riconversione ci sarà questa sarà a Macchiareddu o a Oristano?

3) può essere che se sarà come detto sopra tutto quello spazio diventerà edificabile rivitalizzando così tutta la zona?

Come si può capire, tutte le altre analisi, purtroppo per noi, sono superate dagli eventi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ dimajo<br />
@ paolo pillitu </p>
<p>caspita!mi ci sto perdendo in mezzo a queste analisi.</p>
<p>facciamo il punto</p>
<p>1) può essere che entro il 2010 tutto deve essere smantellato e poi bonificato?</p>
<p>2) può essere che se riconversione ci sarà questa sarà a Macchiareddu o a Oristano?</p>
<p>3) può essere che se sarà come detto sopra tutto quello spazio diventerà edificabile rivitalizzando così tutta la zona?</p>
<p>Come si può capire, tutte le altre analisi, purtroppo per noi, sono superate dagli eventi.</p>
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	<item>
		<title>Di: Dimajo</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-81</link>
		<author>Dimajo</author>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 13:21:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-81</guid>
		<description>Cari amici l’eliminazione dello zuccherificio è la rappresentazione locale di ciò che sta avvenendo a livello globale.  
Non voglio dare l’impressione di un complottista, ma vorrei far capire che l’obbiettivo  della politica del liberalismo e della globalizzazione degli anni ’90 è quello di ridurre in schiavitù l’intera popolazione mondiale.
La distruzione dei mercati interni avvenuta in appena 12 anni, da quando è nato il WTO (World Trade Organization - Organizzazione Mondiale del Commercio), e con una velocità che ha spiazzato numerosi imprenditori, ha portato i singoli Stati ad essere completamente dipendenti dalle importazioni, specialmente in campo alimentare e agricolo. Il problema agricolo oltre ad avere un impatto sulle nostre finanze già allo stremo dai debiti e dalle voracità famelica di uno Stato allo sbando, rischia di mettere in serio pericolo l’indipendenza e la nostra libertà (anche se oggi è già  fortemente compromessa). 
I prezzi delle materie prime alimentari stanno crescendo rapidamente anche a causa dei consigli dati da Goldman Sachs (una delle banche private più potenti e influenti al mondo) e da altri speculatori, di investire nei beni di origine agricola, zucchero, mais e soprattutto grano. 
Anche se siamo in presenza di un tracollo globale, le persone potranno fare a meno di rame, ferro, nichel, ecc. ma non potranno mai fare a meno di mangiare. Ecco perché i potenti gruppi mondiali, i grandi speculatori, che sono dietro alla corsa del controllo alimentare del pianeta, stanno provocando un aumento stratosferico dei relativi prezzi.
Scompaginando e rendendo l’economia sempre più caotica e veloce, mentre si elargiscono quantitativi di debiti  sempre più elevati.

Sanare questo sistema è ancora possibile, bisogna solo ridare vita ai settori strategici come l’agricoltura e l’artigianato riqualificando le economie locali; diminuire la nostra dipendenza dal debito tramite l’adozione di uno stile di vita più contenuto, consumare merci prodotte localmente (che senza gli innumerevoli intermediari avranno prezzi inferiori) e con l’utilizzo di forme di scambio non emesse a fronte di debito (come la moneta ufficiale), ad esempio utilizzando monete complementari che hanno salvato nel recente passato paesi in grosse difficoltà come il Giappone e l’Argentina. 
Per prendere decisioni migliori bisogna capire l'economia cioè il mondo in cui viviamo. La comprensione del mondo economico ci aiuta a fare scelte più consapevoli rispetto ai nostri investimenti ed alla nostra vita. Il comparto agroalimentare sta attraversando un processo di trasformazione di lungo periodo che sta portando alla lenta, ma continua riduzione delle quote di mercato. Per evitare che la trasformazione in atto pregiudichi irrimediabilmente il settore agroalimentare ed il tessuto socio-economico a lui connesso, occorre che i produttori e gli enti locali necessariamente pongano in atto contromisure volte all’incremento della redditività aziendale ed allo sviluppo del tessuto economico locale. L’agricoltura e l’economia locale si può e si deve rilanciare attraverso i seguenti punti:
-	Gli imprenditori agricoli si devono raggruppare in associazione, attuare un piano strategico comune di medio termine a più ampio respiro e coinvolgere tutto il tessuto economico locale.
-	I produttori associati diventano parte attiva fino alla vendita dei prodotti, accorciando la filiera produttiva consistentemente, in modo da ricevere un’equa retribuzione per i propri prodotti e garantire al consumatore un prezzo  inferiore a quello della media-grande distribuzione.  
-	Perseguire la qualità anche riconvertendo la produzione all’agricoltura integrata o utilizzando metodi biologici ed aderendo ai vari consorzi di qualità. 
-	Aprire punti vendita e di ristoro nei comuni interessati col marchio dell’associazione.
È chiaro che si deve fare uno sforzo per superare lo spiacevole ricordo delle passate e fallimentari esperienze di associazionismo (cooperative, consorzi) che avevano solamente connotazioni politiche e servivano solamente a soddisfare esigenze clientelari. C’è bisogno di un’associazione con basi esclusivamente aziendali che incrementa il reddito da lavoro agricolo. L’associazione dei produttori è essenziale per operare importanti economie di scala (ad es. mulino, frantoio, stoccaggio, trasformazione di prodotti e vendita) che permetteranno di contenere i costi e poter ridurre i prezzi finali al consumatore che, ottenendo anche lui un vantaggio economico, potrà così sostenere la produzione locale di qualità.

