Sardegna: referendum Legge Statutaria
Il 21 Ottobre 2007 gli elettori sardi sono chiamati alle urne per esprimersi a favore o contro la Legge Statutaria.
Questa legge disciplina:
- La forma di governo e i rapporti fra gli organi della Regione Sardegna
- I principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento della Regione Sardegna
- L’esercizio del diritto di iniziativa legislativa popolare e i referendum regionali
- I casi di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Presidente della Regione, consigliere e assessore regionale
Cronologia del percorso legislativo:
- il 7 marzo 2007 il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato, a maggioranza assoluta dei suoi componenti ma inferiore ai due terzi dei componenti dello stesso Consiglio, la Legge Statutaria. Tale Legge disciplina le materie indicate nell’art. 15, 2° comma dello Statuto della Regione Sardegna.
- il 18 giugno 2007, diciannove consiglieri regionali hanno depositato la richiesta di referendum sulla legge statutaria presso la cancelleria della Corte d’Appello di Cagliari.
- il 1 agosto 2007 è stato indetto, con decreto del Presidente della Regione il REFERENDUM sulla Legge Statutaria, che si svolgerà domenica 21 ottobre 2007 dalle ore 6.30 alle ore 22.00. In tale data i cittadini della Sardegna saranno chiamati a decidere se approvare o non approvare questa Legge.
link utili per il “SI”: —-> http://www.statutariasi.it/
link utili per il “NO”: —-> http://www.comitatoperilno.it/
Per chi volesse leggersi la legge statutaria ecco il link: —-> Legge Statutaria 2007
Se questo post è stato pubblicato e anche grazie a Paolo che ha lo ha proposto come argomento e si è occupato della raccolta del materiale informativo per realizzarlo.
Colgo l’occasione per annunciare che chiunque voglia proporre un argomento può usare la mail redazione.blog@villasor.net per comunicare con la redazione.
By admin












8 Ottobre 2007 alle 22:48
Nessun post.
Caduti dalle nuvole? Non tutti. Però qualcuno si. Me lo sento.
Ritengo questo referendum molto importante.
Importante perchè vorrebbe regolamenterà i futuri referendum stessi.
Ricordiamoci che i referendum sono una delle poche armi che ci è rimasta in mano per combattere.
Ma vorrei lanciare una discussione sulla proposta che la Legge Statutaria offre in merito al fatto che gli elementi della Giunta dovranno essere composti per almeno il 40% da donne.
Mi rivolgo soprattutto al loro.
Cavolo vi stanno dando una grande opportunità, cosa ne pensate?
9 Ottobre 2007 alle 15:41
@Paolo
Bravo paolo, utili i link riferiti a statutariasi e no,pero’ da questo al ritenere l’argomento fascinoso ne passa di acqua sotto i ponti.
Purtroppo l’importanza della statutaria stessa viene oscurata dalle esigenze elettorali ,la maggioranza dovrebbe compata votare si,la minoranza no.
Accadra’ questo? temo di no,perche la maggioranza mandera’ segnali alla maggioranza il 14 figuriamoci la settimana seguente.
Credo che votera’ no con l’opposizione anche parte della maggioranza mandando all’aria anche quello che all’interno della statutaria c’e'di buono compreso quel 40% di quote rosa.
Tutto questo per far quadrare i conti con l’ormai ex mito SORU.
9 Ottobre 2007 alle 16:28
@ Catone
Non ho mai detto che l’argomento sia fascinoso, anzi penso proprio che non lo sia, però lo ritengo importante.
Non penso inoltre che le persone che si identificano con la maggioranza, in questo caso il centrosinistra, dovrebbe votare compatta SI e la minoranza compatta NO.
Come ho già avuto modo di spiegare privatamente ad ADMIN il mio pensiero è che dovremo iniziare a valutare DA SOLI ogni singolo operato di qualsivoglia Governo, Giunta Regionale o Comunale sia esso di centrodestra che di centrosinistra.
Perchè se io sono di centrosinistra dovrei seguire alla cieca tutto ciò che fa il centrosinistra? E non vedo perchè lo debbano fare quelli di centrodestra. E’ venuta l’ora di rispettarci reciprocamente.
E venuta l’ora di non prendere più per oro colato tutto quello che viene deciso. Anche se deciso dalla nostra parte politica che rappresenta la nostra ideologia.
