Un libro: Italiani sono sempre gli altri

italiani sono sempre gli altri

TITOLO: italiani sono sempre gli altri

AUTORI: Pasquale Chessa, Francesco Cossiga

ANNO: 2007

CONTENUTO: “Gli italiani sono sempre gli altri. In negativo. Anzi, con un forte accento spregiativo. Sono stati gli altri per Leopardi, perché scettici e cinici. Gli altri per Manzoni, perché si beccano come i capponi di Renzo pur nella comune disgrazia… per Cavour, che parlava francese e pensava come un liberale inglese… per Benito Mussolini che li voleva rifare da capo a fondo… per il sardo comunista Enrico Berlinguer che li vedeva perennemente afflitti dalla ‘questione morale’. E oggi gli italiani sono sempre gli altri per Eugenio Scalfari o Romano Prodi, quando votano Berlusconi, e per Giuliano Ferrara e per Silvio Berlusconi, dopo che hanno fatto vincere Prodi per ventiquattromila voti.”
L’antitalianismo come vizio del nostro carattere politico ha radici profonde e tratti indelebili, anche quando scaturisce da “un’escandescenza di amor patrio”, come scrisse Carlo Cattaneo. Gli scrittori e gli storici che hanno cercato di cogliere i tratti di fondo della fisionomia nazionale, da Niccolò Tommaseo ad Antonio Gramsci da Giulio Bollati a Pietro Citati, oscillano sempre tra due punti di vista morali: da una parte quelli che giudicano gli italiani tanto malfatti che bisogna rifarli da principio e dall’altra quelli che sono convinti non ci sia proprio nulla da fare.

Secondo voi è un libro da leggere? Devo confessarvi che questa prefazione mi incuriosisce molto.

By admin

20 Commenti a “Un libro: Italiani sono sempre gli altri”

  1. Paolo Pillitu scrive:

    Si, penso che vada la pena leggerlo. Ci potrebbero essere molte interessanti. Del resto si tratta di un uomo che ha fatto parte della vita politica italiana per decenni.
    Un’importante testimonianza, speriamo non troppo di parte.
    Lo leggerei volentieri anche io, però sono in arrettrato di soli 6 libri.

  2. Un_Altro_Frau scrive:

    Sull’argomento vi voglio riportare integralmente un post del Blog di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/2007/09/camicia_di_forz.html)

    Ho il sospetto che l’Italia non esista. Che sia, come disse Metternich, un’espressione geografica. Un vestito di Arlecchino su una penisola di popoli e culture diverse tra loro. Una camicia di forza che tiene insieme un Paese riconosciuto dall’Onu, ma sconfessato ogni giorno dai suoi abitanti. Ho il sospetto che da questo sogno, o incubo, ad occhi aperti nascano tutti i nostri problemi. Il comunismo sovietico scrisse i libri di storia per gli studenti polacchi, cechi e lettoni, georgiani e ucraini. Lo stesso fecero il nazismo con i tedeschi, il franchismo con gli spagnoli, il fascismo con gli italiani. Libro di testo, verità di Stato, anche ora, nelle nostre scuole.
    Il Risorgimento è stato un errore storico? Forse no, ma vogliamo cominciare a parlarne dopo quasi 150 anni? I Borbone erano regnanti legittimi. Napoli una delle più fiorenti capitali d’Europa. Francesco II amato dai suoi sudditi e la mafia quasi inesistente. Qualcuno ancora crede che i Savoia abbiano liberato le plebi meridionali? L’emigrazione verso le Americhe di milioni di persone dal Veneto e dal sud Italia fu la diretta conseguenza della politica economica dei Savoia. Due guerre mondiali intervallate da guerre di conquista un po’ ovunque in Africa e nel Mediterraneo. Il fascismo. Le mafie. La partitocrazia. Nel 1861 la lingua italiana non la parlava quasi nessuno. Fu imposta per legge. Culture millenarie furono distrutte. Ne valeva la pena? Forse, ma qualcuno dovrebbe spiegarci delle decine di migliaia di meridionali chiamati briganti per poterli ammazzare con la giustificazione. Dei plebisciti all’annessione fatti con quattro gatti. Dell’occupazione di Stati indipendenti da secoli.
    Per stare insieme ci vogliono dei buoni motivi anche tra marito e moglie, tra Stati, perchè l’Italia è una somma di ex Stati, ancora di più. Le guerre d’indipendenza le hanno vinte le truppe di Napoleone III, la prima guerra mondiale gli Alleati, l’ultima guerra è invece finita pari. L’abbiamo vinta e anche persa, dipende a che partito politico si appartiene. Dal 1945 la nostra politica estera è fatta dalle truppe americane presenti in Italia.
    Siamo un Paese? Su quali basi storiche, sociali, culturali? Abbiamo paura di guardarci allo specchio. Sono bastati quattro mona saliti sul campanile di san Marco a spaventare lo Stato. Leggete i libri di storia delle elementari e delle medie dei vostri figli. Troverete la celebrazione del Risorgimento, i Padri della Patria, ma dell’Italia non troverete traccia

    PS: Basta? O vogliamo entrare di più nel merito della questione “Sardegna”?

