Statutaria: intervista a Nello Mascia
Secondo lei questa legge Statutaria rappresenta un passo avanti per la Sardegna?
Se la domanda dovesse significare: “con la vittoria del SI al referendum del prossimo 21 Ottobre e la conseguente ratifica della Legge Statutaria, la Sardegna sarebbe più avanti o meno rispetto alla situazione precedente all’adozione in consiglio regionale della stessa legge?”
La risposta dovrebbe essere sicuramente positiva, perché non v’è dubbio che venga delineata una più chiara struttura di tutto il sistema “politico” isolano che regola con regole di garanzia che siano “meglio” del nulla precedente, ma complessivamente dalla Legge Statutaria ci aspettavamo tutti decisamente di più e può quindi giustamente essere considerata “una grande occasione persa” per tutti i cittadini sardi:
• Appare limitata la partecipazione dei cittadini (art 31 per la richiesta di referendum le firme richieste passano da 10.000 a 15.000) – (art 33 il referendum abrogativo non è ammesso sulle leggi ed i regolamenti che riguardano l’ordinamento degli organi statutari e degli uffici regionali allontanando di fatto i cittadini dalle istituzioni.)
• Sembrano dimenticati gli istituti di garanzia per i cittadini; fra questi importantissimo il Difensore Civico che dovrebbe concretamente tutelare i cittadini contro lo strapotere dell’Amministrazione Pubblica, senza dover andare incessantemente al TAR.
• Risulta accentuato il ruolo centralistico della regione, con limiti grossolani alle competenze ed all’autonomia del sistema degli Enti locali (Provincia, Comuni, unioni dei comuni, Comunità Montane). In confronto il cosiddetto centralismo dello stato era sicuramente meno asfissiante.
• L’equilibrio dei poteri tra Consiglio Regionale, Giunta e Presidente viene fortemente compromesso: viene svuotato il ruolo del Consiglio e tutti i suoi poteri in materia regolamentare vengono trasferiti alla Giunta; la stessa cosa avviene per tutte le nomine negli Enti Regionali sui quali il Consiglio non ha più alcun poter di controllo (art 122 ). Inoltre i poteri del presidente sulla Giunta sono assoluti; la Giunta diventa uno strumento impotente davanti al presidente, senza nessuna autonomia con la spada di damocle della revoca sempre nel collo (art 18 ). Si pensi alle discussioni forzate e ai licenziamenti in tronco di Assessori Regionali, decisi dall’attuale governatore nel silenzio complice e impotente della giunta e del Consiglio.
• Non viene affrontato il problema del conflitto di interessi che anzi appare di secondaria importanza sia per il Presidente che per gli Assessori e per gli stessi Consiglieri - alla loro società è consentito di partecipare liberamente alle gare d’appalto e di fruire addirittura di provvedimenti di favore (art 27/28/29)-
E’ vero che con la Legge Statutaria si avrebbe un accentramento dei poteri nelle mani del Presidente della Regione Sardegna?
Per gran parte alla domanda ho già risposto: sicuramente è la forma di presidenzialismo più autoritario di tutto il mondo occidentale (art 18 ):
• Nomina e revoca gli Assessori e ne attribuisce gli incarichi, senza dover rendere conto a nessuno (un vero e proprio ricatto);
• Nomina i rappresentanti della Regione presso Enti, aziende, agenzie e istituzioni;
• Cura le funzioni strategiche e trasversali dell’ Amministrazione regionale; la programmazione e le politiche communitarie e internazionali. Il coordinamento dell’attività giuridica della Regione; l’organizzazione delle risorse umane e la comunicazione istituzionale (un vero e proprio delirio di onnipotenza)
• Con le sue dimissioni scioglie il consiglio (un altro ricatto)
Un accentramento dei poteri di questo tipo favorisce la governabilità, rendendo l’iter legislativo più snello, oppure, se possibile ci allontanerebbe dalla democrazia, perché renderebbe il governo della Regione più simile ad una “dittatura democratica”?
