Raggiunto l’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio di Villasor

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Articolo tratto da: http://www.regione.sardegna.it/ - 15.10.07 - comunicati stampa - anno 2007

È stato raggiunto questo pomeriggio a Roma l’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio di Villasor. Nel corso di una riunione al Ministero delle Politiche agricole (al quale hanno preso parte i dirigenti dell’Eridania Sadam e gli assessori regionali dell’Agricoltura, Francesco Foddis, e dell’Industria, Concetta Rau), le organizzazioni professionali agricole e le parti sindacali hanno siglato l’intesa sulla base del piano industriale presentato da Sadam e analizzato dalla Sfirs, che ricopriva il ruolo di “advisor” per conto della Regione Sardegna.

L’accordo, presupposto fondamentale per richiedere la cassa integrazione straordinaria per il personale dipendente dello stabilimento di Villasor, è stato possibile perché la Sadam ha accolto quasi per intero le osservazioni e le richieste presentate dalla componente agricola, in merito alle garanzie e al rapporto contrattuale con la filiera agricola.

A proposito della definizione del prezzo delle materie prime, le associazioni nazionali hanno chiesto all’assessore Foddis di farsi promotore di un ulteriore incontro tra le parti per arrivare in tempi brevi a una più circostanziata definizione della parte economica, di cui la Regione sarà garante. Lo stesso Foddis e l’assessore Rau hanno preso atto delle conclusioni del documento tecnico sulle varie ubicazioni possibili dello stabilimento presentato da Sadam, che individuano in Macchiareddu il sito più adatto per ragioni economiche, logistiche e in merito alle aspettative degli operai.

“Quella siglata questo pomeriggio - spiega l’assessore Foddis - è un’intesa che lascia alla componente agricola la possibilità di cogliere le opportunità dell’agroenergia, senza per questo trovarsi nelle condizioni di produrre né vantaggi, né remunerazione. Impegna invece l’azienda a ritirare le materie prime senza che questo obblighi gli agricoltori a produrre senza poi avere sicure ricadute economiche”.

Infine, su esplicita richiesta delle organizzazioni, l’assessore Foddis ha positivamente accolto l’impegno a convocare entro novembre le associazioni, per analizzare le modalità di ripartizione delle risorse comunitarie provenienti dal Piano di diversificazione previsto dalla riforma Ocm dello zucchero a favore degli agricoltori che partecipano al progetto.

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By admin

47 Commenti a “Raggiunto l’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio di Villasor”

  1. ATTILA scrive:

    Parole, parole, parole
    parole, parole, parole,
    parole, parole, parole,
    soltanto parole….
    così cantava Mina.

    L’unica cosa certa per ora è che verrà riconvertita anche l’ubicazione dell’ex zuccherificio, e cioè Macchiareddu.

    In poche parole verrà creata un’altra fabbrica, da un’altra parte, con i vecchi dipendenti SADAM.
    O almeno quelli che nel mentre non hanno avuto lo scivolo per andarsene in pensione.

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/492?s=59353&v=2&c=1489&t=1

  2. Un_Altro_Frau scrive:

    Se qualcuno è in grado di spiegarmelo, perchè io proprio non ci arrivo, come può essere considerata “riconversione” la creazione di una fabbrica nuova di zecca?
    E il vecchio zuccherificio?
    Ho lavorato nel vecchio zuccherificio e mi ricordo un motto in voga tra i lavoratori: “Chi non ti circanta nudda, lassa su mundu cumenti esti e dona a pappai a sa scimmia”.
    Se fossi un po’ malizioso mi verrebbe da pensare che con la costruzione di una fabbrica nuova di zecca, più che la scimmia, a mangiare siano i soliti furbetti, il famoso magna magna generale che poi di generale c’è che a mangiare sono sempre gli stessi.
    Vi prego, che qualcuno mi dica che non è cosi e mi sciorini tutta una serie di motivazioni per cui il vecchio stabilimento non può essere riconvertito in niente, una qualsiasi antieconomicità dell’operazione, qualsiasi cosa, anche se con risvolti fantascientifici, l’importante è che sia un motivo!!!