  3. Paolo Pillitu scrive:

    a Un_Altro_Frau

    Non ho capito dove volevi arrivare.
    Spiegati meglio. Il post di Grillo lo conoscevo già, però forse c’è un legame col libro di Cossiga che non ho percepito.
    Tieni presente che sul contenuto, a parte la prefazione di admin, io non so niente su quel libro.

    PS: Perchè tutti i commentatori di questo blog usano dei nick e non mettono il loro nome e cognome?

  4. admin scrive:

    Qualche giorno fa alla trasmissione di Fabio Fazio “Che Tempo Che Fa” Corrado Augias ha parlato, tra le altre cose, della Lingua-Madre. Augias faceva notare di quanto l’italiano (nel nostro caso) influisca nel nostro modo di pensare e di quanto sia determinante nel rapporto che abbiamo con noi stessi. Noi costruiamo pensieri e ragionamenti accostando vocali e consonanti, che producono un suono, che a sua volta viene associata ad un’ immagine.

    Io personalmente non mi vergogno ne di essere italiano e ne di essere sardo, allo stesso tempo non ritengo che l’appartenenza ad una nazione o regione etc… sia un qualcosa che mi renda migliore o peggiore di qualcunaltro.

    Al contempo sono certo se fossi nato in un’ altra nazione, dove si parla un’altra lingua sarei una persona totalmente diversa da come sono oggi.

    Tutto sommato sono contento sia di essere italiano, sia di essere sardo, sia di essere sorrese.

    Potrò mai svegliarmi la mattina e sentirmi un Cinese di Pechino?
    No.
    E allora, chi se ne frega, mi va bene così.

    Paolo visto che non ti piacciono i nick, ti svelo l’arcano (il mio almeno)

    Admin = Giuseppe Pisu

  5. Un_Altro_Frau scrive:

    x Paolo
    Anch’io ho letto solo l’introduzione del libro, non volevo arrivare da nessuna parte, solo che mi sto rendendo conto sempre più che gli italiani non esistono.
    O meglio, esistono solo ogni 4 anni nel periodo estivo, il prossimo passaggio dovrebbe avvenire nel 2010.

    P.S.: Il passaggio del 2006 è stato molto buono

  6. Paolo Pillitu scrive:

    Chissa, forse gli italiani non esistono davvero.
    Grillo lo dice e ne da una sua spiegazione. Quel post mi sembra uno sfogo, come spesso gli capita, dovuto al fatto che nonostante i suoi sforzi le cose non cambiano, o cambiano lentamente. Tant’è che utilizza diverse volte l’avverbio forse. Insomma, penso che in fondo in fondo non la pensi così.
    Il V-day ne è stato l’esempio. In duecento città italiane distribuite equamente in tutte le regioni, decine di migliaia di persone hanno manifestato un disagio comune! I cittadini di Milano e e quelli di Catania hanno manifestato per lo stesso identico motivo, per fare l’esempio di due città molto distanti. Secondo te non è una forma lampante di patriottismo? Ma secondo te, se fosse stato possibile raggruppare tutte queste persone nella stessa piazza non ci saremo sentiti tutti italiani?

    Quali sono questi passaggi di cui parli? Le elezioni?

    ad admin
    No, non mi piacciono i nick perchè è un modo per non prendersi le responsabilità di quello che si dice.
    Quindi ti ringrazio per aver scritto il tuo nome.
    E poi aggiungo che il blog deve essere anche un mezzo per darci la possibilità di conoscerci di persona, magari davanti ad una birra ed una pizza.
    Perchè molto spesso tutto quello che si vuole dire è troppo rispesto allo spazio e al tempo che abbiamo a disposizione.
    Perchè l’informatica deve aiutarci e non impoltronirci.
    Perchè non può e deve rimanere tutto sempre virtuale.
    Poi perchè in un paese piccolo come il nostro il nick è praticamente il segreto di pulcinella.
    A presto.