E’ venuta l’ora di valutare il più oggettivamente possibile ogni singola azione e fare le nostre valutazioni non seguendo come pecore la persona o le persone che rappresentano la nostra ideologia. Perchè dobbiamo metterci in testa, ogni volta, che le persone che ci rappresentano sono esseri umani e per questo sbagliano, anche se rappresentano una parte politica a noi vicina.
E’ venuta l’ora di capire che certe scelte non hanno colore.
Capisco anche che sia difficile fare delle valutazioni nel mondo di disinformazione in cui viviamo, ma il blog dovrebbe servire ad aiutarci un pochino.
Mi auguro che riguardo al referendum tutti facciano le loro valutazioni, non sicuramente facili, immunizzandosi dagli sfondi rossi o celesti e mettano una croce nel punto che ritengono meno peggiore dell’altro.
Avendo quindi il coraggio di cambiare anche solo per quella circostanza colore politico.
9 Ottobre 2007 alle 16:55
@paolo
Mi fà piacere che abbia la possibilità di rilassarti dedicando un po’di tempo a questa piacevole chiacchierata perché per me lo é,ma detto questo sai bene che noi sognamo ma altri sono piu’ spicci ,noi andremo a votare secondo coscienza, molti faranno altro seguendo non la coscienza ma altri interessi.
Come vedi quello che pensiamo e sentiamo spesso viene accantonato in nome della appartenenza,sii…noi non siamo cosi ma per molti “le scelte hanno colore”
9 Ottobre 2007 alle 17:03
@Paolo
Scusami ma nel post precedente “compatta”é stato partorito con una so
la ” t “.
Non vorrei che con una sola “t” fossero meno uniti…:-)
9 Ottobre 2007 alle 17:41
Punto e a capo, ci risiamo. Quella che ci viene presentata è una legge contro ogni principio di partecipazione. È una legge “disordinata, confusa e contraddittoria e per certi versi molto pericolosa” è l’esito di un’approvazione, da parte del consiglio, veloce, senza riflessione e votata per interessi di partito.
Io sono esausto di questa politica di merda, praticata dai partiti di cento destra e sinistra oppure centro.
Basta! Io voglio eleggere un rappresentate che funzioni come delegato, però per tutta la durata della legislatura, al mio servizio e al servizio dell’interesse collettivo e non al servizio dei partiti.
Oggi che cosa accade che i partiti ci chiedono il voto con una motivazione più o meno apprezzabile, proponendo loro uomini più o meno stimabili e poi noi scegliamo e votiamo. E questi soggetti dovrebbero essere i nostri rappresentanti. Ma solo al momento del voto, perché dopo fanno quello che cazzo vogliono. Si occupano di gestire la delega senza che noi possiamo fare più niente. Non possiamo intervenire, correggere, o indirizzare diversamente le sue decisioni.
Basta! Io voglio che il mio rappresentante eletto debba fare la volontà del popolo. Oggi siamo immersi in una marea di problemi di sviluppo, di povertà, di pace e di giustizia. Senza andare lontano: il caso proposto dal nostro amico Francesco sull’Agricoltura. L’Agricoltura è l’industria più importante che abbiamo in Sardegna e qualcuno sta facendo di tutto per sostituire questo ORGANO VITALE. Ci sono 3780 aziende sarde che sono in ginocchio, solidarietà si, ma non basta bisogna reagire. Bisogna riappropriarsi del POTERE. Il governo deve stare sotto il reale controllo dei cittadini.
Basta! Io voglio avere il diritto di revoca del mio rappresentante eletto nel caso egli non rispetti l’impegno o diventa indegno della mia fiducia.
In ogni momento voglio comunque partecipare, quando e per gli aspetti che mi interessano.
9 Ottobre 2007 alle 18:03
@Dimajo
Sembra proprio che ti abbiano indisposto questi delegati .
Temo che il diritto di revoca del rappresentante eletto sia un sogno di tutti noi.
Purtroppo una volta fatta la scelta li dobbiamo tenere e ci dobbiamo accontentare.
Bisogna riappropiarci del POTERE dici,ma questo lo facciamo ogni 5 anni
peccato che quasi mai azzecchiamo.
9 Ottobre 2007 alle 18:21
E’ proprio questo il problema.