  3. antonella scrive:

    infatti, trattasi di semplice trasferimento di residenza, quindi soliti problemi di trasloco con tutto ciò che comporta un trasloco. Ma un pò di malizia mi porta a pensare, e se dietro tutto questo ci fossero dietro i soliti finaziamenti ai grandi imprenditori del nord Italia he, si prendono i contributi per costruire nuove fabbriche, nuovi posti di lavoro e, dopo quando tutto e pronto per partire svaniscono nel nulla portandosi a casa i soldi della regione sardegna pe rinvestirli al nord? Ho avuto modo di effettuare una ricerca in questa direzione e, il caso piu’ eclatante riguarda la cardnet di Iglesias in località sa stoia, signori i quattordici operai che hanno avuto la sfortuna di essere assunti da una cordata svizzero/lombarda, hanno lavorato tre mesi sono stati mesi in cassa integrazione e non hanno mai percepito gli stipendi! Provate a docuemtarvi e ne scoprirete delle belle!!!!!

  4. admin scrive:

    Una provocazione:

    in un paese come Villasor, con un economia basata principalmente sulla coltura del carciofo, è cosi fondamentale avere una fabbrica che magari inquina le falde acquifere con gli scarti della produzione?

    che dite?

  5. antonella scrive:

    Admin, facciamo un’ altra provocazione? Dov’è finito il famoso carciofo spinoso di Villasor? Ti ricordi c’è lo invidiavano un pò tutti!!!!!! E poi, vediamo anche di evolverci portando avanti un progetto per altre forme di coltura…….

  6. admin scrive:

    Questa è ancora più bella :-D

    Sulla questione carciofo spinoso, Paolo avrà sicuramente qualcosa da dire…
    Paolo dove sei finito???

  7. ATTILA scrive:

    http://www.chilhavisto.rai.it/

  8. Paolo Pillitu scrive:

    Sono finito in mezzo alle scartoffie.
    Ti assicuro che non ho avuto praticamente un attimo di sosta per poter scrivere. Tra l’altro questo è il secondo commento che scrivo perchè me ne ha appena cancellato uno.
    Avrei tante cose da scrivere riguardo al disegno di legge Levi, sui blog, sullo zuccherificio e sul carciofo. Inoltre avrei tante cose da dire ad Antonella soprattutto ad un commento.
    Chi mi pongiu poi a chistionai da cancioffa no d’accabbu prusu.
    Purtroppo sono immerso nel lavoro talmente tanto che non ce la faccio a commentare come dovrei. Ora sto facendo un’eccezione.
    Sto comunque seguendo il blog come posso, e credo di non aver perso nessun post e nessun commento.
    Continuate a scrivere tanto, io mi farò sentire quanto prima.
    Un abbraccio a tutti, Paolo.

  9. antonella scrive:

    A Paolo Pillitu, non ho capito bene se avresti da dirmi di positivo o in negativo, comunque aspetto un tuo commento ben volentieri, sono ben lieta di potter dibbattere in maniera civile, Ok! Comunque ciao.

  10. antonella scrive:

    Admin, ti è piaciuta sul serio la provocazione sul carciofo spinoso?
    Perchè non la rivolgiamo a un bel gruppetto di agrioltori la stessa domanda?
    Paolo, a accennato a tante cose da dire a me, ma non mi ha dato uno spunto per poter comminciare…………….

  11. admin scrive:

    @ Antonella

    Non scherzavo affatto, anche a me piacerebbe capire meglio che fine abbia fatto il carciofo spinoso. Visto che, a quanto mi risulta, si stanno via via privilegiando altre varietà di carciofo a danno di quello spinoso.

    Se tra i nostri lettori c’è qualche agricoltore ci farebbe molto piacere sentire la sua opinione, così ci spiega un pò cosa sta succedendo.

  12. Paolo Pillitu scrive:

    @ Antonella

    Da qualche parte ho letto un tuo commento dove dicevi che tuo padre lavorava allo zuccherificio, non lo trovo più. Volevo rispondere a quello.

    Per quanto riguarda l’accordo per la riconversione dello zuccherificio vorrei sapere perchè si sono fatti tutti gli accordi, tranne quello con gli agricoltori.
    Forse i signori della Sadam si sono dimenticati che a Sanluri durante una riunione dove c’era anche il sottoscritto hanno proposto contratti per 12 o 15 anni con colture che rendevano a detta loro dai 25 ai 150 euro ettaro circa?
    Forse si sono dimenticati che gli agricoltori in quella circostanza hanno fatto una domanda ben precisa: sapete quanti ettari servono per far vivere una famiglia con quei redditi?
    Stiamo parlando di colture industriali che necessitano di acqua che non abbiamo e di una meccanizzazione talmente alta che per ottenere le economie di scala sufficienti ad avere un reddito decente servono dimensioni aziendali che noi nel medio campidano ci scordiamo.
    Da troppo tempo serve un riordino fondiario!!!
    Ci si è scordati che le oleaginose sono state lanciate circa 15 anni fa con scarsissimo successo? Con rese che neanche si avvicinavano alle rese di altre parti d’Italia.