La risposta è gia nella domanda stessa: la posizione supina del consiglio, sempre soggetta al ricatto di fatto esplode in manifestazioni di intolleranza che rallentano il lavoro delle Commissioni. Aumentano le occasioni di “mancanza del numero legale” e appesantiscono tutto il processo legislativo; la democrazia diventa solo “di facciata” e l’autoritarismo del Presidente impedisce la partecipazione addirittura degli stessi Consiglieri. (si noti la tensione sarda con le segreterie degli stessi partiti di maggioranza che invece dovrebbero fare da cinghia di trasmissione con la società civile)
Non per niente si deve prendere atto che sulla Legge Statutaria non c’è stato alcun confronto con le parti sociali, economiche e culturali dell’isola e lo stesso dibattito in aula è stato fittizio e superficiale.
Può sembrare un assurdo, ma lo statuto che dovrebbe partire dalla specialità riconosciuta alla nostra regione, in effetti non si richiama in nessun articolo all’identità del popolo sardo ed ai problemi tipici che ne hanno determinata la sua specialità (condizioni sociali, politiche ed economiche) : potrebbe lo statuto di una qualsiasi regione italiana. Dalla Legge Statutaria la Sardegna è restata fuori…
Il presidenzialismo, comunque, per tornare al tema principale tende ad escludere settori sempre più ampi della popolazione, che vede le istituzioni solo come luoghi dal potere prevaricatore e tende a disertare le scadenze elettorali, che da sole non possono concretizzare e neanche giustificare un effettivo coinvolgimento della gente nelle scelte più importanti per il destino della nostra isola e per il futuro delle giovani generazioni.
In una parola il presidenzialismo non ha certo aiutato la crescita della democrazia partecipativa.
L’esercizio del governo in mano a pochi ha favorito l’aumento dei costi della politica (che è un tema di scottante attualità) e dilatato le distanze con la gente.
Per altro non c’è stato un effettivo miglioramento neanche sul fronte della governabilità, perché la nascita incontrollata di nuovi partiti ha dato luogo a due grandi alleanze di centro-destra e centro-sinistra, che sotto il perenne ricatto di minoranze marginali alla ricerca solo di visibilità e di rendite per la loro posizione marginale ma determinante.
In termini economici, questa legge porterà un risparmio nelle casse della regione?
La risposta a questa domanda è quanto mai complessa. Il sistema economico, come noto, ha le sue regole che per molti versi appaiono estranee all’ architettura politica, ma a ben vedere solo una democrazia partecipativa, può porci al riparo da tentazioni verticistiche che sconfinano nel campo economico.
Voglio, cioè, dire che la new economy di cui sentiamo spesso parlare, ha bisogno di poteri forti che siano in grado di esercitarne disegni e strategie.
Per altro nel mondo della progressiva globalizzazione economica è già parso chiaro che la solidarietà sociale verso i più deboli (che non sono solo i poveri, ma gli anziani in genere, gli immigrati, gli stessi giovani e nonostante tutto anche le donne) non è più di casa.
Per cercare una risposta schietta alla domanda, devo però osservare che generalmente la democrazia ha costi inevitabili; il coinvolgimento continuo, la partecipazione effettiva non possono essere esercitati senza qualche “tempo” e qualche “costo” in più… ma , credetemi, ne vale la pena…
Secondo lei cosa bisogna evidenziare maggiormente ai sardi, affinché si rechino a votare ed esprimano il loro parere attraverso il voto?
So bene che negli ultimi tempi è stato costituito addirittura il comitato degli astensionisti e mi rendo conto di quanto poco si sia parlato della Legge Statutaria per mettere in condizione i sardi di andare a votare scientemente.
Voi siete una delle rare voci che emergono nel silenzio colpevole dei partiti e degli organi di stampa. In questo senso sono orgoglioso del fatto che mi abbiate considerato un possibile interlocutore alle vostre domande o meglio al vostro desiderio di sapere e di approfondire insieme.