Se “quasi mai azzecchiamo” qualcosa non va. E’ il segnale che qualche cosa si è rotto. Siamo così tanto stupidi da sbagliare quasi sempre?
A me pare di no.
Per questo mi associo a Dimajo.
@ Dimajo
Speravo intervenissi, perchè mi sembra che tra noi sei forse quello più informato. Spiegaci un pò meglio perchè ritieni che questa Legge sia …“disordinata, confusa e contraddittoria e per certi versi molto pericolosa”… Ho bisogno di capire.
9 Ottobre 2007 alle 20:39
Mi inserisco “proditoriamente” in questo dibattito appassionante, pur sapendo di non essere in grado di dirimere la questione in atto ma soltanto per fare alcune considerazioni su quanto vado leggendo qua e là per siti.
Ho un’ anima democratica che mi fa rifuggire da tutto quello che è concentrazione di poteri e autoritarismo pertanto una legge che rafforza il potere del presidente del consiglio, “che consegna tutto il potere nelle sue mani”, è lontano mille miglia dal mio modo di concepire il rapporto politico tra istituzione e cittadini. È su questo punto principalmente che fanno leva coloro i quali contestano la legge del 7 marzo caricandola di connotazioni autoritarie che spaventano chi come me ha cara la libera partecipazione al sistema democratico. “la regione non deve accentrare su di sé poteri che spettano alle autonomie locali” i cittadini devono poter controllare l’operato degli amministratori pubblici” “al popolo non si può impedire di intervenire direttamente nelle decisioni delle pubbliche istituzioni” questi gli imperativi che provengono dal fronte del NO coloro i quali sembra si siano posti a paladini della libertà contro il pericolo della sopraffazione e dell’arbitrio. Ma in Sardegna non è in corso nessun pericolo di golpe ribattono gli avversari promotori del SI, la “Legge Statutaria e’ uno strumento che con le sue regole garantisce la democrazia e l’autonomia del popolo sardo”. Ed elencano una serie di ragioni per cui conviene votare si: l’elezione diretta da parte dei cittadini del presidente della Regione, il potere attribuito al Consiglio di esprimere la sfiducia nei confronti del presidente della Regione e dei singoli assessori, la riduzione dei componenti della Giunta, l’obbligo di avere almeno il 40% di donne in Giunta e la disciplina del conflitto d’interessi. Quest’ultimo punto, che per il Comitato per il NO legittima anziche’ ostacolare il conflitto d’interessi, per il Comitato a favore della Statutaria obbliga presidente, assessori e consiglieri a rendere pubblici gli interessi privati che possono entrare in conflitto con la funzione svolta”.
Confesso che la questione posta in questi termini solletica il mio bisogno di governabilità, il desiderio di uscire da un eterno precariato istituzionale che vede il potere del presidente e della giunta subire i ricatti di forze anche piccole sempre alla ricerca di visibilità e che condizionano qualsiasi atto politico che sa di decisionismo . La presenza obbligata del 40% di donne in giunta, poi, consente quel rinnovamento culturale e di mentalità a cui giunte sessiste non hanno mai saputo approdare. Il dibattito procede sempre più animatamente in questi giorni che poco ci separano dal voto, presa da una sorta di sacro furore sfoglio pagine mediatiche, leggo articoli e commi legislativi, discuto con interlocutori che sembrano non avere i miei dubbi e le mie perplessità, dimostrando un interesse che non credo esagerato, per una legge che mette in gioco, con il primo referendum confermativo, l’organizzazione del potere in Sardegna.
10 Ottobre 2007 alle 00:44
Rinviando ad altra occasione per un approfondimento articolo per articolo, in estrema sintesi, si può pensare a due correttivi: a) rafforzare gli istituti di democrazia partecipativa. b) una legge elettorale che garantisca stabilità, semplificazione del sistema politico e proporzionalità. Ad esempio, un modello a formare una grande forza, capace di dar voce alle esigenze popolari.
La mia critica, è certamente al parlamentarismo e, più in generale, alla democrazia borghese.