Risanare il piccolo per guarire il grande, Pensare globalmente e agire localmente!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici l’eliminazione dello zuccherificio è la rappresentazione locale di ciò che sta avvenendo a livello globale.<br />
Non voglio dare l’impressione di un complottista, ma vorrei far capire che l’obbiettivo  della politica del liberalismo e della globalizzazione degli anni ’90 è quello di ridurre in schiavitù l’intera popolazione mondiale.<br />
La distruzione dei mercati interni avvenuta in appena 12 anni, da quando è nato il WTO (World Trade Organization - Organizzazione Mondiale del Commercio), e con una velocità che ha spiazzato numerosi imprenditori, ha portato i singoli Stati ad essere completamente dipendenti dalle importazioni, specialmente in campo alimentare e agricolo. Il problema agricolo oltre ad avere un impatto sulle nostre finanze già allo stremo dai debiti e dalle voracità famelica di uno Stato allo sbando, rischia di mettere in serio pericolo l’indipendenza e la nostra libertà (anche se oggi è già  fortemente compromessa).<br />
I prezzi delle materie prime alimentari stanno crescendo rapidamente anche a causa dei consigli dati da Goldman Sachs (una delle banche private più potenti e influenti al mondo) e da altri speculatori, di investire nei beni di origine agricola, zucchero, mais e soprattutto grano.<br />
Anche se siamo in presenza di un tracollo globale, le persone potranno fare a meno di rame, ferro, nichel, ecc. ma non potranno mai fare a meno di mangiare. Ecco perché i potenti gruppi mondiali, i grandi speculatori, che sono dietro alla corsa del controllo alimentare del pianeta, stanno provocando un aumento stratosferico dei relativi prezzi.<br />
Scompaginando e rendendo l’economia sempre più caotica e veloce, mentre si elargiscono quantitativi di debiti  sempre più elevati.</p>
<p>Sanare questo sistema è ancora possibile, bisogna solo ridare vita ai settori strategici come l’agricoltura e l’artigianato riqualificando le economie locali; diminuire la nostra dipendenza dal debito tramite l’adozione di uno stile di vita più contenuto, consumare merci prodotte localmente (che senza gli innumerevoli intermediari avranno prezzi inferiori) e con l’utilizzo di forme di scambio non emesse a fronte di debito (come la moneta ufficiale), ad esempio utilizzando monete complementari che hanno salvato nel recente passato paesi in grosse difficoltà come il Giappone e l’Argentina.<br />
Per prendere decisioni migliori bisogna capire l&#8217;economia cioè il mondo in cui viviamo. La comprensione del mondo economico ci aiuta a fare scelte più consapevoli rispetto ai nostri investimenti ed alla nostra vita. Il comparto agroalimentare sta attraversando un processo di trasformazione di lungo periodo che sta portando alla lenta, ma continua riduzione delle quote di mercato. Per evitare che la trasformazione in atto pregiudichi irrimediabilmente il settore agroalimentare ed il tessuto socio-economico a lui connesso, occorre che i produttori e gli enti locali necessariamente pongano in atto contromisure volte all’incremento della redditività aziendale ed allo sviluppo del tessuto economico locale. L’agricoltura e l’economia locale si può e si deve rilanciare attraverso i seguenti punti:<br />
-	Gli imprenditori agricoli si devono raggruppare in associazione, attuare un piano strategico comune di medio termine a più ampio respiro e coinvolgere tutto il tessuto economico locale.<br />
-	I produttori associati diventano parte attiva fino alla vendita dei prodotti, accorciando la filiera produttiva consistentemente, in modo da ricevere un’equa retribuzione per i propri prodotti e garantire al consumatore un prezzo  inferiore a quello della media-grande distribuzione.<br />
-	Perseguire la qualità anche riconvertendo la produzione all’agricoltura integrata o utilizzando metodi biologici ed aderendo ai vari consorzi di qualità.<br />
-	Aprire punti vendita e di ristoro nei comuni interessati col marchio dell’associazione.<br />