A noi stessi ed a quanti possiamo intercettare col vostro dibattito aperto, possiamo dire intanto che dobbiamo coglier anche questa, come qualsiasi altra, occasione per esprimere la nostra opinione, specie perché non proprio in linea con le indicazioni della grande partitocrazia.
Parlo a titolo puramente personale, come docente di diritto pubblico votando NO obblighiamo il legislatore a ripensare ad una Statutaria perché alla luce della sentenza n. 6 del 2006 della Corte Costituzionale che, coniugandosi con un nuovo Statuto Regionale e con una nuova legge elettorale , ripensi ad un equilibrio più avanzato, fra i poteri istituzionali della regione, aventi più possibile il Presidenzialismo verso le nostre idee di democrazia solidali e partecipative dirima in modo non equivoco il problema del conflitto di interessi, realizzi finalmente il diritto alle pari opportunità ed alla valorizzazione delle differenze di genere.
Per chi, come me, resta comunque fortemente ancorato ai temi più cari al cento sinistra (come quelli della pace, della giustizia sociale, del lavoro , della libertà democratica e della necessaria valorizzazione delle immense ricchezze culturali dei giovani e delle donne) il pericolo che si avverte é quello di una possibile strumentalizzazione di un’eventuale vittoria del NO da parte del centro-desta, che, non subendo le pressioni derivanti dall’esercizio del “potere” si è “per partito preso” subito schierato contro.
Avremo poi la necessità di spiegare che la nostra posizione non è contro il centro-sinistra, ma è puramente contro questo tipo di legge statutaria che, se correttamente ripensata, può essere una fantastica occasione per iniziare concretamente il percorso del rilancio economico, politico e sociale della nostra isola.
By admin












18 Ottobre 2007 alle 17:14
Nonostante tutto continuo ad avere le idee confuse.
Un Grazie comunque a Nello Mascia che si è reso disponibile all’intervista da parte di questo poco (?) conosciuto blog.
Speriamo serva a farlo crescere e conoscere a molte altre persone.
19 Ottobre 2007 alle 08:56
Grazie admin per questo esempio di giornalismo libero ed efficace. Continua su questa strada. Ho letto un pò la statutaria, ho letto le ragioni del SI e le ragioni del NO. Pensavo di andare a votare e scrivere un bel vaffa in stampatello sottolineato ma dopo essermi documentato approfonditamente penso che cambierò idea. Io vorrei votare per il SI ma vorrei votare anche per il NO. Siccome non c’è la casellina “indecisi”, voterò sia il NO che il SI e sotto scriverò: andatevene tutti a ….
19 Ottobre 2007 alle 09:14
A proposito di libertà di espressione, di blog e di giornalismo libero che ne pensate della sentenza del tribunale di Aosta che ha condannato il titolare di un blog considerandolo a tutti gli effetti responsabile dei contenuti del blog come se fosse il direttore editoriale di un giornale? A mio avviso è una sentenza che non sta nè in cielo nè in terra e spero che resti un caso isolato.
Riferimenti sulla sentenza:
http://www.interlex.it/testi/giurisprudenza/ao06553.htm
19 Ottobre 2007 alle 09:42
@ Andrea
Il quesito che poni è molto interessante e ti ringrazio di aver voluto condividere questa informazione. Secondo te, è presente nel nostro blog una articolo e/o commento che possa in qualche modo ledere la reputazione altrui in maniera diretta, esplicita e inequivocabile?
Io sono sicuro di no.
Comunque colgo l’occasione per comunicare che chiunque dovesse sentirsi leso in qualche modo, può (oserei dire deve) inviare una mail alla redazione del blog e saremo lieti di ascoltare le sue ragioni, e di pubblicarle.
