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Sabato, 13 Ottobre 2007 alle 19:20 e classificato in Villasor: No isolamento.
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Una classe politica “italiana” non esiste poichè non esiste un popolo “italiano”. Come risultato di ciò, vi è in Italia una classe politica autoreferenziata dotata di una moralità autogena non corrispondente ad un sostrato popolare. In questo modo costoro prosperano e producono leggi in funzione della propria sopravvivenza ed autoconservazione, ignorando totalmente le aspettative dei cosidetti cittadini “italiani”.
Io ho cercato di documentarmi, mi sono letto tutta la legge, ho cercato di capire le ragioni del si e quelle del no. Alla fine dei conti mi son reso conto di non avere nessuno strumento in mano per poter capire se questi cambiamenti avranno esiti positivi o meno, per il futuro.
E se altre volte potevo rimproverarmi di non essermi interessato a questa o quella questione, oggi mi sento più amareggiato perché pur avendo provato a interessarmi attivamente alla politica, mi sento più estraneo di prima a questo mondo.
Ma voi riuscite ad ascoltare Soru per più di 10 secondi? Il suo politichese ormai è distante anni luce dalle cose che interessano alla gente…..questa storia della statutaria è una presa per il ****. Anch’io andrò a votare per adempiere ai miei doveri ma scriverò un bel vaffa… in stampatello sottolineato.
Se ritieni che questa storia della statutaria sia una presa per il culo ne deduco che vorresti che non passasse. Almeno credo.
Se cosi fosse il tuo “vaffa” aiuterebbe la legge a passare.
Non vorrei essere ripetitivo, infatti invito ad Andrea a leggere i commenti del precedente post sulla Legge Statutaria, ma nel tuo caso sarebbe più efficace mandarli a fa…o votando NO. Sennò fai il loro gioco.
@ Gianni
Ascolti il fronte del si ed hanno ragione loro.
Ascolti il fronte del no e sembra che invece abbiano ragione loro.
Ma allora cosa dobbiamo votare?
Ti rispondo con una tua frase.
Per capire se un libro sia da leggere o meno, c’è un solo modo per scoprirlo: leggerlo.
Non fidarti di chi ti dice che il libro è bello e non fidarti di chi ti dice che il libro è brutto. Leggilo.
Loro vogliono questo!!! Loro vogliono che la gente si divida valutando tra le loro opinioni e non sui loro fatti. Loro vogliono che le nostre menti non lavorino. Ci pensano loro a ragionare per noi.
Loro fanno qualcosa, buona o cattiva che sia, e le loro opinioni saranno sempre e comunque opposte. Dalle loro parole non sapremo mai se quello che hanno fatto è positivo o negativo!!!
Non dobbiamo più subire l’informazione deviata che ci impongono i loro potentissimi apparati mediatici. Dobbiamo imparare a cercarci le informazioni da soli.
“la responsabilità politica deve pensare a costruire”
sostiene Dario Francescini.
e … quindi si è pensato al partito democratico ……. vergognatevi preistorici
cosa succederà adesso?
forse meno tasse per tutti o forse meno precariato ? CHE BELLO !!!!!!
nooooooooooooooooo
SEMPLICEMENTE !!!!!! si andrà NUOVAMENTE a votare l’anno prossimo.
Per la gioia di berlusconi e dei suoi compagni mammut ….. che tristezza … BLEHHH!
CHE TRISTEZZA RAGAZZI SEMBRA DI ESSERE NEL LABIRINTO DEL MINOTAURO ………. MA DOVE SONO FINITI I NOSTRI SUPER EROI
superman, wonderwoman, l’uomo ragno, batman con robin …… etc
speriamo non siano solo dei cartoni animati, chiamiamoli a gran voce tutti assieme ……….. dai dai AIUTOOOOOOOOOOOOOO!
Caro Giatrus, la responsabilità politica ha già pensato a costruire una legge elettorale in cui un partito con meno dell’1,4% è padrone della stab ilità del governo.
