Sconto della pena perché è Sardo. Accade in Germania
Maurizio Pusceddu, 29 anni, cagliaritano emigrato ad Hannover, convinto che la ragazza lo tradisse l’ha sequestrata, violentata, drogata e torturata, fino a spegnerle mozziconi ardenti sul corpo e orinarle sopra per poi fotografarla.
Fortunatamente è stato scoperto, arrestato, processato e condannato a sei anni di carcere. Con un attenuante, però: ”Si deve tener conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. E’ un sardo. Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante”.
Ma stiamo scherzando?
Altro che referendum qua se non stiamo attenti ci portano allo zoo, visto che ci considerano come le scimmie!
By admin













12 Ottobre 2007 alle 12:57
@ Un_altro_Frau e Attila
Lo metto anche in questo post.
Non condivido la scelta di Un_altro_Frau e Attila.
Premetto che io seguo Grillo da tanto, sono stato uno dei firmatari della proposta di Legge e sono stato anche al V-day. Mi dispiace però dire che forse avete capito poco di quello che sta facendo Grillo.
Mettere un “Vaffa” nella scheda o astenersi dal voto sono scelte che condivido a seconda dei casi. In questo particolare caso rispetto le due scelte ma non le condivido per niente. Ora vi spiego perché secondo me è così.
La Legge Statutaria è già stata approvata e ci stanno dando la possibilità di decidere se tenerla in piedi oppure no. Se mandiamo tutto a fanculo senza mettere in moto il cervello potrebbero succedere due cose: o legge passa oppure non passa, giusto? E chi avrà deciso? Il caso. Saranno più gli astensionisti, i vaffanculisti, saranno più i no, più i si, si raggiungerà il quorum oppure non lo si raggiungerà? Se il caso deciderà quello che è nelle intenzioni dei politici allora saranno loro a mandarci a fanculo. In silenzio e con molta soddisfazione.
Se la legge fosse migliorativa e passasse allora diremo grazie ai vaffanculisti e a gli astensionisti.
Però se la legge fosse peggiorativa e passasse ce la dovremo tenere forse per lungo tempo e non dovremo lamentarci. Anzi forse dovremo lamentarci con chi ha permesso che passasse.
Esempio n.1: io sono totalmente contrario alle nuove province perché sono inutili e quindi uno spreco di denaro pubblico. Se ricordate bene c’è stato un referendum per darci la possibilità di decidere se fosse giusto o meno. IO GLI HO MANDATI A FANCULO VOTANDO NO ALLE PROVINCE! Purtroppo le province le hanno fatte e questo lo dobbiamo a chi non è andato a votare o ha fatto qualche pasticcio nella scheda. Ragazzi, ora ce le dobbiamo tenere chissà per quanto!!!!
Esempio n.2: quando il centrodestra ha cambiato circa 50 articoli della Costituzione, io al referendum ho votato perché la legge fosse abrogata. Perché ritengo che non si possono cambiare così tanti articoli tutti assieme rendendoli praticamente incomprensibili a tutti tranne che a loro. Alcuni potevano anche andar bene ma non si può dire di SI per poi tenerci anche dei peggioramenti.
ALLORA GLI HO MANDATI A FANCULO VOTANDO NO! In questo caso andò bene.
Il punto è sempre quello di non perdere mai il lume della ragione e NON LASCIARE MAI NIENTE al caso. Informarsi e ragionare. SEMPRE. Anche se costa fatica.
Inoltre ricordatevi sempre che il referendum è uno degli strumenti più importanti che abbiamo in mano per decidere in prima persona.
Riguardo a Grillo e i “vaffa”.