19 Ottobre 2007 alle 18:06
la legge statutaria, osserviamo bene gli articoli 25/26 quelli sul conflitto d’ interessi, essi infatti prevedono tutta una serie di casi in cui un cittadino non può essere eletto alla carica di consigliere regionale o di Presidente della Regione. Manca però, fra le numerose, e in alcuni casi irrisorie, cause d’ ineleggibilità, l’ essere proprietari di imprese o avere il controllo di società con un certo fatturata. Non viene risolta la questione del conflitto d’ interessi. A mio aviso non si può elaborare una legge che di fatto riduce la libertà di partecipazione dei cittadini alla vita politico amministrativa regionale, è di fatto anticostituzionale. L’ art. 3 della nostra costituzione dice che: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della repubblica rimuoveregli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’ eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’ effettiva partecipazione ditutti i lavoratori all’ organizzazione politica, economica e sociale del paese. Il dibatito è ampio, son sicura che dire NO a questa legge statutaia sia dire No ad una classe politica che vuole limitare la partecipazione dei sardi alla vita politico amministrattiva della regione. Questa legge di fatto è stata approvata senza coinvolgere le parti sociali nella “discussione” sugli articoli che la compongono. E’ stata approvata in maniera affrettata e inompleta.
20 Ottobre 2007 alle 01:05
Si o No alla statutaria. Mah.
Voterò NO.
Non ho molto da dire in proposito. L’ho letta e i pochi punti comprensibili non mi convincono. Difficile valutare bene i pro e i contro. Sarà la mia indole diffidente, sarà quello che volete ma il mio istinto mi dice NO.
Non sto scrivendo con lo stesso entusiasmo che probabilmente avrei usato se non avessi letto la questione legata al disegno di Legge Levi.
Oramai sappiamo praticamente tutti di cosa si tratta.
Un mio amico mi ha scritto una mail dicendo che se passa questo disegno di Legge probabilmente la Statutaria è come se fosse un pezzo di carta igienica (usata!). Perfettamente d’accordo.
Vorrei a tal proposito riproporre un percorso fatto per la statutaria, leggiamoci il disegno di Legge. Ora siamo parecchio in anticipo. Lo so che il risultato della lettura sarà scontato, e l’indignazione potrebbe solo aumentare, ma se impariamo per bene a rendere le nostre menti indipendenti, le loro bacchette magiche non funzionano più.
Uno slogan pubblicitario di non mi ricordo quale prodotto recitava così: “Il sapere è potere”. Molto
aggressivo e opportunistico come slogan. Io lo trasformerei così “Il sapere è uno scudo contro il potere”.
Art. 21. della Costituzione Italiana
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (…)
Il disegno di Legge Levi lo troviamo tutti sul blog di Grillo.
Vorrei dire ai nostri cari “dipendenti”, ai quali HO DATO IL VOTO, che l’attuale versione di Matrix è ancora molto rudimentale ma ci stanno lavorando parecchio bene affinché sia efficientissima.
20 Ottobre 2007 alle 02:18
Antonella, hai ragione.
E’ stata approvata in maniera affrettata e incompleta.
E consapevolmente.
Il compito primo di questa gente è distogliere le persone dai veri problemi che affliggono la Sardegna.
Come ha detto il filosofo Bergonzoni, utilizzano la tecnica della DISTRAZIONE DI MASSA.
Questo referendum è una delle ultime trovate che ha permetterà loro di tirare il fiato per alcuni mesi, dopodichè se ne inventeranno qualche altra.
Vai qui, http://www.regione.sardegna.it/argomenti/.
Questi sono gli argomenti di cui dovrebbero discutere ogni giorno.
E invece che fanno, litigano mesi e mesi su 38 articoli di una legge che per rendere ancora più incomprensibili al povero muratore di Berchidda ora hanno tradotto anche in sardo “http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_93_20071002122433.pdf”
Per concludere, visto che l’ora è tarda, ti rivelo l’ultima profezia di Nostradamus.
“Il millennio appena nato è caratterizzato da grandi cambiamenti: globalizzazione dei
mercati, delle culture, delle tecnologie informatiche, delle telecomunicazioni; sviluppo
e circolazione della scienza e della conoscenza; cittadinanza non è più quella del
villaggio o dei singoli stati nazionali ma è quella dell’Europa e del mondo.
Quale grande opportunità per la Sardegna stare nei processi culturali ed economici in
cui tutto il mondo è coinvolto.