    Se nel nuovo stabilimento si deve lavorare qualcosa ci si deve accertare che quel qualcosa venga prodotto, e se vogliono che venga prodotto deve essere conveniente produrlo.

    Mi sa tanto che ha Antonella e Un_altro_Frau nei commenti prima avevano ragione.

  13. antonella scrive:

    per quanto riguarda il commento sullo zucherificio, dove accennavo che mio padre è stato dipendente dello zuccherificio fin dai tempi di eridania, Paolo, rinnovo la mia opinione che, forse a qualcuno andrà stretta ma, tante vicende le ho visute in prima persona, compresi tutti i commenti amari da parte di una certa cattegoria di agricoltori, che tante volte hanno minaciato di non seminare piu’ le barbabietole fino a portare alla chiusura dello stabilimento. Ricordiamoci però, che molti dei dipendenti stagionali erano figli degli stessi agricoltori, oggi sappiamo tutti qual’è la sittuazione, ci troviamo nella crisi economica piu’ nera che il paese abbia affrontato dal dopo guerra (forse, non voglio esagerare), sia nel settore agricolo che in quello industriale. Ma parliamoci ancora piu’ chiaro, quali sono le iniziative che possono portare allo sviluppo di un progetto serio di rinascita e ammodernamento di questi due settori così importanti per la nostra economia? Perchè non attivare un tavolo di ricerca, studio, sviluppo di progetti che portino all’ unione delle due cattegorie, nella messa in opera di nuove colture? Una risposta……….ogniuno tira l’ aqua al suo mulino, come dire arrangiaisi!!!!! O no?

  14. Andrea scrive:

    Altro che impianti per la produzione di energia. Altro che biomasse. Finchè saranno i politici a mettere le mani sulle industrie avremo solo fabbriche di voti!

  15. Paolo Pillitu scrive:

    @ Antonella

    Si d’accordo, però volevo rispondere prima all’altro tuo commento.
    Purtroppo non riesco più a trovarlo.

    La mia personale analisi parte da una domanda.
    Chi vuole la riconversione?
    Secondo me la riconversione la vogliono giustamente quei poveri operai in cassa integrazione che sono rimasti senza lavoro. Sono loro che la chiedono, non gli agricoltori.
    Gli agricoltori chiedono altro.
    Non inoltrandoci nello specifico di ciò che chiedono gli agricoltori, mi viene da pensare se in un sistema agroindustriale dove c’è un legame a doppio filo fra i due settori gli addetti dell’una e dell’altra parte stiano chiedendo le stesse cose.
    Come si può pensare di salvare dei posti di lavoro costruendo un’industria se non si sono pianificate le fondamenta.
    Come si può pensare a qualcosa di duraturo se gli operai chiedono una cosa e gli agricoltori un’altra?
    La materia prima che vorrebbe essere lavorata è il frutto di lavoro degli agricoltori e poi vengo a leggere che tutto è deciso tranne che l’accordo con loro. Non lo trovo serio.
    Critichi giustamente una parte degli agricoltori e io aggiungo e critico una minoranza di operai (in otto anni di campagna zucchero lavorati) che non meritavano il posto di lavoro che avevano.
    Con la sola differenza che gli operai, chiusa la fabbrica, sono andati giustamente in cassa integrazione e gli agricoltori? Loro la cassa integrazione non ce l’hanno, pur lavorando dall’alba al tramonto tutto l’anno. Probabilmente riceveranno degli incentivi minimi che non basteranno nemmeno a ricoprire le spese sostenute negli ultimi anni. Aggiungo inoltre, che se tu chiedessi agli uni e agli altri, in un periodo di crisi come questo, se volessero uno scambio di lavoro, gli operai non accetterebbero, gli agricoltori si.
    Bada bene, non voglio fare una guerra a nessuno perché riconosco che oramai stiamo affondando tutti sulla stessa barca, ma non trovo giusto che le critiche vadano sempre e solamente verso gli agricoltori, ai quali comunque riconosco molti errori di programmazione in passato.
    Per questo dico che operai e agricoltori in un sistema agroalimentare devono azzerare i vecchi rancori e devono camminare su binari paralleli. Sono loro che UNITI!!! devono imporre il loro volere per il bene duraturo di entrambi i settori. Devono decidere loro, coadiuvati da validi lavori di ricerca e studi di fattibilità il loro futuro, e lasciare poco spazio alle decisioni politiche dei soliti furbetti che sono intenzionati a creare solamente pacchetti di voti a loro favorevoli per le prossime elezioni.
    Probabile che gli studi di fattibilità siano stati fatti però non sono stati coinvolti a sufficienza gli operatori agricoli, e vista l’esperienza passata sulle colture industriali ed in particolare le oleaginose, vista la mancanza di accordi preventivi con chi deve produrre il bene da trasformare, viste le condizioni in cui versa l’agricoltura e le aziende agricole, visto il comportamento Sadam ecc ecc mi sa tanto che stanno verniciando di verde speranza una macchina senza motore.