È chiaro che si deve fare uno sforzo per superare lo spiacevole ricordo delle passate e fallimentari esperienze di associazionismo (cooperative, consorzi) che avevano solamente connotazioni politiche e servivano solamente a soddisfare esigenze clientelari. C’è bisogno di un’associazione con basi esclusivamente aziendali che incrementa il reddito da lavoro agricolo. L’associazione dei produttori è essenziale per operare importanti economie di scala (ad es. mulino, frantoio, stoccaggio, trasformazione di prodotti e vendita) che permetteranno di contenere i costi e poter ridurre i prezzi finali al consumatore che, ottenendo anche lui un vantaggio economico, potrà così sostenere la produzione locale di qualità.</p>
<p>Risanare il piccolo per guarire il grande, Pensare globalmente e agire localmente!</p>
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	<item>
		<title>Di: email</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-75</link>
		<author>email</author>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 12:05:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-75</guid>
		<description>La fabbrica per la produzione dello zucchero di Villasor è fallita perchè non è mai stata gestita secondo criteri di efficienza; l'obiettivo della fabbrica non è mai stato il mercato ma solo ed esclusivamente il clientelismo. Ovvio che una fabbrica gestita secondo i vecchi modelli economici dell'Europa dell'Est non poteva avere vita lunga. Mi spiace per i lavoratori, ma forse è meglio chiudere  questa fabbrica della vergona piuttosto che mantenerla in vita in modo artificiale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fabbrica per la produzione dello zucchero di Villasor è fallita perchè non è mai stata gestita secondo criteri di efficienza; l&#8217;obiettivo della fabbrica non è mai stato il mercato ma solo ed esclusivamente il clientelismo. Ovvio che una fabbrica gestita secondo i vecchi modelli economici dell&#8217;Europa dell&#8217;Est non poteva avere vita lunga. Mi spiace per i lavoratori, ma forse è meglio chiudere  questa fabbrica della vergona piuttosto che mantenerla in vita in modo artificiale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Pillitu</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-72</link>
		<author>Paolo Pillitu</author>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 00:05:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-72</guid>
		<description>Tanto per tornare un pochino sullo zuccherificio.
Andare nel particolare richiederebbe tempo, quindi per ora starò sul generico e se potrò entrerò nel particolare. 
Le domande che mi pongo io sono queste: da quanto tempo si sapeva che la Comunità Europea avrebbe contingentato il settore saccarifero?
Perchè nelle annualità 2001 e 2003 sono partiti dei bandi del Programma Operativo Regionale che incentivavano gli investimenti delle imprese agricole se si ipotizzava un forte rischio di chiusura? 
I bandi prevedevano che le imprese partecipanti fossero vincolate per tre anni alla coltivazione della barbabietola, quindi un bando e degli investimenti a “breve-medio” termine. 
Questo poteva significare a onor di logica due sole cose: primo, che le menti pensanti vedessero nello zucchero un settore trainante dell’economia agricola e quindi fosse necessario puntare su quello; secondo, che il settore stesse attraversando un breve periodo di crisi e che gli addetti avessero bisogno di aiuti pubblici per rinnovare strutture e attrezzature.
Gli imprenditori agricoli si sono fidati, ci hanno creduto un’altra volta e hanno investito, spendendo dei soldi per ulteriori attrezzature che fortunatamente non sono rimaste tutte inutilizzate (possono cioè essere utilizzate per altre colture). Ma sapete che fine hanno fatto le aziende che hanno acquistato i cavabietole? Stanno pagando le rate di pezzi di ferro che i nostri figli guarderanno nei musei delle macchine agricole del 2050! Perché puntare su un settore che da decenni produceva debiti? Il prezzo al quintale delle barbabietole calava di anno in anno, la superficie coltivata calava di anno in anno e cosa fa la nostra Regione Sardegna: incentiva un settore che era morto! Si, la barbabietola era già morta quando incentivavano gli investimenti! Non ci credo a quelli che mi dicono che non si sapeva, che si stava cercando di salvarlo. E intanto la Sadam si è presa 30 miliardi delle vecchie lire per rinnovare gli impianti. Chissà se sono stati utilizzati tutti, per di più pare che molti impianti siano stati trasferiti, anche se di questo non ne sono sicuro. 