Probabilmente avevano bevuto troppo whisky di scimmia.
È normale, forse, che in un blog si dicono un sacco di cose insensate.
È l’effetto della nostra società, che sta attraversando la così detta “fase di transazione”. Internet e i nuovi media stanno contribuendo al disordine della comunicazione. L’hanno capito le LOBBIES del potere e sono corsi al riparo, accentuando il disordine. Nel blog di villasor c’è ne conferma, ci sono delle opinioni dette per sentito dire, incertezze anacronistiche, pensieri confusi … Tutto ciò è plausibile perché si sta facendo di tutto per far perdere il senno. È la conseguenza che siamo stati abituati a non pensare perché c’è sempre qualcuno che l’ha fatto per noi.
Stiamo correndo il rischio di confondere la nostra vita reale con una vita assolutamente finta, di rimanere ‘intrappolati’ in un mondo virtuale e vivere là la nostra vita, alienandoci quella reale, certamente molto più complessa e difficile; stiamo rischiando di perdere anche quel poco di responsabilità e moralità che ancora ci rimane.
In definitiva si tratta di un attacco diretto e mirato alle nostre coscienze (sempre più ipnotizzate), un tentativo assai pericoloso di disumanizzazione. Il rischio finale è proprio quello di perdere una parte della propria anima e vivere una pseudo-vita che non ci appartiene!
Bravo Dimajo. Perfettamente d’accordo.
Tutte le tue valutazioni sono sempre ponderate.
Condivisibili o no, ma frutto sempre di un ragionamento.
Questo intendo io.
Se qualcuno se lo ricorda in un precedente commento ho detto che tutto non può sempre rimanere virtuale. Ci sono tantissime cose da dire e tantissimi argomenti su cui confrontarci che il blog diventa una stanza un pò troppo stretta. Arriva il momento che c’è bisogno del contatto umano.
Una stretta di mano, una birra e una pizza.
@Andrea
Ma dai, Soru parla il politichese? Mi viene da pensare: Ma l’hai mai sentito parlare?
E’ indubbio che alcune volte riesce a capirsi solo lui ma che parli il politichese non mi sembra proprio.
Un consiglio per chi ancora non si è documentato sul referendum e si appresta a farlo:
Non prendete la scorciatoia andando a leggervi le ragioni del SI e le ragioni del NO.
Leggetevi la statutaria! E’ su quella che dovete votare, non sugli spot pubblicitari di chi vi deve convincere a votare quello che vogliono loro (che potrebbe anche essere il contrario dell’opposto di quello che non vorrebbero che si facesse e soprattutto deve essere in contraddizione con l’opposta fazione).
Leggetevela, ragionateci e pensate a cosa votare, magari dopo vi leggete le ragioni del SI e del NO, non è indispensabile ma ve lo consiglio, vi farete delle grasse risate, troverete addirittura esponenti di FI che danno lezioni di conflitto d’interessi.
Una proposta per una futura discussione: Lo stato dell’informazione in Italia (e anche in Sardegna). Mi sembra che ormai anche la sola decenza sia lontana anni luce.
Paolo, non ti preoccupare, sto studiando.
Volevo rispondere ad alcuni tuoi post che riporto:
>Paolo Pillitu scrive:
>10 Ottobre 2007 alle 10:41
>Probabilmente voterò no.
>Ieri notte ho letto e notato alcune cose che non mi sono
>piaciute per niente.
>Tra le ragioni del SI punto 10:
>“Con la previsione di ben tre tipologie di referendum
>(abrogativo, propositivo, consultivo) la voce dei cittadini
>diventa più importante.
>Ma perchè, queste tre forme di referendum noi non ce
>le avevamo già?
>E poi se la voce dei cittadini dovrebbe diventare più importante,
>perchè il numero di firme necessarie dovrebbe passare dalle
>attuali 10.000 alle future 15.000. Bella importanza che ci danno,
>aumentano le probabilità di non raggiungere il numero necessario
>a presentare i referendum.