  7. Un_Altro_Frau scrive:

    Macché elezioni! I modiali di calcio!!!

  8. Paolo Pillitu scrive:

    Hai ragione Frau, hai ragione.

  9. Dimajo scrive:

    Gli italiani siamo noi e non gli altri. È stato posto al centro della riflessione, in un certo senso, il patriottismo e cioè tutti quei valori, quelle passioni che costituiscono la nostra identità.
    Qualcuno non la vuole riconoscere perché si sente derubato di questo valore?
    E allora io dico fratelli d’Italia non perdete di vista la crescita della comunità e l’interesse generale, non rendiamo possibile che qualcuno possa infangare la nostra patria e smorzare i nostri sogni.
    Ci vuole responsabilità e disponibilità per superare gli interessi particolari. Certo stiamo vivendo una fase della vita dove le condizioni che genarono fiducia tra istituzioni e cittadini si stanno perdendo.
    Comunque ogni italiano che si senta o non, ma per qualsiasi motivo ha deciso di vivere in questa stupenda Nazione deve fare in modo che i talenti che l’Italia dispone, e sono tanti, vengono impiegati al meglio e non sottomessi o fatti scappare.
    Ogni uno di Noi deve essere all’altezza di questa sfida.

    Dimajo non è un nick ma un acronimo e non c’era nessuna intenzione di nascondersi o non assumersi le responsabilità.

    In fede
    Giuseppe Iossa

  10. Paolo Pillitu scrive:

    Giuseppe Iossa, mi spiace, forse ho esagerato un pò e mi viene da sorridere. Le ultime tue righe mi fanno pensare che ti abbia infastidito ciò che ho scritto. Ho voluto provocare, tutto qui. E forse la mia provocazione ha sortito il suo effetto.
    Acronimo o nick (non è poi tanto diverso) non mi sono mai piaciuti gli articoli senza firma.
    Non l’ho voluto dire nell’altro post (volutamente) ma penso comunque che mantenere un certo anonimato può a volte essere un pregio.
    Per esempio non si corre il rischio di essere eticchettati subito, di conseguenza il commento non verrebbe filtrato fra maglie dei pregiudizi.
    Pensavo fosse questo il motivo per cui Giuseppe Pisu si firmava admin. Per paura che magari il sito subisse un inquadramento in uno degli schieramenti politici e quindi risultasse di parte.
    Però devo ammettere che se devo soppesare pregi e diffetti preferisco sempre nomi e cognomi.
    Comunque Giuseppe, continuo a leggere volentieri i tuoi post. Si percepisce che c’è passione tra le tue parole.

    Giuseppe Pisu, Giuseppe Iossa, Massimiliano, Paolo Pillitu, Un_Frau (?), e Un_Altro_Frau (?)… sei. Siamo ancora pochi…

    P.S. Vorrei suggerire l’argomento del prossimo post, perchè per diversi motivi non sono ancora riuscito a capire tanto sul referendum della Legge Statutaria. Admin, ma soprattutto Giuseppe Iossa, serve il vostro aiuto.

  11. Dimajo scrive:

    Carissimo Paolo, assolutamente, non mi sono infastidito. Tu sei stato la prima persona che l’ha chiesto e se l’avesse fatto chiunque non avrei avuto problemi a dire chi sono. Secondo me gli articoli o commenti erano firmati, con un nick o con un acronimo, forse bastava semplicemente chiedere chi fosse l’autore.
    In tutti i modi, io non ho avuto mai paura di dire quello che penso, e non mi è mai mancato il coraggio di impegnarmi in prima persona. La forza la trovo nei miei valori e non mi stancherò mai di lottare e garantire a tutti un futuro migliore.

  12. Paolo Pillitu scrive:

    Ok Giuseppe.
    Ora dobbiamo insistere e continuare sulla base di quello che hai detto nelle tue ultime quattro righe per far crescere il blog.
    Dobbiamo farlo conoscere, dobbiamo continuare a confrontarci e soprattutto fare anche un po’ di sana e onesta informazione per tutti quelli che seguono il blog.
    Per questo ora c’è bisogno che la gente sappia più o meno di cosa tratta il referendum che ci chiama alle urne adesso ad ottobre.
    Facciamolo presto perchè il tempo corre.