Signori lo zuccherificio produceva debiti da decenni e la realtà è che la Regione ha sempre fatto in modo che rimanesse aperto per tutelare i posti di lavoro.
Signori, a me va bene che lo Stato e la Regione intervengano a fare da tampone nei periodi di crisi di mercato, nei periodi di stravolgimenti economici, nei casi di crac ecc. Sono favorevolissimo agli ammortizzatori sociali. Però solo ed esclusivamente per periodi temporanei, perché se i periodi temporanei dovessero in qualche modo diventare una costante allora c’è qualcosa che non va! Si va contro le leggi dell’economia, si spreca il denaro pubblico. E li dovrebbero subentrare le riforme. E per coadiuvare le grosse riforme serve la Ricerca. Abbiamo bisogno del volano dello sviluppo economico: LA RICERCA!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per tornare un pochino sullo zuccherificio.<br />
Andare nel particolare richiederebbe tempo, quindi per ora starò sul generico e se potrò entrerò nel particolare.<br />
Le domande che mi pongo io sono queste: da quanto tempo si sapeva che la Comunità Europea avrebbe contingentato il settore saccarifero?<br />
Perchè nelle annualità 2001 e 2003 sono partiti dei bandi del Programma Operativo Regionale che incentivavano gli investimenti delle imprese agricole se si ipotizzava un forte rischio di chiusura?<br />
I bandi prevedevano che le imprese partecipanti fossero vincolate per tre anni alla coltivazione della barbabietola, quindi un bando e degli investimenti a “breve-medio” termine.<br />
Questo poteva significare a onor di logica due sole cose: primo, che le menti pensanti vedessero nello zucchero un settore trainante dell’economia agricola e quindi fosse necessario puntare su quello; secondo, che il settore stesse attraversando un breve periodo di crisi e che gli addetti avessero bisogno di aiuti pubblici per rinnovare strutture e attrezzature.<br />
Gli imprenditori agricoli si sono fidati, ci hanno creduto un’altra volta e hanno investito, spendendo dei soldi per ulteriori attrezzature che fortunatamente non sono rimaste tutte inutilizzate (possono cioè essere utilizzate per altre colture). Ma sapete che fine hanno fatto le aziende che hanno acquistato i cavabietole? Stanno pagando le rate di pezzi di ferro che i nostri figli guarderanno nei musei delle macchine agricole del 2050! Perché puntare su un settore che da decenni produceva debiti? Il prezzo al quintale delle barbabietole calava di anno in anno, la superficie coltivata calava di anno in anno e cosa fa la nostra Regione Sardegna: incentiva un settore che era morto! Si, la barbabietola era già morta quando incentivavano gli investimenti! Non ci credo a quelli che mi dicono che non si sapeva, che si stava cercando di salvarlo. E intanto la Sadam si è presa 30 miliardi delle vecchie lire per rinnovare gli impianti. Chissà se sono stati utilizzati tutti, per di più pare che molti impianti siano stati trasferiti, anche se di questo non ne sono sicuro.<br />
Signori lo zuccherificio produceva debiti da decenni e la realtà è che la Regione ha sempre fatto in modo che rimanesse aperto per tutelare i posti di lavoro.<br />
Signori, a me va bene che lo Stato e la Regione intervengano a fare da tampone nei periodi di crisi di mercato, nei periodi di stravolgimenti economici, nei casi di crac ecc. Sono favorevolissimo agli ammortizzatori sociali. Però solo ed esclusivamente per periodi temporanei, perché se i periodi temporanei dovessero in qualche modo diventare una costante allora c’è qualcosa che non va! Si va contro le leggi dell’economia, si spreca il denaro pubblico. E li dovrebbero subentrare le riforme. E per coadiuvare le grosse riforme serve la Ricerca. Abbiamo bisogno del volano dello sviluppo economico: LA RICERCA!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Pillitu</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-64</link>
		<author>Paolo Pillitu</author>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 08:26:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-64</guid>
		<description>a Dimajo