>Quindi ritenendo già il punto 10 una balla mi è venuto in
>mente di cercare più a fondo e ho trovato alcune altre cose
>che vi esporrò più avanti.
>Paolo Pillitu scrive:
>10 Ottobre 2007 alle 16:40
>Punto 5 delle ragioni del SI:
>Con la riduzione del numero degli assessori l’amministrazione
>è più trasparente e meno costosa.
>Attualmente il numero degli assessori è pari a 12.
>
>L’articolo 19 della Legge Statutaria recita che gli assessori
>non potranno essere meno di 8 e più di 10.
>Dove sarebbe questo risparmio? Da due a quattro assessori?
>Complimenti.
>Cosa vuol dire “più trasparente?”
>Altre balle. Ancora meno ragioni per seguire chi ci dice delle bugie.
>Il risparmio ci sarebbe se il numero dei consiglieri venisse
>abbassato drasticamente.
>Proporzione.
>58.000.000 di italiani (circa) STANNO a 1000 parlamentarI (circa)
>COME 1.650.000 sardi (circa) STANNO a ….30 consiglieri regionali. Ops!
>
>NOI NE ABBIAMO SOLO 80!!!
1- Mi risulta che i referendum propositivi esistano a San Marino ma non in Italia e tanto meno in Sardegna (correggetemi se sbaglio)
2- Le firme, se facciamo lo stesso paragone che fai per i parlamentari dovremmo dire 58.000.000 di italiani devono raccogliere 500.000 firme per un referendum, con solo 10.000 firme per 1.650.000 sardi siamo in svantaggio. Con poche firme rischiamo di andare a votare per ogni fesseria.
3- Riduzione degli assessori. E’ già un passo avanti, sai quante figure ruotano attorno ad un assessore? Sarebbe già un bel risparmio.
Io non ho ancora scelto Si o No (neanche se andare a votare a dire il vero) , vediamo di trovare altri punti controversi e di discuterli.
Bravo Un_altro_Frau.
Almeno uno che controbbatte ragionando.
Sulla questione delle firme necessarie hai ragione, anche se me ne sono accorto dopo. Avrei voluto scriverlo, ma se mi fossi messo a scrivere tutto quello che avevo in mente sulla Statutaria non mi sarebbero bastati due giorni. Sulla questione degli assessori, hai ragione, ma non mi fido perchè mi sembra uno specchietto per le allodole.
Nella domanda sulle tre forme di referendum quel “non ce li avevamo già era una domanda” era una domanda, perchè non lo so.
Però prima di te nessumo mi aveva risposto.
Itta è, quando ti ho detto che ti facevo più attento ti sei spulciato il mio post?
Aicci ti ollu!!! Bravvu!
Scherzo, se puoi vieni anche tu alla pizzata. Così ne parliamo.
Niente male Attila. Niente male.
Per quanto adori leggere (di tutto!) non sono ancora riuscito ad apprezzare la poesia come componimento letterario.
Ma è comunque bello che qualcuno commenti anche in questo modo.
Bravo Attila.
13 Ottobre 2007 alle 19:22
la classe politica di oggi non è altro che l’esempio dell’antipolitica,
meglio di così non si può fare.
alla prossima puntata fischiettando la canzone di Gaber
“ma cosa è la destra, cosa è la sinistra”
vi voglio bene a tutti belli e brutti ……….
evviva l’amore
massimiliano
14 Ottobre 2007 alle 11:34
Ascolti il fronte del si ed hanno ragione loro.
Ascolti il fronte del no e sembra che invece abbiano ragione loro.
Ma allora cosa dobbiamo votare?
14 Ottobre 2007 alle 11:45
Una classe politica “italiana” non esiste poichè non esiste un popolo “italiano”. Come risultato di ciò, vi è in Italia una classe politica autoreferenziata dotata di una moralità autogena non corrispondente ad un sostrato popolare. In questo modo costoro prosperano e producono leggi in funzione della propria sopravvivenza ed autoconservazione, ignorando totalmente le aspettative dei cosidetti cittadini “italiani”.