La rappresentanza non si nega. Al contrario io contesto il carattere democratico, a questo ordinamento in cui le elezioni consentono di concorrere soltanto ai ricchi o a coloro che siano collegati a potentati economici. L’esclusione di alcuni ceti sociali è l’elemento più evidente del carattere elitario di questo sistema. Se è sicuro, dunque, che le elezioni sono un elemento indefettibile della democrazia è altrettanto vero che l’elettività degli organi parlamentari non basta. La critica al parlamentarismo è rivolta proprio a questo deficit democratico. Sia chiaro, il modo per uscire dal parlamentarismo non è quello di annullare le istituzioni rappresentative e l’eleggibilità, ma di trasformare le assemblee rappresentative in organi che siano espressione reali del popolo tutto.
Ma c’è di più e di peggio: le tendenze attuali scardinano anche quella parvenza di democrazia connessa alla proporzionalità dei sistemi elettorali, la quale anche se non assicura la rappresentanza degli interessi collettivi garantisce almeno che la forza parlamentare sia espressione dei voti conseguiti. Oggi gli onorevoli non sono scelti dagli elettori ma da una ventina di dirigenti dei partiti politici che formano liste bloccate. Il corpo elettorale definisce soltanto le percentuali. Anzi neppure queste, perché le correzioni sempre più marcate al sistema proporzionale fa sì che la composizione delle assemblee rappresentative sia decisa non esattamente dagli elettori, ma dal legislatore di turno con normazioni talora eccessive ed arbitrarie. Una vera “dittatura” legalizzata dai massimi dirigenti dei partiti. Poi , coi cosi detti listini, c’è una parte del Consiglio formato da persone che gli elettori non hanno scelto, anche qui espressione diretta di oligarchie partitiche.
Allora, in questo contesto già fuori dall’ambito di un normale sistema parlamentare, è innegabile che l’elezione diretta dei presidenti delle Regioni accentua questo carattere elitario. E’ vero che l’elezione diretta dà stabilità ai governi. E questo è l’unico elemento positivo. Ma non lo è la prevalenza del presidente sull’Assemblea, che ha pur essa identica legittimazione elettorale. Anche questo correttivo rispetto alla naturale prevalenza del consiglio sul governo, non a caso tradizionalmente denominati “esecutivi”, tende a spostare verso l’alto le decisioni, in questo modo creando una vera e propria monocrazia in cui si concentrano gran parte dei poteri.
Il presidente diventa l’unico interprete dello “spirito” del popolo. È la voce del popolo, la cui volontà egli trasfonde in disegni di legge, che dunque devono essere approvati dall’assemblea, cui è concesso soltanto qualche mugugno o emendamento nella sua piatta funzione di ratifica. Un simulacro del parlamentarismo e della rappresentanza.
Ora, certamente questo non è fascismo, ma è innegabilmente una forma accentrata di formazione della volontà pubblica, che poi incide fortemente sul merito delle scelte.
Quindi è prevalente la necessità di ricostruire una politica sulle esigenze e volontà popolari, e sul piano istituzionale dar vita ad una forza siffatta che deve battersi per “un ritorno alla Costituzione” e alla forma di governo parlamentare in essa stabilita.
10 Ottobre 2007 alle 10:41
Probabilmente voterò no.
Ieri notte ho letto e notato alcune cose che non mi sono piaciute per niente.
Tra le ragioni del SI punto 10:
“Con la previsione di ben tre tipologie di referendum (abrogativo, propositivo, consultivo) la voce dei cittadini diventa più importante.
Ma perchè, queste tre forme di referendum noi non ce le avevamo già?
E poi se la voce dei cittadini dovrebbe diventare più importante, perchè il numero di firme necessarie dovrebbe passare dalle attuali 10.000 alle future 15.000. Bella importanza che ci danno, aumentano le probabilità di non raggiungere il numero necessario a presentare i referendum.
Quindi ritenendo già il punto 10 una balla mi è venuto in mente di cercare più a fondo e ho trovato alcune altre cose che vi esporrò più avanti.
10 Ottobre 2007 alle 13:56
@ paolo pillittu
Finalmente si comincia a fare un pò di sintesi.
Sono convinto che quando cercherai più a fondo scoprirai che non si andrà a votare per il contenuto della statutaria, ma succederà quello che ho paventato io prima, cioè si voterà per schieramenti trasversali.
Chi è con Soru voterà SI, chi è contro Soru voterà NO.