Mi è piaciuto molto il tuo intervento. 
Uno di questi giorni aggiungerò altro a ciò che hai detto tu, in modo che tutti capiscano che oltre al danno (la chiusura) qualcuno ha subito anche la beffa. Da perito agrario conosco il problema sia da un punto di vista tecnico (progettazione) sia da un punto di vista agricolo (coltivazione) e vi posso assicurare che ci sarebbe da prendere a calci in culo diverse persone che pur sapendo o che avrebbero dovuto sapere hanno sbagliato totalmente l'intera programmazione del settore.
A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a Dimajo</p>
<p>Mi è piaciuto molto il tuo intervento.<br />
Uno di questi giorni aggiungerò altro a ciò che hai detto tu, in modo che tutti capiscano che oltre al danno (la chiusura) qualcuno ha subito anche la beffa. Da perito agrario conosco il problema sia da un punto di vista tecnico (progettazione) sia da un punto di vista agricolo (coltivazione) e vi posso assicurare che ci sarebbe da prendere a calci in culo diverse persone che pur sapendo o che avrebbero dovuto sapere hanno sbagliato totalmente l&#8217;intera programmazione del settore.<br />
A presto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dimajo</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-63</link>
		<author>Dimajo</author>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 07:32:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-63</guid>
		<description>E’ chiaro che per poter esprimere giudizi completi occorrerebbe conoscere l’intero piano industriale, ci sto provando, però è difficilissimo sapere. Le uniche informazioni sono che la regione sarda sta operando, insieme alla Sadam-Eridania, per la riconversione,  forse, dell’impianto di Villasor in una centrale energetica alimentata da biomasse per la produzione di 47 megawatt, alla quale si aggiunge un impianto per la produzione di biodiesel della capacità di 35 tonnellate l’anno e una filiera agricola di 6 mila ettari di oleaginose, 12 mila ettari per il biodiesel e 7 mila  ettari per le biomasse. 
L’intervento complessivo dell’operazione è di circa 130 milioni di euro con contratti di coltivazione di 12 anni e una compartecipazione dell’associazione dei produttori alla società sino al 40 per cento del capitale sociale. Però, come al solito, è un continuo confronto tra Regione, Sfirs, (società finanziaria industriale rinascita sardegna) e le organizzazioni agricole. L’ultimo risale a fine luglio. 
In questi incontri si cerca di definire gli scenari futuri e per garantire una reale ricaduta economica al mondo agricolo, insieme a un riutilizzo produttivo delle aree ora abbandonate, e allo stesso tempo per assicurare il rilancio produttivo tutelando i livelli occupazionali del personale.
Bene! Anzi male!