  16. antonella scrive:

    Paolo, ti rispondo dicendoti che, il tuo disorso non fa una piega, che comunque il “marcio” sta sia da una parte che dall’ altra e, sarbbe alquanto lungo e problematico affrontare questo discorso(allo stato delle cose non sarebbe neanche produttivo cercare le colpe quà e là). Di recente sul sito del comune di Villasor, ho avuto modo di leggere la relazione sul comparto agroalimentare commissionata dal comune, ed eseguita dall’ università di Cagliari, non me ne intendo molto ma leggendola l’ ho trovata molto interessante. Mi ricordo anche che, recentemente presso l’ aula consigliare è sta organizzata una serata dibatito proprio sull’ argomento e, gli agricoltori invitati a partecipare, hanno disertato in massa.Erano presenti solo in pocchi! Il discorso è: vogliamo iniziare sul serio un “tavolo” di consultazioni utile ad entrambi i settori, che porti veramente ad un accordo di programma che vada bene per agricoltori e operai?

  17. Paolo Pillitu scrive:

    Antonella, lo strappo creatosi tra agricoltori e operai nell’arco di 40 anni è difficile da ricucire, in particolare in un paese come il nostro.
    Importante e far capire che ci sono interessi comuni da raggiungere insieme. Riconosco a questa amministrazione uno sforzo e un impegno notevoli per ricucire questo strappo. Almeno per ora. Vorrei che da parte loro questo impegno non venisse mai a mancare e invito ad insistere, insistere, insistere.
    Sono d’accordo con te che non sia produttivo cercare responsabilità e colpe nè da una parte nè tantomeno dall’altra, non se ne caverebbe un ragno dal buco.
    Compito di ognuno di noi è informare, diffondere le nostre idee e sensibilizzare tutti gli agricoltori e tutti gli operai affinchè capiscano che unendosi forse si potrà raggiungere quell’obiettivo che tutti noi chiediamo: un posto di lavoro dignitoso con un guadagno dignitoso.

  18. Andrea scrive:

    La riconversione dello zuccherificio porterà all’ennesimo spreco di soldi pubblici per fini clientelari. Sarà la scusa per giustificare il trasferimento di soldi pubblici a privati che sarebbe meglio non avere in mezzo alle scatole.
    I politici dovrebbero dire alla Sadam: sei interessata a fare la riconversione? Bene, allora noi ti diamo tutte le autorizzazioni di cui hai bisogno ma…..i soldi per l’investimento li devi mettere tu. E devi anche preoccuparti di sensibilizzare gli agricoltori affinchè producano le colture di cui hai bisogno.
    Secondo me la Sadam non investirebbe mai i propri soldi in Sardegna in questo tipo di attività. Non abbiamo gli spazi, non abbiamo l’acqua e non vogliamo neppure stravolgere il nostro ambiente con colture che non ci appartengono. Una alternativa è possibile. Ma le premesse attuali non vanno nella giusta direzione. La politica darà i soldi ad un privato che non merita. In questo modo il privato avrà raggiunto il suo obiettivo.
    Inoltre, la politica avrà pieno potere sulle risorse umane di tutto il circus, cosi come è sempre stato e anche la politica avrà raggiunto il suo obiettivo. E anche gli agricoltori ci guadagneranno perchè non essendoci la convenienza a produrre a costi di mercato potranno sicuramente contare sul sostegno pubblico. Ragazzi, vogliamo ancora continuare ad alimentare questa economia di partito?