Grillo fa satira, Grillo fa informazione, Grillo manda a fanculo i partiti così come sono oggi, Grillo manda a fanculo certi politici NON LA POLITICA, Grillo è per la politica, Grillo fa politica, Grillo è per la democrazia. Dal basso. GRILLO DICE CHE LA POLITICA DOBBIAMO RIFORMARLA NOI! L’astensionismo è da rispettare ma è pur sempre una forma di protesta anarchica. Scegliete: o anarchia o democrazia. Io scelgo la democrazia perchè anche se la nostra ha tanti e grossi difetti, vedo che da altre parti funziona e non vedo perché non dovrebbe funzionare qui. Ditemi voi dove funziona l’anarchia.
Non possiamo lamentarci se poi stiamo fermi a casa ad aspettare che siano gli altri a cambiare le cose.
12 Ottobre 2007 alle 16:13
Paolo, ma sei dappertutto?
12 Ottobre 2007 alle 16:17
Azz, adesso oltre ai senegalesi, marocchini, cinesi, filippini, albanesi e chi più ne ha più ne metta, dovremmo stare attenti anche alle orde di barbari germanici che dopo questa sentenza, tenteranno di invaderci chiedendo la nazionalità sarda. Sai com’è, magari faccio qualche cazzata e con la scheda punti Sardegna, in tribunale mi fanno lo sconto, eh eh eh.
12 Ottobre 2007 alle 16:18
Lo devo ritenere un compliemento o un “inizia a stare fuori dalle balle!”.
12 Ottobre 2007 alle 16:46
Riallaciandomi al referendum.
Perché andare a votare? Ogni uno risponderà, probabilmente in un modo diverso.
Ed è probabile che se qualcuno cerca di sostenere una tesi, forse, non si troverà un accordo.
Anch’io sto cercando di esporne una di tesi, magri, anzi sono sicuro di avere ragione ma capisco anche che quello che dico infastidirà troppo il vostro senso comune per accettarlo.
Non amiamo molto perdere il terreno sotto i piedi. È comprensibile.
Uno dei lieti motivi della mia vita sono le scelte razionali.
Chi non vota, dà ragione ai vincitori. Di qui una prima considerazione. Non andare a votare significa affidare ad altri la scelta del proprio futuro.
Certamente la storia elettorale italiana è piena di analisi poco politiche del dovere del voto: da chi consigliava di turarsi il naso e votare in un certo modo, a chi consigliava la scelta del meno peggio, lasciando quindi intuire che comunque gli schieramenti erano tutti poco raccomandabili. Comunque, l’idea di base rimaneva la stessa: si deve andare a votare.
Oggi si va diffondendo una tendenza astensionista, con risvolti qualunquistici. È vero che l’attuale classe dirigente ha fatto poco per farsi rispettare e votare. L’elenco degli scandali richiederebbe un’enciclopedia, da anni siamo costretti a sentirci spiegare la politica da certi portavoce il cui servilismo dovrebbe mettere a disagio persino i loro capi.
Ma tutto questo non ci esime dal sentirci cittadini di uno Stato e dal considerare il governo del Paese, della Regione o Ente un problema che ci riguarda. Sostengo fortemente che la politica è la ricerca di come affrontare e risolvere insieme i problemi del Paese. E dico insieme, appunto!
Sembrerebbe quindi del tutto logico non assecondare il qualunquismo di quanti dicono che non è più il caso di andare a votare, e ne danno l’esempio.
Sono forme di dimissioni dai propri doveri che un uomo razionale non dovrebbe prendere in considerazione.
Oggi più di ieri siamo chiamati a un forte salto di qualità. Il voto ha perso il suo valore ideologico, come quando si aderiva a un sistema a prescindere dai suoi programmi e dai suoi uomini. Il voto diventa una scelta, sofferta e pensata. La premessa non può più essere solo il riferimento di partito.