A Villasor per diversi anni l’area agricola intorno allo stabilimento dello zuccherificio è stata utilizzata per la produzione di che cosa?  bieticola-saccarifera, o no; tanto da far raggiungere a tutti gli attori della filiera una notevole esperienza nella coltivazione della barbabietola da zucchero. 
Poi con le direttive comunitarie che hanno previsto che la produzione di zucchero in Italia venisse dimezzata e che si rinunciasse alla coltivazione del 50% degli ettari normalmente occupati dalla barbabietola da zucchero le quattro società industriali dello zucchero hanno deciso che rimanessero in funzione soltanto 6 impianti dei 19.

Ora tralasciando la polemica (ma solo perché c’è da fare un’analisi molta approfondita) che si sta innescando, relativa al fatto che invece di convertire gli impianti di Villasor si vorrebbe creare un nuovo stabilimento ad Oristano, distante oltre 50 km dai terreni che si dovrebbero mettere a coltura; ma io mi chiedo, chi ha operato per la chiusura e chi sta operando le scelte sulla riconversione sa che oltre al biodiesel esiste il bioetanolo e che questo carburante si produce con ottime rese dalla barbabietola da zucchero? 
E che molte delle attrezzature dello stabilimento potrebbero essere riutilizzate ed adattate al nuovo ciclo produttivo di bioetanolo?
È chiaro che l’interesse di pochi deve prevalere sull’interesse di tanti. Nonostante la produzione di bioetanolo privilegerebbe in luogo dello zucchero, non si disperderebbe al vento l’esperienza maturata da tecnici, dagli agricoltori e soprattutto tanto tempo di inattività lavorativa con conseguenze economiche e sociali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ chiaro che per poter esprimere giudizi completi occorrerebbe conoscere l’intero piano industriale, ci sto provando, però è difficilissimo sapere. Le uniche informazioni sono che la regione sarda sta operando, insieme alla Sadam-Eridania, per la riconversione,  forse, dell’impianto di Villasor in una centrale energetica alimentata da biomasse per la produzione di 47 megawatt, alla quale si aggiunge un impianto per la produzione di biodiesel della capacità di 35 tonnellate l’anno e una filiera agricola di 6 mila ettari di oleaginose, 12 mila ettari per il biodiesel e 7 mila  ettari per le biomasse.<br />
L’intervento complessivo dell’operazione è di circa 130 milioni di euro con contratti di coltivazione di 12 anni e una compartecipazione dell’associazione dei produttori alla società sino al 40 per cento del capitale sociale. Però, come al solito, è un continuo confronto tra Regione, Sfirs, (società finanziaria industriale rinascita sardegna) e le organizzazioni agricole. L’ultimo risale a fine luglio.<br />
In questi incontri si cerca di definire gli scenari futuri e per garantire una reale ricaduta economica al mondo agricolo, insieme a un riutilizzo produttivo delle aree ora abbandonate, e allo stesso tempo per assicurare il rilancio produttivo tutelando i livelli occupazionali del personale.<br />
Bene! Anzi male!</p>
<p>A Villasor per diversi anni l’area agricola intorno allo stabilimento dello zuccherificio è stata utilizzata per la produzione di che cosa?  bieticola-saccarifera, o no; tanto da far raggiungere a tutti gli attori della filiera una notevole esperienza nella coltivazione della barbabietola da zucchero.<br />
Poi con le direttive comunitarie che hanno previsto che la produzione di zucchero in Italia venisse dimezzata e che si rinunciasse alla coltivazione del 50% degli ettari normalmente occupati dalla barbabietola da zucchero le quattro società industriali dello zucchero hanno deciso che rimanessero in funzione soltanto 6 impianti dei 19.</p>
<p>Ora tralasciando la polemica (ma solo perché c’è da fare un’analisi molta approfondita) che si sta innescando, relativa al fatto che invece di convertire gli impianti di Villasor si vorrebbe creare un nuovo stabilimento ad Oristano, distante oltre 50 km dai terreni che si dovrebbero mettere a coltura; ma io mi chiedo, chi ha operato per la chiusura e chi sta operando le scelte sulla riconversione sa che oltre al biodiesel esiste il bioetanolo e che questo carburante si produce con ottime rese dalla barbabietola da zucchero?<br />
E che molte delle attrezzature dello stabilimento potrebbero essere riutilizzate ed adattate al nuovo ciclo produttivo di bioetanolo?<br />
È chiaro che l’interesse di pochi deve prevalere sull’interesse di tanti. Nonostante la produzione di bioetanolo privilegerebbe in luogo dello zucchero, non si disperderebbe al vento l’esperienza maturata da tecnici, dagli agricoltori e soprattutto tanto tempo di inattività lavorativa con conseguenze economiche e sociali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Pillitu</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-61</link>
		<author>Paolo Pillitu</author>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 20:03:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-61</guid>
		<description>Sinceramente piacerebbe anche a me sapere a che punto si trova il dibattito e quali altre decisioni si sono prese in merito alla riconversione. In questi giorni mi informerò meglio e spero di farvi avere qualche notizia. 
Si parla tanto di riconversione, però vorrei farvi una domanda: qualcuno di voi conosce i veri motivi della sua chiusura?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente piacerebbe anche a me sapere a che punto si trova il dibattito e quali altre decisioni si sono prese in merito alla riconversione. In questi giorni mi informerò meglio e spero di farvi avere qualche notizia.<br />
Si parla tanto di riconversione, però vorrei farvi una domanda: qualcuno di voi conosce i veri motivi della sua chiusura?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: massimiliano</title>
		<link>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-59</link>
		<author>massimiliano</author>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 11:27:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.villasor.net/blog/villasor-un-futuro-amaro-per-lex-zuccherificio/#comment-59</guid>
		<description>Ciao Paolo,
Come ben sai  sono un sostenitore della partecipazione popolare e credo sempre meno ai partiti politici, per un motivo molto semplice:
sono deluso dal loro operato perché pensavo al partito politico inteso come associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica  e da una visione comune su questioni fondamentali dello gestione dello Stato e della società.