Può avvenire se le risorse che ci caratterizzano saranno la forza propulsiva: l’ambiente;
sapienze e conoscenze antiche; solidarietà ed appartenenze ancora radicate; un
passato industriale prossimo e recente; una cultura materiale clamorosa nei diversi
periodi storici; la posizione geografica che fece grande la nostra isola nel passato;
insieme ad un’istruzione ed una formazione più adeguate, a processi di
industrializzazione innovativi e meno assistiti, a relazioni internazionali diffuse e solide
e soprattutto ad una vera e radicale riforma della regione.
Non è più tempo infatti di stare a guardare la politica e lamentarci; non è più tempo
di chiedere agli altri di fare qualcosa per noi; è tempo piuttosto che ciascuno faccia
impegnandosi in prima persona senza delegare.”
Tratto da ”Due anni e mezzo di governo della Regione”, pubblicazione a colori di 100 pagine che sarà diffuso in centomila copie.
E IO PAGO, anche se il volumetto non lo volevo.
E IO PAGO PURE LE SPESE PER IL REFERENDUM ,anche sei il referendum non lo volevo
E IO PAGO …..
21 Ottobre 2007 alle 11:20
come fan del grande TOTO’ (il principe Antonio de Curtis ),
non mi resta che approvare ciò che dice ATTILA: E IO PAGO
Non sono d’accordo invece quando Attila sostiene
“impegnandosi in prima persona senza delegare.”
Credo che in questo periodo storico ci sia bisogno di una rivoluzione
culturale, basata sopratutto sulla conoscenza di se stessi e sulla fiducia del prossimo, perciò DECENTRARE…….DECENTRARE…..DECENTRARE………….
Dobbiamo imparare prima a noi stessi e poi insegnare a gli altri,
a prenderci le nostre responsabilità quando sia chiamati a farlo
………………. E
Sopratutto amare di più la vita
RISPETTANDO IL PROSSIMO COME SE STESSI.
Usciamo dai pregiudizi e dalle diffidenze che armano il nostro IO per andare a fare guerre personali contro il nostro prossimo,
se facciamo parte di questo disegno misterioso che è LA VITA
un motivo ci sarà.
Non credo che siamo stati “disegnati” per far risaltare LA NOSTRA ICONA
e dimostrare quanto sia belli, ricchi di colore, ariosi … etc.
ma bensì per interagire sull’intero disegno e dargli un senso.
TUTTO QUESTO PER PRENDERE CORAGGIO e andare votare. :)))))
alla prossima Massimiliano
21 Ottobre 2007 alle 12:49
Mah
21 Ottobre 2007 alle 14:24
?
21 Ottobre 2007 alle 17:34
MI sa che Gianni e Paolo sono rimasti ammutoliti da Massimiliano in versione filosofo
21 Ottobre 2007 alle 18:49
Oggi si vota, quindi non mi pronuncio sulle ragioni per il si ne su quelle per il NO. Ho però apprezzato i commenti vari sull’ argomento che, rittengo abbia avuto pocco risalto nella cosidetta stampa cartacea (per quale giustificato motivo ancora non l’ ho capito) isolana, come dire, loro non si pronunciano per timore di pestare i piedini di qualcuno…………..! Rittengo che l’ affluenza alle urne sarà di bassissima percentuale proprio per il fatto acertato che, molti cittadini non conoscono il perchè di questo referendum, non sanno cos’ è la legge staturia, non rittengono i referendum in generale una operazione di voto importante. L’ errore piu’ grave a mio avviso, lo ha comesso la cosidetta classe politica di entrambi gli schieramenti, non provvedendo alla dovuta campagna d’ informazione necessaria alla sensibilizzazione degli elettori anche vista la grande importanza della voce dei cittadini per l’ approvazione della legge. Come dire, non ci hanno consultato prima quando qualcuno dei “poltronai” in ufficio ha steso la prima bozza degli articoli, perchè farlo adesso che è importante esprimere il nostro parere fianale? Abbandono per un attimo questo argomento per dirvi che, mi piacerebbe nei prossimi giorni avviare un dibattito (che