10 Ottobre 2007 alle 14:11
NON VOTARE E NON VOTARE ” ANTONIO LA TRIPPA”
questo sarebbe lo slogam più adatto per la nostra classe politica
io penso che non bisogna più andare a votare ne referendum ne un cazzo di nulla, perchè prima fanno i casini poi per rimediare ci pigliano per il culo ….. vedi la frase del punto 10 della statutaria …..” Il referendum è strumento di democrazia diretta, sin dai tempi della democrazia ateniese; ”
si e quindi
……. prendete i piedi e levate dai coglioni schifosi politici di merda …..
….. ormai l’odore è talmente intenso che non vi crede più nessuno, siete solo spazzatura BUFFONI ….. con i soldi del referedum compratevi un terreno e piazzateci un circo visto che siete una sorta di pagliacci MODERNI
CHE HA DIFFERENZA DEI PAGLIACCI VERI VOI FATE PIANGERE LA GENTE ANZICHE FARLA SORRIDERE
in fede
un frau di nome e di fatto
10 Ottobre 2007 alle 14:26
@ un-frau
Mitico!
Fuocherello…Ti stai avvicinando al nocciolo.
Questi campano perchè c’è gente che ci casca, basta premettere in ogni argomento pace, amore, etica e morale, una marcettina ad Assisi, una sfilatina pro Rom, un’ adesione al comitato no all’isolamento e il gioco è fatto…
Fatte queste premesse, puoi vendere di tutto, è garantito che qualcuno abboccherà.
10 Ottobre 2007 alle 15:34
@ Paolo
Ho visto nel sito del comune che il girno 24 si é tenuta un’assemblea sulla
compagnia barracellare,mi puoi dare qualche informazione?
Grazie.
10 Ottobre 2007 alle 16:40
Punto 5 delle ragioni del SI:
Con la riduzione del numero degli assessori l’amministrazione è più trasparente e meno costosa.
Attualmente il numero degli assessori è pari a 12.
L’articolo 19 della Legge Statutaria recita che gli assessori non potranno essere meno di 8 e più di 10.
Dove sarebbe questo risparmio? Da due a quattro assessori?
Complimenti.
Cosa vuol dire “più trasparente?”
Altre balle. Ancora meno ragioni per seguire chi ci dice delle bugie.
Il risparmio ci sarebbe se il numero dei consiglieri venisse abbassato drasticamente.
Proporzione.
58.000.000 di italiani (circa) STANNO a 1000 parlamentarI (circa) COME 1.650.000 sardi (circa) STANNO a ….30 consiglieri regionali. Ops!
NOI NE ABBIAMO SOLO 80!!!
@ Catone
Purtroppo non sono potuto andare all’assemblea, ma comunque mi informerò quanto prima per farti avere notizie.
10 Ottobre 2007 alle 16:44
@ tutti
Scusatemi. I consiglieri regionali sono 85.
11 Ottobre 2007 alle 08:48
Punto 9 delle ragioni del SI.
Con la disciplina in materia di conflitto di interessi obblighi Presidente, assessori e consiglieri a rendere pubblici gli interessi privati, regolando i comportamenti e spezzando il connubio tra affari e politica. (art.29)
Art. 29
Nessuno dei soggetti di cui al comma uno (…Presidente, assessori, consiglieri in conflitto di interesse) può esprimere il proprio voto su qualsiasi proposta di legge, di regolamento, di deliberazione amministrativa, rispetto alla quale sappia o debba sapere di essere in conflitto di interessi.
Come se togliere il diritto di voto alla persona interessata risolvesse il problema.
Io penso che per evitare il conflitto di interessi, l’interessato non dovrebbe nemmeno esserci in consiglio o in parlamento.
Anche se poi, le leggi esistono. Ma non vengono ugualmente applicate.
Al riguardo leggetevi questa lettera pubblicata dal sito di Beppe Grillo qualche tempo fa.
http://www.beppegrillo.it/2006/04/telecolpodistato.html
11 Ottobre 2007 alle 17:00
Io penso che al momento del voto personalizzerò la mia scheda aggiungendo un’ulteriore scelta. Aggiungerò un riquadro e al suo interno scrivero “Vaffa…”.
Poi con la bella matita d’ordinanza voterò “Vaffa…”
Su un referendum dove ci viene chiesto di scegliere cosa è “meno peggio” e non cosa “è meglio” non mi sembra neanche il caso di votare.
Cosa ne pensate?