L'attività del partito politico dovrebbe svolgersi nello spazio della vita pubblica e nella attuale democrazia rappresentativa.

A tal proposito sono poi molto ”incazzato”“ dell’uso improprio (me compreso)della parola Democrazia perché ritengo che questo termine sia così grande ma tanto grande  da pensare che il significato e la sua storia  non siano stati ancora scritti. 

Oggi invece, si dovrebbero usare  parole più consone al nostro sistema politico ossia PARTITOCRAZIA e OLIGARCHIA che "spacciano" come sinonimi di democrazia rappresentativa ..... rappresentativa di chi e di che cosa?
Ci sono state altre stagioni della politica, che invece hanno avuto il loro credo in parole oggi dimenticate: morale, etica, giustizia e partecipazione. 

               da non dimenticare il significato di fare politica
politica =  Arte di governare gli Stati = Amministrare la cosa pubblica


Oggi i Politici e la  Stampa ( due dei poteri forti espressioni del capitale ) condannano chi ha il dono di far riflettere le persone soprattutto se stanno fuori dall’alveo istituzionale (vedi un comico come beppe grillo) e criticano il linguaggio del V-day per evitare di parlare dei suoi contenuti e delle cause che lo hanno originato.

......... intanto il tempo passa  e il  futuro del ex-zuccherificio diventa sempre più amaro ...........

che tristezza ragazzi  e se poi ci aggiungiamo il raddoppio ferroviario 
l’ex-zuccherificio  sarà ricordato come UN SOGNO “ un poco puzzolente “
ma fantastico e pieno di vita … e come tutte le cose belle della vita è stato BREVE  ma "DOLCE” 
 
sono un pò nostalgico dell'ex-zuccherificio, perché nel mio piccolo  anche a me ha dato la possibilità  sognare in grande.....  ILLUSIONE !!!

ciao alla prossima</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Paolo,<br />
Come ben sai  sono un sostenitore della partecipazione popolare e credo sempre meno ai partiti politici, per un motivo molto semplice:<br />
sono deluso dal loro operato perché pensavo al partito politico inteso come associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica  e da una visione comune su questioni fondamentali dello gestione dello Stato e della società.</p>
<p>L&#8217;attività del partito politico dovrebbe svolgersi nello spazio della vita pubblica e nella attuale democrazia rappresentativa.</p>
<p>A tal proposito sono poi molto ”incazzato”“ dell’uso improprio (me compreso)della parola Democrazia perché ritengo che questo termine sia così grande ma tanto grande  da pensare che il significato e la sua storia  non siano stati ancora scritti. </p>
<p>Oggi invece, si dovrebbero usare  parole più consone al nostro sistema politico ossia PARTITOCRAZIA e OLIGARCHIA che &#8220;spacciano&#8221; come sinonimi di democrazia rappresentativa &#8230;.. rappresentativa di chi e di che cosa?<br />
Ci sono state altre stagioni della politica, che invece hanno avuto il loro credo in parole oggi dimenticate: morale, etica, giustizia e partecipazione. </p>
<p>               da non dimenticare il significato di fare politica<br />
politica =  Arte di governare gli Stati = Amministrare la cosa pubblica</p>
<p>Oggi i Politici e la  Stampa ( due dei poteri forti espressioni del capitale ) condannano chi ha il dono di far riflettere le persone soprattutto se stanno fuori dall’alveo istituzionale (vedi un comico come beppe grillo) e criticano il linguaggio del V-day per evitare di parlare dei suoi contenuti e delle cause che lo hanno originato.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230; intanto il tempo passa  e il  futuro del ex-zuccherificio diventa sempre più amaro &#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>che tristezza ragazzi  e se poi ci aggiungiamo il raddoppio ferroviario<br />
l’ex-zuccherificio  sarà ricordato come UN SOGNO “ un poco puzzolente “<br />
ma fantastico e pieno di vita … e come tutte le cose belle della vita è stato BREVE  ma &#8220;DOLCE” </p>
<p>sono un pò nostalgico dell&#8217;ex-zuccherificio, perché nel mio piccolo  anche a me ha dato la possibilità  sognare in grande&#8230;..  ILLUSIONE !!!</p>
<p>ciao alla prossima</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