  13. Gianni Cireddu scrive:

    Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono. (G. Gaber)

    Non so se siamo i migliori o i peggiori al mondo.
    Io non mi sento orgoglioso di essere italiano, sardo o sorrese.
    Lo sono, punto e basta.
    Orgoglioso è una parola troppo grossa; come riporta in vocabolario significa infatti:
    “eccessiva considerazione di sé, che porta a ritenersi superiori agli altri”
    oppure
    “persona o cosa che è motivo di vanto e soddisfazione”.

    Come disse un comico di cui non ricordo il nome, siamo tutti teste di ca..o, ma c’è chi esagera.
    Ecco, noi italiani, per certi versi esageriamo.
    Ed è questo che a me dispiace.
    Dispiace sentire dire dalla maggior parte dei paesi cosidetti “civilizzati” :
    l’Italia è il paese dei furbi.

    P.S. : per capire se un libro sia da leggere o meno, c’è un solo modo per scoprirlo: leggerlo.

  14. Paolo Pillitu scrive:

    Gianni no esageristi la ga deu no se conc….u!
    La ga ti fazzu cassai!

    Scherzo! Grande Gianni, anzi Maestro! Ti ho convinto a visitare il blog e ad intervenire.
    A tutti i visitatori e commentatori: Gianni e troppu togu, ve lo assicuro!

  15. Admin scrive:

    @ Gianni

    Benvenuto su Villasor blog

  16. Paolo Pillitu scrive:

    Ok, parto io.
    Qualche giorno fa ho inoltrato diverse mail ad amici per scambiare opinioni e informazioni sul referendum per l’approvazione o meno della legge Statutaria. Una carissima persona, che col tempo sta diventando amica (Giovanna), mi ha mandato una mail con alcune notizie in proposito.

    Le prime notizie inquadrano la questione poi in questi giorni vediamo un pò di discutere le ragioni del SI e quelle del NO.

    Notizie prese dal sito di Chicco Porcu che, tengo a precisare non ho mai sentito nominare.
    http://www.chiccoporcu.it/CPWeb.nsf/webCal?ReadForm&o=443548265FE1AE1AC1257354005C414F

    Il 7 marzo 2007 il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato, a maggioranza assoluta dei suoi componenti ma inferiore ai due terzi dei componenti dello stesso Consiglio, la Legge Statutaria.
    Tale Legge disciplina le materie indicate nell’art. 15, 2° comma dello Statuto della Regione Sardegna.
    IL 18 giugno 2007, diciannove consiglieri regionali hanno depositato la richiesta di referendum sulla legge statutaria presso la cancelleria della Corte d’Appello di Cagliari.
    Il 1 agosto 2007 è stato indetto, con decreto del Presidente della Regione il REFERENDUM sulla Legge Statutaria, che si svolgerà domenica 21 ottobre 2007 dalle ore 6.30 alle ore 22.00.
    In tale data i cittadini della Sardegna saranno chiamati a decidere se approvare o non approvare questa Legge.

    Statuto speciale per la Sardegna.
    L.Cost. 26 febbraio 1948 n. 3
    Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 1948, n. 58.

    TITOLO IV - Organi della Regione
    Articolo 15

    In armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica e con l’osservanza di quanto disposto dal presente Titolo, la legge regionale, approvata dal Consiglio regionale con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, determina la forma di governo della Regione e, specificatamente, le modalità di elezione, sulla base dei principi di rappresentatività e di stabilità, del Consiglio regionale, del Presidente della Regione e dei componenti della Giunta regionale, i rapporti tra gli organi della Regione, la presentazione e l’approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con le predette cariche, nonché l’esercizio del diritto di iniziativa legislativa del popolo sardo e la disciplina del referendum regionale abrogativo, propositivo e consultivo. Al fine di conseguire l’equilibrio della rappresentanza dei sessi, la medesima legge promuove condizioni di parità per l’accesso alle consultazioni elettorali. Le dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio regionale comportano lo scioglimento del Consiglio stesso e l’elezione contestuale del nuovo Consiglio e del Presidente della Regione se eletto a suffragio universale e diretto. Nel caso in cui il Presidente della Regione sia eletto dal Consiglio regionale, il Consiglio è sciolto quando non sia in grado di funzionare per l’impossibilità di formare una maggioranza entro sessanta giorni dalle elezioni o dalle dimissioni del Presidente stesso *.

    * I commi da 2 a 5 sono stati aggiunti dall’art. 3, L.Cost. 31 gennaio 2001, n. 2.

    Al prossimo commento inserirò alcuni articoli della legge che vorrebbe regolamentare questo articolo.