son sicura) attirerà l’ interesse di parecchie persone. Riguarda le concessioni edilizie viziate nella procedura di rilascio. Vi accenno qualcosa in merito citando una sentenza del T. A. R. Piemonte, la numero 657 del 23/03/2005 che, dichiara illegitimo il parere favorevole espresso da una commissione edilizia composta da organi politici in carica sia di maggioranza che di minoranza e, dal sindaco in carica. Sempre allo stesso riguardo una nota di merito viene anche suggerita dal D. P. R. 380 del 2001 il quale, rilascia alle amminsiotrazioni di scegliere se conservare o no la ommisione edilizia e, laddove si opti per la persistenza di tale organo, il parere favorevole espresso da una commissione edilizia illegitimamente composta da soggetti politici in carica, inficia di conseguenza tutti gli atti successivi del procedimento travolgendo di fatto la legittimità del provvedimento finale, cioè il rilascio della concessione edilizia. Con questo cosa voglio dire? Semplice! fino a Marzo del 2005 il comune di Villasor aveva una commissione edilizia composta per la maggior parte da organi politici in carica sia di maggioranza che di minoranza e, tocco finale, presieduta dal signor ex sindaco in carica. Secondo voi le concessioni edilizie rilasciate, mettiamo dal 2001 al 2005 erano o no viziate nella procedura del rilascio? Aggiungo anche che, persino l’ ex prefetto di Cagliari Dott. Efisio Orru’, con una sua nota aveva invitato tutti i comuni a mettersi in regola con il D. p. r. 380/2001. A voi ampio dibattito……………………………………………………………………..
21 Ottobre 2007 alle 19:02
@ Antonella
Su questo argomento sono totalmente “ignorante” però se qualcuno dei nostri utenti, ha delle competenze in merito o tu stessa puoi fornirci un pò di materiale, possiamo provare a trattare anche questo argomento.
22 Ottobre 2007 alle 06:48
Admin, sono ben lieta di pottervi fornire qualche elemento in piu’ che comunque è faccile travare anche sul sito ALTALEX di informazione giuridica, www.altalex.it dove digitando la frase concessioni edilizie illegitime e poi cerca, se ne trovano di tutti “colori”, puoi anche digitare la frase concessioni edilizie rilasciata da commissione presieduta da sindaco in carica, ti assicuro, ne leggerai delle belle! Io comunque ho, per forze di causa maggiore, dovuto fare cultura della materia e, oggi mi accorgo che questa stringata conoscenza mi consente di capire molte cose sulle “procedure” di rilascio di detterminate autorizzazioni. E’ importante anche sapere che, a tutela dei diritti dei cittadini, esiste presso la regione della Sardegna, l’ assessorato agli enti locali, la direzione generale per il controllo e la vigilanza sulle attività edilizie, dove i cittadini in qualsiasi momento , rittenendo di essere stati lesi nei loro diritti, possono rivolgersi per chiedere la verifica della corretezza del rilascio di una detterminata concessione edilizia. La procedura è complettamnete gratuita, non ocorre assistenza legale! Comunque Admin, nelle prossime ore scriverò qualcos’altro in piu’. Ciao e buona giornata
23 Ottobre 2007 alle 07:25
9 milioni di euro!! Questo è il costo del referendum. Sono soldi spesi bene? Si potevano investire meglio? Noooo
23 Ottobre 2007 alle 09:02
Andrea, le cifre non meritano neppure un commento!!!!!!
noi siamo veramente quelli che continueranno ad esclamare: ?
23 Ottobre 2007 alle 09:03
Volevo dire: e io pago!!!!!!!!!!
23 Ottobre 2007 alle 14:08
Eh si, il caro vecchio Totò, aveva proprio ragione.
Mi dispiace solo che ci sia una leggera e trascurabilissima (a detta della Banda Bassotti) differenza:
Totò faceva ridere,
questi nostri rappresentanti fanno piangere.
Tutto qua.