14 Ottobre 2007 alle 11:50
@ Gianni
Io ho cercato di documentarmi, mi sono letto tutta la legge, ho cercato di capire le ragioni del si e quelle del no. Alla fine dei conti mi son reso conto di non avere nessuno strumento in mano per poter capire se questi cambiamenti avranno esiti positivi o meno, per il futuro.
E se altre volte potevo rimproverarmi di non essermi interessato a questa o quella questione, oggi mi sento più amareggiato perché pur avendo provato a interessarmi attivamente alla politica, mi sento più estraneo di prima a questo mondo.
14 Ottobre 2007 alle 18:18
Ma voi riuscite ad ascoltare Soru per più di 10 secondi? Il suo politichese ormai è distante anni luce dalle cose che interessano alla gente…..questa storia della statutaria è una presa per il ****. Anch’io andrò a votare per adempiere ai miei doveri ma scriverò un bel vaffa… in stampatello sottolineato.
15 Ottobre 2007 alle 00:33
@ Andrea
Se ritieni che questa storia della statutaria sia una presa per il culo ne deduco che vorresti che non passasse. Almeno credo.
Se cosi fosse il tuo “vaffa” aiuterebbe la legge a passare.
Non vorrei essere ripetitivo, infatti invito ad Andrea a leggere i commenti del precedente post sulla Legge Statutaria, ma nel tuo caso sarebbe più efficace mandarli a fa…o votando NO. Sennò fai il loro gioco.
@ Gianni
Ascolti il fronte del si ed hanno ragione loro.
Ascolti il fronte del no e sembra che invece abbiano ragione loro.
Ma allora cosa dobbiamo votare?
Ti rispondo con una tua frase.
Per capire se un libro sia da leggere o meno, c’è un solo modo per scoprirlo: leggerlo.
Non fidarti di chi ti dice che il libro è bello e non fidarti di chi ti dice che il libro è brutto. Leggilo.
Loro vogliono questo!!! Loro vogliono che la gente si divida valutando tra le loro opinioni e non sui loro fatti. Loro vogliono che le nostre menti non lavorino. Ci pensano loro a ragionare per noi.
Loro fanno qualcosa, buona o cattiva che sia, e le loro opinioni saranno sempre e comunque opposte. Dalle loro parole non sapremo mai se quello che hanno fatto è positivo o negativo!!!
Non dobbiamo più subire l’informazione deviata che ci impongono i loro potentissimi apparati mediatici. Dobbiamo imparare a cercarci le informazioni da soli.
INFORMAZIONE, RAGIONAMENTO, AZIONE.
15 Ottobre 2007 alle 12:37
“la responsabilità politica deve pensare a costruire”
sostiene Dario Francescini.
e … quindi si è pensato al partito democratico ……. vergognatevi preistorici
cosa succederà adesso?
forse meno tasse per tutti o forse meno precariato ? CHE BELLO !!!!!!
nooooooooooooooooo
SEMPLICEMENTE !!!!!! si andrà NUOVAMENTE a votare l’anno prossimo.
Per la gioia di berlusconi e dei suoi compagni mammut ….. che tristezza … BLEHHH!
CHE TRISTEZZA RAGAZZI SEMBRA DI ESSERE NEL LABIRINTO DEL MINOTAURO ………. MA DOVE SONO FINITI I NOSTRI SUPER EROI
superman, wonderwoman, l’uomo ragno, batman con robin …… etc
speriamo non siano solo dei cartoni animati, chiamiamoli a gran voce tutti assieme ……….. dai dai AIUTOOOOOOOOOOOOOO!
saluti e abbracci a massimiliano
p.s. WISKI DI SCIMMIA A TUTTI.
15 Ottobre 2007 alle 12:50
Caro Giatrus, la responsabilità politica ha già pensato a costruire una legge elettorale in cui un partito con meno dell’1,4% è padrone della stab ilità del governo.
Probabilmente avevano bevuto troppo whisky di scimmia.