12 Ottobre 2007 alle 11:36
Concordo in pieno con l’altro Frau, solo che io il “VAFFA…” gielo mando per posta. Penso proprio che stavolta non avranno il piacere di prendermi per culo per l’ennesima volta e rubare un po del mio tempo libero.
Ne ho così poco che non vedo perchè dovrei sprecare alcuni minuti della domenica per andare a votare un referendum che, in qualsiasi modo finisca, potrà tranquillamente essere ribaltato come e quando vogliono i soliti dittatori di turno (vedi referendum legge elettorale, rimarcato anche da Grillo al VaffaDay)
Si, cari mie, Dittatori, avete capito bene, perchè l’Italia è una Repubblica fondata sulla Dittatura eletta a maggioranza dal popolino (per definizione di Ugolino : “il popolino è quell’insieme naturale abituato da millenni a stare male”).
Chiunque salga al potere, destra, sinistra, centro, alto, basso, grasso, puntualmente fa quello che gli pare e piace, giusto o sbagliato che sia, senza che nessuno batta ciglio.
Oddio, proprio nessuno non direi, gli unici che si lamentano naturalmente sono quelli dell’opposizione, dispiaciuti non tanto per le sorti del Paese, ma per il fatto che le cazzate non le stanno combinando loro.
Per concludere (perchè come vi ho detto non ho molto tempo libero), vi sottopongo un quesito:
2+2 è uguale a 3 o a 5?
12 Ottobre 2007 alle 12:01
@ Attila
io dico che in politica 2+2 potrebbe essere impossibile
Benvenuto su Villasor blog
12 Ottobre 2007 alle 12:56
Non condivido la scelta di Un_altro_Frau e Attila.
Premetto che io seguo Grillo da tanto, sono stato uno dei firmatari della proposta di Legge e sono stato anche al V-day. Mi dispiace però dire che forse avete capito poco di quello che sta facendo Grillo.
Mettere un “Vaffa” nella scheda o astenersi dal voto sono scelte che condivido a seconda dei casi. In questo particolare caso rispetto le due scelte ma non le condivido per niente. Ora vi spiego perché secondo me è così.
La Legge Statutaria è già stata approvata e ci stanno dando la possibilità di decidere se tenerla in piedi oppure no. Se mandiamo tutto a fanculo senza mettere in moto il cervello potrebbero succedere due cose: o legge passa oppure non passa, giusto? E chi avrà deciso? Il caso. Saranno più gli astensionisti, i vaffanculisti, saranno più i no, più i si, si raggiungerà il quorum oppure non lo si raggiungerà? Se il caso deciderà quello che è nelle intenzioni dei politici allora saranno loro a mandarci a fanculo. In silenzio e con molta soddisfazione.
Se la legge fosse migliorativa e passasse allora diremo grazie ai vaffanculisti e a gli astensionisti.
Però se la legge fosse peggiorativa e passasse ce la dovremo tenere forse per lungo tempo e non dovremo lamentarci. Anzi forse dovremo lamentarci con chi ha permesso che passasse.
Esempio n.1: io sono totalmente contrario alle nuove province perché sono inutili e quindi uno spreco di denaro pubblico. Se ricordate bene c’è stato un referendum per darci la possibilità di decidere se fosse giusto o meno. IO GLI HO MANDATI A FANCULO VOTANDO NO ALLE PROVINCE! Purtroppo le province le hanno fatte e questo lo dobbiamo a chi non è andato a votare o ha fatto qualche pasticcio nella scheda. Ragazzi, ora ce le dobbiamo tenere chissà per quanto!!!!
Esempio n.2: quando il centrodestra ha cambiato circa 50 articoli della Costituzione, io al referendum ho votato perché la legge fosse abrogata. Perché ritengo che non si possono cambiare così tanti articoli tutti assieme rendendoli praticamente incomprensibili a tutti tranne che a loro. Alcuni potevano anche andar bene ma non si può dire di SI per poi tenerci anche dei peggioramenti.
ALLORA GLI HO MANDATI A FANCULO VOTANDO NO! In questo caso andò bene.
Il punto è sempre quello di non perdere mai il lume della ragione e NON LASCIARE MAI NIENTE al caso. Informarsi e ragionare. SEMPRE. Anche se costa fatica.
Inoltre ricordatevi sempre che il referendum è uno degli strumenti più importanti che abbiamo in mano per decidere in prima persona.
Riguardo a Grillo e i “vaffa”.