  17. Paolo Pillitu scrive:

    Scusate, volevo precisare una cosa.
    Quando ho citato l’articolo 15 dello Statuto della Regione Sardegna ho dimenticato di indicare la scritta “comma 2″. Infatti ho riportato solo il secondo comma, insomma l’unico che interessa.

    Per la precisione l’articolo 15 è composto da 5 commi.

  18. pickwick scrive:

    Visto che con quest ultimo post il discorso si è un po spostato sul nazionalismo (parola molto “brutta” per molti perche associata ,unicamente ed erroneamente,come movimento che portò alla nascita o rafforzò le varie ideologie nazifasciste della seconda guerra mondiale ) ,e sul patriottismo ne approfitto per chiarirmi un po le idee… Il termine nazionalismo viene usato per la prima volta nel ‘700 ;subito dopo per Mazzini diventa” l espressione di una comunità che coesiste pacificamente e pariteticamente con altre nazioni”;non passa troppo tempo e il nazionalismo italiano diventa d elite con D’ Annunzio. Ecco che allora uno si chiede ma com è che questa concezione di nazione e di conseguenza di nazionalismo cambia cosi in fretta?Il motivo è presto detto perche cambiano le altre nazioni europee e quindi i relativi nazionalismi e quindi anche i nostri. Questo valeva ieri ma vale oggi allo stesso identico modo.Beppe Grillo ha ragione quando dice di cercare nei libri di storia e quando dice che troveremo la celebrazione del Risorgimento e dei padri della patria ma che non troveremo nessuna traccia dell Italia, è vero ,è verissimo ma è per tutti cosi .E’ stato per tutti cosi.L unificazione e quindi la nascita del regno d italia esiste solo dal 1861.Questo vuol dire che proprio geograficamente la nostra nazione esiste da neanche 150 anni.L Inghilterra era geograficamente Inghilterra già a metà del ‘400 e la Francia idem,e cosi poi la Spagna e via dicendo..L Italia che intende Beppe Grillo non la si può trovare perche non c era neanche nella cartina!!L Inghilterra isola invece c era ma anch essa è diventata Inghilterra solo dopo moltissimi scontri interni, guerre civili e rivolte contadine.D Azeglio disse “fatta l Italia bisogna fare gli italiani”;ma questo detto è valso anche per gli altri”fatta l inghilterra hanno dovuto fare gli inglesi”.Il nazionalismo,il nostro almeno è tutt altro che storia vecchia,èpiu che mai attualita il nostro ancora non è definibile perche proprio cronologicamente è ancora in atto…Chiuso il discorso nazionalismo passiamo al patriottismo.. Dunque Patria =concetto di nazione e paese natio interiorizzato e idealizzato. Quindi la patria è soggettiva e sopratutto un concetto un po campato in aria perchè per quanto mi riguarda nazione e paese natio sono pure casualità; perchè allora uno nato in Cile ma che ha vissuto in Francia poi in Cina poi in Libia ma è morto in Brasile non ha patria o ne ha 3000 o peggio se nasci in aereo in volo sull Atlantico di che patria sei AIR ONE o patria del cielo e delle nuvole? E allora mi chiedo ma se la patria non esiste oggettivamente o comunque è pura casualità il patriota esiste?e il patriottismo?non lo so..forse….Essere sorresi è una realta casuale come essere sardi come essere italiani come essere europei estremizzando il tutto anche essere del mondo potrebbe essere casuale ma è una casualita capitata a miliardi di persone… Sta a vedere che aveva ragione Socrate che quando gli chiedevano se fosse o no un cittadino ateniese rispondeva “Sono un cittadino non di Atene o della Grecia ma del Mondo” .Aveva ragione e poi ci ha bevuto su…

  19. Catone scrive:

    @pickwick
    ciao
    cavolo,facciamo il mazzo a wikipedia.
    torniamo alle post di paolo del 4/10 cerchiamo di crescere e di non
    mollare troppo presto gli argomenti importanti che man mano individuate.

    C’é ancora tanto da dire su sadam,su FFSS,su auditorium.
    Se invece si sceglie di filosofeggiare non so in quanti saremo in grado di capire.

  20. pickwick scrive:

    @ Catone Ma cosa filosofeggiare!! Un blog è fatto di tanti post, e questo qui trattava un argomento diverso da quelli che tu e paolo definite importanti ,dove non era possibile dire frasi del tipo “la colpa è del comune, del sindaco,” ne qualcosa che riguardi le FS o l auditorium o sadam, semplicemente perchè l’ argomento era un altro….

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