15 Ottobre 2007 alle 13:52
È normale, forse, che in un blog si dicono un sacco di cose insensate.
È l’effetto della nostra società, che sta attraversando la così detta “fase di transazione”. Internet e i nuovi media stanno contribuendo al disordine della comunicazione. L’hanno capito le LOBBIES del potere e sono corsi al riparo, accentuando il disordine. Nel blog di villasor c’è ne conferma, ci sono delle opinioni dette per sentito dire, incertezze anacronistiche, pensieri confusi … Tutto ciò è plausibile perché si sta facendo di tutto per far perdere il senno. È la conseguenza che siamo stati abituati a non pensare perché c’è sempre qualcuno che l’ha fatto per noi.
Stiamo correndo il rischio di confondere la nostra vita reale con una vita assolutamente finta, di rimanere ‘intrappolati’ in un mondo virtuale e vivere là la nostra vita, alienandoci quella reale, certamente molto più complessa e difficile; stiamo rischiando di perdere anche quel poco di responsabilità e moralità che ancora ci rimane.
In definitiva si tratta di un attacco diretto e mirato alle nostre coscienze (sempre più ipnotizzate), un tentativo assai pericoloso di disumanizzazione. Il rischio finale è proprio quello di perdere una parte della propria anima e vivere una pseudo-vita che non ci appartiene!
15 Ottobre 2007 alle 14:29
Bravo Dimajo. Perfettamente d’accordo.
Tutte le tue valutazioni sono sempre ponderate.
Condivisibili o no, ma frutto sempre di un ragionamento.
Questo intendo io.
Se qualcuno se lo ricorda in un precedente commento ho detto che tutto non può sempre rimanere virtuale. Ci sono tantissime cose da dire e tantissimi argomenti su cui confrontarci che il blog diventa una stanza un pò troppo stretta. Arriva il momento che c’è bisogno del contatto umano.
Una stretta di mano, una birra e una pizza.
Viva il blog ma con moderazione.
15 Ottobre 2007 alle 16:07
@ tutti
Propongo la seconda Pizzat@blog per giovedì 18 Ottobre ore 21:00 al Betty Boop aperta a tutti gli utenti così potremo berci questa famosa birra.
15 Ottobre 2007 alle 16:56
@Andrea
Ma dai, Soru parla il politichese? Mi viene da pensare: Ma l’hai mai sentito parlare?
E’ indubbio che alcune volte riesce a capirsi solo lui ma che parli il politichese non mi sembra proprio.
Un consiglio per chi ancora non si è documentato sul referendum e si appresta a farlo:
Non prendete la scorciatoia andando a leggervi le ragioni del SI e le ragioni del NO.
Leggetevi la statutaria! E’ su quella che dovete votare, non sugli spot pubblicitari di chi vi deve convincere a votare quello che vogliono loro (che potrebbe anche essere il contrario dell’opposto di quello che non vorrebbero che si facesse e soprattutto deve essere in contraddizione con l’opposta fazione).
Leggetevela, ragionateci e pensate a cosa votare, magari dopo vi leggete le ragioni del SI e del NO, non è indispensabile ma ve lo consiglio, vi farete delle grasse risate, troverete addirittura esponenti di FI che danno lezioni di conflitto d’interessi.
Una proposta per una futura discussione: Lo stato dell’informazione in Italia (e anche in Sardegna). Mi sembra che ormai anche la sola decenza sia lontana anni luce.
16 Ottobre 2007 alle 15:35
Paolo, non ti preoccupare, sto studiando.
Volevo rispondere ad alcuni tuoi post che riporto:
>Paolo Pillitu scrive:
>10 Ottobre 2007 alle 10:41
>Probabilmente voterò no.
>Ieri notte ho letto e notato alcune cose che non mi sono
>piaciute per niente.
>Tra le ragioni del SI punto 10:
>“Con la previsione di ben tre tipologie di referendum
>(abrogativo, propositivo, consultivo) la voce dei cittadini
>diventa più importante.