  19. sorresu scrive:

    ragazzi anzichè continuare a discutere su colpe e responsabilità del passato perchè non ci si preoccupa di guardare avanti e vedere come si colloca Villasor e la sua economia nel dopo zuccherificio visto che ormai è accertato, la sua riconversione si farà a macchiareddu con prodotti locali o importati che siano, vedi gli ultimi accordi di ottobre.
    I 250 stagionali in larga parte sorresi, ragazzi anche alla prima esperienza lavorativa che fine hanno fatto?
    Hanno seguito da vicino la vicenda partecipando personalmente alle iniziative dei lavoratori o si sono limitati a guardare dalla finestra aspettando ancora una volta che qualcun altro si impegnasse per loro?
    Purtroppo ormai la possibilità di avere quel piccolo reddito che aiutava non poco i ragazzi ora è completamente sfumata. Ora bisogna stimolare e collaborare con i nostri amministratori affinche nell’area dismessa dello zuccherificio possa risorgere qualche realtà produttiva concreta che dia occupazione anche agli ex stagionali e quanti altri lavoravano nell’orbita dello zuccherificio (non erano pochi) anche se qualcuno più volte ha disprezzato il piatto su cui mangiava.

  20. antonella scrive:

    Quando affermo che è nostra abbitudine adagiarsi e aspettare ceh qualcun altro agisca per noi, intendevo dire anche appunto, dove sono finiti tutti quelkli che lavoravano stagionalmente allo zuccherificio? Ma rittengo che questo sia un discorso che vada oltre lo zucherifcio, è infatti una “malattia he afflige tutto il nostro essere cittadini, su ogni livello di vita sociale compresa la politica. Mi piacerebbe organizzare periodicamente a Villasor degli incontri presso l’aula consigliare, che ci consentano di dibbatere pubblicamente con i nostri amministrattori (che mi pare questa volta, data anche la giobvaner età del nostro sindaco, sia abbastanza propensa all’ ascolto) Voi che ne pensate se sollecitassimo quanto prima un incontro con il nostro sindaco?

  21. gianni scrive:

    Salve a tutti, ho “intervistato” un vecchio operaio dello zuccherificio che mi ha spiegato perchè la riconversione dello zuccherificio non era possibile effettuarla a Villasor.

    1)
    Le caldaie, di tecnologia abbastanza vecchia, vanno a gasolio pesante; per migliorarne l’efficienza energetica la conseguente riduzione delle emissioni nocive, e l’abbattimento dei costi del combustibile, al giorno d’oggi vengono utilizzati impianti che utilizzano il gas metano.
    Dove è disponibile il gas metano, in quantità industriali?
    Nella zona di produzione (Saras) e a Macchiareddu.

    2) Probabilmente parte della materia prima da lavorare nel nuovo impianto, verrà importata dal continente o dall’estero, così come il prodotto finale verrà esportato (come si faceva con lo zucchero).
    Di conseguenza era necessario che l’impianto di produzione fosse situato vicino al porto industriale di Cagliari e cioè Porto Canale.
    Ecco perchè infine è stata eliminata anche l’altro possibile sito nel quale si ipotizzava la riconversione e cioè Oristano.

    Questo è tutto quello che son riuscito a sapere.
    Spero vi sia di aiuto.
    ciao

  22. sorresu scrive:

    Gianni mi dispiace deluderti ma sicuramente hai intervistato la persona sbagliata, perchè tutto quello che hai scritto è pura fantasia. La realtà è ben diversa. La nuova centrale ad olio vegetale e biomasse non potrebbe in alcun modo funzionare ne con il metano e ne con l’olio combustibile che la vecchia centrale dello zuccherificio utilizzava. In poche parole l’impianto che si dovrà costruire e nuovo di zecca in quanto nessun machinario dello zuccherificio potrebbe tornare utile. Poco ci azzecca il sito dove sarà costruito. CIAO!

  23. Un_Altro_Frau scrive:

    Forse non tutti sanno che…
    …in località Santa Vida Beccia, dove oggi si trova una vasca di decantazione dell’ormai ex-zuccherificio, fino al 1973 erano visibili i resti di una torre nuragica, la struttura era ancora in piedi prima della seconda guerra mondiale e venne rimaneggiata da un bombardamento. Visto che i vasconi di decantazione non serviranno più sarebbe giusto che chi ha abbandonato lo zuccherificio (con i fondi UE) bonifichi completamente la zona e ci restituisca il nostro nuraghe.