Grillo fa satira, Grillo fa informazione, Grillo manda a fanculo i partiti così come sono oggi, Grillo manda a fanculo certi politici NON LA POLITICA, Grillo è per la politica, Grillo fa politica, Grillo è per la democrazia. Dal basso. GRILLO DICE CHE LA POLITICA DOBBIAMO RIFORMARLA NOI! L’astensionismo è da rispettare ma è pur sempre una forma di protesta anarchica. Scegliete: o anarchia o democrazia. Io scelgo la democrazia perchè anche se la nostra ha tanti e grossi difetti, vedo che da altre parti funziona e non vedo perché non dovrebbe funzionare qui. Ditemi voi dove funziona l’anarchia.
Non possiamo lamentarci se poi stiamo fermi a casa ad aspettare che siano gli altri a cambiare le cose.
12 Ottobre 2007 alle 16:11
Caro il mio Paolo, evidentemente non capisci granchè di matematica.
Nel quesito che vi ho posto prima, qualsiasi risposta tu dia è sbagliata.
Come in politica. Qualsiasi scelta tu compia è sbagliata. Anch’io non mando affanculo la politica, mando affanculo questi politici.
E purtroppo in questo momento (gli ultimi 40 anni) i politici non mi hanno mai proposto un quesito che avesse almeno una risposta possibile che fosse giusta. Siccome mi sono rotto di dare risposte sbagliate, finchè non mi porranno una domanda seria, trasparente, facilmente comprensibile, io non risponderò più.
Vota si, e farai contenti i partiti che lo supportanto
Vota no, e farai contenti i partiti che lo supportano
E’ quarant’anni che voto si o no e sono quarant’anni che sopporto io.
Ma siete andati a leggervi la legge statuaria linkata sopra?
Ma neanche ai test di ammissione dell’FBI hanno roba del genere.
Voglio leggi semplici, oneste, comprensibili, corte, serie, applicabili, ragionevoli, non interpretabili a piacere, efficienti, costruttive, lecite, corrette, eque, decenti, degne, ONOREVOLI per tutte quelle persone che mandano avanti l’italia tutti i giorni.
12 Ottobre 2007 alle 16:58
Attila, abbiamo semplicemente punti di vista diversi.
Però ritengo che se il referendum mi darà la possibilità di cancellare una legge sbagliata, io sfrutterò questa occasione per lasciare le cose come stanno. Io ho letto la legge e sinceramente ho cercato di capire il più possibile, qualcosa è incomprensibile qualcosa è comprensibile. Le cose che ho capito mi hanno fatto rendere conto che devo votare NO.
Anche la Costituzione Italiana che è stata fatta per essere semplice e comprensibile da tutti ha delle parti difficili da capire.
Grillo al V-day ha rimarcato che è stato ribaltato il referendum del ‘92 voluto da Mario Segni per la preferenza unica. Ha ragione!!!
Però vorrei che al riguardo tu leggessi cosa ha detto lo stesso Grillo per il referendum sulla riforma della Costituzione Italiana nel 2006:
http://www.beppegrillo.it/2006/06/aggiungi_un_posto_a_tavola.html
12 Ottobre 2007 alle 17:29
@ Paolo
Ti devono dare una martellata nei denti, perché è così, e non c’è niente da fare, si è sempre fatto così e si continuerà a fare così.
Si riunisce il consiglio per le ricerche minerarie e le perdite di tempo, decidono che, per migliorare la situazione, ti devono “cassare” le dita in un cassetto.
Gran parte delle persone, capeggiate da Bert, votano a favore, perché a loro sembra la che sia la cosa migliore da fare.
Il generale War non è favorevole! Vuole che si continui a darti una martellata nei denti, è più democratico, ci sono più garanzie, è più “meglio” e basta.
Allora decidono di fare un referendum!
Volete che Paolo riceva una martellata nei denti, o per migliorare enormemente la situazione socio-economica-politica-tangenziale-fanculista, ma soprattutto per la pace nel mondo, gli “cassiamo” le dita in un cassetto?
Scelte per il voto: Si o No
Cosa voti?
Il quesito è demenziale, non ha senso, ti prendono per il culo!
Ecco, ci stanno prendendo per il culo!