>Ma perchè, queste tre forme di referendum noi non ce
>le avevamo già?
>E poi se la voce dei cittadini dovrebbe diventare più importante,
>perchè il numero di firme necessarie dovrebbe passare dalle
>attuali 10.000 alle future 15.000. Bella importanza che ci danno,
>aumentano le probabilità di non raggiungere il numero necessario
>a presentare i referendum.
>Quindi ritenendo già il punto 10 una balla mi è venuto in
>mente di cercare più a fondo e ho trovato alcune altre cose
>che vi esporrò più avanti.
>Paolo Pillitu scrive:
>10 Ottobre 2007 alle 16:40
>Punto 5 delle ragioni del SI:
>Con la riduzione del numero degli assessori l’amministrazione
>è più trasparente e meno costosa.
>Attualmente il numero degli assessori è pari a 12.
>
>L’articolo 19 della Legge Statutaria recita che gli assessori
>non potranno essere meno di 8 e più di 10.
>Dove sarebbe questo risparmio? Da due a quattro assessori?
>Complimenti.
>Cosa vuol dire “più trasparente?”
>Altre balle. Ancora meno ragioni per seguire chi ci dice delle bugie.
>Il risparmio ci sarebbe se il numero dei consiglieri venisse
>abbassato drasticamente.
>Proporzione.
>58.000.000 di italiani (circa) STANNO a 1000 parlamentarI (circa)
>COME 1.650.000 sardi (circa) STANNO a ….30 consiglieri regionali. Ops!
>
>NOI NE ABBIAMO SOLO 80!!!
1- Mi risulta che i referendum propositivi esistano a San Marino ma non in Italia e tanto meno in Sardegna (correggetemi se sbaglio)
2- Le firme, se facciamo lo stesso paragone che fai per i parlamentari dovremmo dire 58.000.000 di italiani devono raccogliere 500.000 firme per un referendum, con solo 10.000 firme per 1.650.000 sardi siamo in svantaggio. Con poche firme rischiamo di andare a votare per ogni fesseria.
3- Riduzione degli assessori. E’ già un passo avanti, sai quante figure ruotano attorno ad un assessore? Sarebbe già un bel risparmio.
Io non ho ancora scelto Si o No (neanche se andare a votare a dire il vero) , vediamo di trovare altri punti controversi e di discuterli.
16 Ottobre 2007 alle 17:05
Bravo Un_altro_Frau.
Almeno uno che controbbatte ragionando.
Sulla questione delle firme necessarie hai ragione, anche se me ne sono accorto dopo. Avrei voluto scriverlo, ma se mi fossi messo a scrivere tutto quello che avevo in mente sulla Statutaria non mi sarebbero bastati due giorni. Sulla questione degli assessori, hai ragione, ma non mi fido perchè mi sembra uno specchietto per le allodole.
Nella domanda sulle tre forme di referendum quel “non ce li avevamo già era una domanda” era una domanda, perchè non lo so.
Però prima di te nessumo mi aveva risposto.
Itta è, quando ti ho detto che ti facevo più attento ti sei spulciato il mio post?
Aicci ti ollu!!! Bravvu!
Scherzo, se puoi vieni anche tu alla pizzata. Così ne parliamo.
16 Ottobre 2007 alle 17:15
Ho riletto il commento, ci sono un po di errori. Abbi pazienza ma l’ho scritto in fretta.
18 Ottobre 2007 alle 17:45
Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato
18 Ottobre 2007 alle 18:20
Niente male Attila. Niente male.
Per quanto adori leggere (di tutto!) non sono ancora riuscito ad apprezzare la poesia come componimento letterario.
Ma è comunque bello che qualcuno commenti anche in questo modo.
Bravo Attila.
18 Ottobre 2007 alle 20:37
Scusami tanto Paolo, ho omesso l’autore della poesia.
Per dimenticanza, non certo per attribuirmene il merito.
Spero che Fabrizio mi perdoni.
“Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato ….”
F. De Andrè 1971
Da allora non è ancora cambiato niente …