  24. Un_Altro_Frau scrive:

    La bilancia energetica della Sardegna pende notevolmente a nostro favore, in poche parole produciamo più energia di quanta ne consumiamo. L’energia in surplus viene esportata nel continente. Purtroppo il cavo sottomarino (dalla Sardegna alla Corsica e quindi all’Italia) ha una portata limitata ed è piuttosto obsoleto, possiamo esportare poca energia, in previsione per il biennio 2008-09 c’è la posa di altri 2 cavi sottomarini da 500Mw che uniranno il nord della Sardegna con il Lazio.
    A questo punto, come diceva qualcuno, la domanda nasce spontanea: Perchè in Sardegna l’energia costa più che nel continente?
    E poi: Se abbiamo già delle centrali che producono più energia di quanta ce ne serve, perchè costruire altre centrali?

  25. Il Critico scrive:

    Ecco nei programmi della società che ha abbandonato lo zuccherificio (con i fondi UE) dovrebbe anche bonificare tutta l’area dove sorge la fabbrica vera e propria e anche tutte le vasce di decantazione esterne e interne…. ora visto che nessuno a Villasor si è preocupato che una realta che generava cassa per chi ci lavorava direttamente e indirettamente (stabili, avventizzi etc…) abbia chiuso……!!!!! Che almeno tutta l’area venga appunto bonificata e che l’aministrazione comunale attuale obblighi l’azienda a creare nuovi posti di lavoro nell’area DISMESSA DELL’EX ZUCCHERIFICIO). Tutto il paese ne bovrebbe trarre vantaggio. ED E’ PROPRIO ORA CHE I CITTADINI METTANO DA PARTE GELOSIE E QUANT’ALTRO, PERCHE SE SI CONTINUA DI QUESTO PASSO VILLASOR DIVENTERA’ UN PAESE DI POVERACCI.

  26. Il Critico scrive:

    Approposito, ma quale cultura del carciofo, se i nostri stessi agricoltori l’anno portato nel continente e ora pretendono di vendere la loro produzione….. se avesserero avuto la cultura del carciofo dici tu Admin, non avrebbero portato una quntita smisurata di Bulbi (Occhiellu), nelle terre del continente per farci le scarpe. E poi con i tempi che corrono l’agricoltura e l’industria possono coesistere se prese le dovute precauzioni ambientali.

  27. Il Critico scrive:

    Voglio precisare che non mi riferisco a quei piccoli produtori che sacrificano le loro risorse nella terra e che per colpa di altri produttori più grossi ne pagano le conseguenze……..

  28. L'osservatore scrive:

    Villasor Blog…… veramente a passo coi tempi, complimenti! - concordo in gran parte con Il Critico, ma quando mai i cittadini di Villasor o il 99% si fa per dire e GELOSO O ALTRO….. mi sa che ci hai proprio azzeccato. Mi auguro che la riconversione dello Zuccherificio venga effettivamente completato nei tempi stabiliti e che nessuno ci rimetta il proprio posto di lavoro.

  29. lettore scrive:

    lettore scrive:

    26 Dicembre 2007 alle 20:14
    lettore scrive:

    26 Dicembre 2007 alle 20:01
    lettore scrive:

    26 Dicembre 2007 alle 19:58
    Scusate se mi intrometto ancora ma le ultime mi dicono che c’è ancora bisogno di sangue per il nostro concittadino Bruno Tocco domani chi è libero si recchi in un centro di prelievo e faccia quello che si sente di fare GIOVANNI ve ne sarà grato.

  30. Blizzar scrive:

    Non ho capito bene per quale motivo lo zuccherificio debba essere trasferito in zona Macchiareddu. Forse per far viaggiare più a lungo gli autisti visto che in quella zona c’è quasi esclusivamente mare, oppure che abbiano deciso di mandare le navi per i campi a prelevare le Barbabiettole. Mi sembra tutto molto assurdo, a tutto questo ci sarebbe solamente una risposta, Perdita di Tempo e Denaro. Poi , come la mettiamo con lo zuccherificio di Villasor? Tutto quello costruito fino al 2005? Tutto l’inquinamento creato e le vasche di decantazione dovranno stare ancora in questo stato? Se un giorno lo zuccherificio venisse demolito, con quale tecnica lo faranno? Basterà una carica di trittolo e il Silos verrà raso al suolo, magari anche qualche casa del circondario! Io sono uno che ha lavorato all’interno dello zuccherificio( anche se con ditta esterna) e quando hanno deciso di chiuderlo definitivamente sono stato , come tantissimi altri operai, molto dispiaciuto ma non solo per la perdita del mio lavoro, ma principalmente per l’economia del paese, economia che adesso non c’è più e che manca a tanti, forse a troppi………. Scusate. By Blizzar.