L’elettore e a maggior ragione un uomo razionale, non può solo condannare quei programmi che non ama: ci sono in ogni schieramento. Può però dare maggiore forza, alla sua idea, a quel raggruppamento meno lontano dalle sue attese, ma lo deve fare. Bisogna manifestarlo, agendo e non solo a parole, oppure sintetizzando: tanto è inutile! Se noi riteniamo che questo modo di fare politica non va bene, abbiamo il dovere di contrastarlo, però con una politica di antitesi. È l’unico modo in cui si può influire sulle scelte.
La politica è la più grande espressione di partecipazione. Non abbandoniamola – felici di avere mani pulite solo perché non abbiamo più le mani – ai politicanti e mestieranti, che la considerano solo il luogo del potere e dell’arricchimento personale.
12 Ottobre 2007 alle 17:54
E pensare che quando qui da noi si costruivano torri di pietra alte quasi 30 metri, in germania non avevano neppure le palafitte!
Le torri sono ancora in piedi, da quasi 4000 anni, e noi?
12 Ottobre 2007 alle 19:31
Era una batttuta, perchè anche in questo post hai risposto al referendum delle statue
12 Ottobre 2007 alle 19:35
Scusate, ma non ci capisco più niente.
Domanda: in ogni post, posso parlare di quello che voglio, o devo riferirmi al titolo del post stesso?
13 Ottobre 2007 alle 18:25
Nella carta de logu di Eleonora d’Arborea lo stupratore, una volta acciuffato, doveva subire l’amputazione di un piede e inoltre doveva pagare pegno alla malcapitata, ossia pagare la sua dote e pagare un’ammenda pecuniaria di risarcimento danni.
13 Ottobre 2007 alle 19:05
@ Attila
Grande Attila! Spiegali un pò come funziona il mondo a questi barbari.
14 Ottobre 2007 alle 10:59
Ma che ca..o voglioni questi tedeschi?
Ma chi credono di essere?
Ma a chi vogliono dare insegnamenti?
Si sono forse dimenticati di cosa hanno combinato 60 anni fa?
14 Ottobre 2007 alle 11:17
@ Gianni
Senza contare che nella realtà in Sardegna comandano le donne!
Oltre il danno la beffa!
15 Ottobre 2007 alle 12:30
“la responsabilità politica deve pensare a costruire”
sostiene Dario Francescini.
e … quindi si è pensato al partito democratico ……. vergognatevi preistorici
cosa succederà adesso?
forse meno tasse per tutti o forse meno precariato ? CHE BELLO !!!!!!
nooooooooooooooooo
SEMPLICEMENTE !!!!!! si andrà NUOVAMENTE a votare l’anno prossimo.
Per la gioia di berlusconi e dei suoi compagni mammut ….. che tristezza … BLEHHH!
CHE TRISTEZZA RAGAZZI SEMBRA DI ESSERE NEL LABIRINTO DEL MINOTAURO ………. MA DOVE SONO FINITI I NOSTRI SUPER EROI
superman, wonderwoman, l’uomo ragno, batman con robin …… etc
speriamo non siano solo dei cartoni animati, chiamiamoli a gran voce tutti assieme ……….. dai dai AIUTOOOOOOOOOOOOOO!
WISKI DI SCIMMIA A TUTTI.
saluti a massimiliano
18 Ottobre 2007 alle 18:28
“Volemus ed ordinamus chi si alcun homini levarit per forza mugeri, siat juygadu chi paghit o siat illi segad’uno pede”
Questo è quanto riporta la Carta de Logu di Eleonora d’Arborea citato anche da Attila.
Dimenticavo, il codice è stato scritto nel 1391!!!
Che i tedeschi continuino a insacchettare suini a coltivare cavoli e far fermentare orzo, forse gli riesce meglio.
P.S.: Il popolo nuragico faceva fermentare frumento e ghiande producendo una bevanda simile all’attuale birra, circa 4000 anni fa’, in poche parole i tedeschi non hanno inventato neppure la birra!!! Gli rimane solo il suino compresso a forma di supposta, vista la totale ignoranza del giudice non mi stupirei se introducesse i wurstel nel posto sbagliato.