Ho visto che in un post precedente volevi sapere chi si celava dietro il nick Un_Altro_Frau, ebbene, ti svelo l’arcano…
… sono rimasto affascinato da una risposta del signor “un_frau di nome e di fatto” e sentendomi un po’ “unfrato” anch’io, mi sono auto imparentato (anche se non so chi sia il signor frau originale, unico e inimitabile).
Comunque io sono Simone Cireddu
@ Atrocità Terremoto Tragedia Iradidio Adessolimandiamotuttiafan…
Pienamente d’accordo con quello che hai scritto. Ero anche arrivato alla soluzione del quesito matematico prima di leggere la soluzione.
12 Ottobre 2007 alle 19:29
Ahi ahi ahi!!! Simone, da te non me lo aspettavo. Ti facevo più attento:
All’inizio di un precedente commento ho scritto queste parole:
Mettere un “Vaffa” nella scheda o astenersi dal voto sono scelte che condivido A SECONDA DEI CASI. In questo particolare caso rispetto le due scelte ma non le condivido per niente. Ora vi spiego perché secondo me è così.
ripeto: A SECONDA DEI CASI!!!
ripeto: A SECONDA DEI CASI!!!
Sbaglia chi fa di tutta un’erba un fascio del mondo politico. Sicuramente la maggior parte sono dei figli di… ma sono sicuro che ci sono state, ci sono e ci saranno delle persone oneste sia a livello nazionale che a livello comunale. Vedi Matteotti, Moro, La Torre, Mattarella, Biagi, e tanti altri che per rendere migliore la nostra vita ci hanno rimesso la loro.
Io nel mio piccolo cerco di fare qualcosa per migliorarlo. Non so a quale risultato porti ma ci provo.
Riguardo ai nomi di chi commenta io non ho mai chiesto a nessuno di palesare il proprio nome. Ho chiesto semplicemente il motivo per cui nessuno metteva il proprio.
P.S. Vai a votare e non rompere le scatole, almeno si raggiunge il quorum!
Poi continuamo il discorso in privato diaicci ti pozzu chistionai in sadru e ti pozzu fueddai mabi!!!
12 Ottobre 2007 alle 19:38
Infatti alla fine grillo la pensa come me :
“Voterò no al referendum, ma subito dopo avvierò un dibattito su questo blog sulla costituzione. E’ evidente che i partiti non possono riformare la costituzione perchè chi trae il massimo beneficio dallo status quo sono loro.
L’attuale costituzione ha dei valori da conservare, altri da cambiare. Ma come ogni cosa deperisce. Oggi è un po’ antistorica e comincia a puzzare. E come sempre il pesce puzza dalla testa, e la testa sono i professionisti della politica il cui costo e la cui inefficienza sono la vera palla al piede dell’Italia. Quelli che la costituzione non la vogliono cambiare (centro sinistra), o che la vogliono cambiare in peggio (centro destra), non ci hanno informati in queste settimane. Hanno trasformato in un teatrino politico il referendum. Se vince il si, si metteranno d’accordo. Se vince il no, si metteranno d’accordo. Ma allora che c..o votiamo a fare?”
(Beppe Grillo)
12 Ottobre 2007 alle 20:03
Attila, dai!!!
Grillo la pensa come me, come te e come tanti milioni di Italiani!!!
Su questo siamo d’accordo.
Non stiamo giocando a chi ha ragione.
Gira e rigira, mescola e rimescola, Grillo è andato a votare quel referendum. Era questo il punto!
Grillo come sempre ci ha ragionato sopra perchè non è uno stupido, si è fatto aiutare come sempre da esperti, ha fatto le sue valutazioni le sue considerazioni, ci ha dato delle informazioni (meno male) e poi noi avremo dovuto ragionarci a sua volta con la nostra testa e agire come meglio credevamo. Punto.
Io sostengo sempre che dobbiamo informarci, ragionare e agire.
Basta. Tutto qui. E purtroppo le tue tesi non sono state abbastanza convincenti da farmi cambiare idea.
12 Ottobre 2007 alle 20:49
Si, si, noi qui a litigare ed intanto il ministro della pubblica istruzione ha nominato una commissione per studiare il peso ideale dello zaino dei bambini delle elementari e medie.
Povera Italia.
6 Novembre 2007 alle 20:04
OH paulleddu!!!! ma itta mi cumbinasa????
bai a trabballai…….altrimenti padoa SchiAppa no è cuntentu!!!…….baci!