  31. antonella scrive:

    @Blizzar
    anche sull’argomento zuccherificio ne accenna il nostro sindaco nella sua intervista rilasciata alla rivista il Vulcano.
    Se riesci ad averlo, leggila, poi nè discuttiamo1 OK?
    Ciao

  32. Blizzar scrive:

    Antonella, mi piace parlare con tutti, ma con te in particolare. Saluti da Blizzar.

  33. Barbabietola scrive:

    Mi scuso con chi si è fatto il mazzo lavorando all’interno dello zuccherificio.

    La realtà è che nello zuccherificio ci entravi per accozzo. Tantissimi sono entrati a fare la stagione senza neppure fare regolare domanda.

    La realtà è che la maggior parte dei ragazzini e non che sono entrati si imboscavano a tottu di facendo poi gli spavaldi quando uscivano.

    Quindi non lamentatevi poi con chi non c’entra.

  34. antonella scrive:

    @Blizzar
    Grazie!
    ti conosco?
    e tu, mi consoci?
    Ciao

  35. Blizzar scrive:

    @Antonella Solo adesso ho letto la tua risposta. Volevi sapere se ti conosco? Ebbene si, ti conosco molto bene ma anche tu mi conosci benissimo. Fai funzionare un po la testa e forse ci arrivi. Saluti Blizzar.

  36. L'osservatore scrive:

    spostiamo qui l’argomento immondezza…

    visto che anche i ruderi dello zuccherificio stanno per diventarlo…

    altro motivo per cui sono indignato…
    perché era il mio sostentamento economico!

    e anche qui centra qualcosa Soru

  37. Un_Altro_Frau scrive:

    Per quanto riguarda l’argomento immondezza io la vedo da un altro punto di vista.
    La Sardegna è stata l’unica regione a dare la sua disponibilità per ricevere e smaltire un po di rifiuti della Campania, in questo momento mi sento fiero di essere Sardo, vuol dire che noi siamo MIGLIORI degli altri.
    Devo dire che la cosa mi pitzida unu pagheddu vista la “simpatia” che nutro nei confronti dei napoletani, vi dice qualcosa Cagliari-Piacenza 1-3?
    Non bisogna neanche fare di tutta l’erba un fascio, anche se la maggior parte dei napoletani mi risulta indigesta, devo anche dire che ho conosciuto dei napoletani che tuttora stimo tantissimo.
    Se ci trovassimo noi nella loro situazione quanto vorremmo che qualcuno ci venisse in aiuto? Si tratta di un dovere sociale, poi magari il favore non ci verrà mai restituito però io penso che il nostro dovere si quello di essere migliori degli altri, non peggiori!
    Consideriamolo un piccolo passo per vivere in un mondo migliore.

  38. Luca scrive:

    Non sono d’accordo. Non è perchè sono napoletani. Fosse anche un’altra regione la vedrei allo stesso modo.

    Rimango indignato per il semplice motivo che se noi fossimo nelle stesse condizioni nessuno si sarebbe comportato cosi come stiamo facendo. Migliori non vuol dire esser stupidi e per quattro euro prenderci la loro immondizia.
    Per intenderci, non ci credo proprio che non ci sia un’altra soluzione per risolvere il problema. A mio avviso questa soluzione è solo una pessima manovra politica per quella miseria che sicuramente prenderà la regione per questo favore. Siamo sempre alle solite.
    Molti imprenditori non sardi vengono qua a costruire perchè il sardo lavora per due euro al mese.
    Meno male che Soru era quello che voleva presevare l’ambiente. Non mi sento migliore ad esser preso in giro perchè questa è una presa in giro.

  39. Blizzar scrive:

    @Luca. Sono perfettamente concorde con te, non è giusto che per quattro soldi la Campania venga a riempirci di spazzatura e sono convintissimo che ci sono motivi di fondo che non sapiamo. Io sono della convinzione che, se la Sardegna riesce a smaltire i rifiuti; perchè non può farcela anche la Campania? By Blizzar.

  40. antonella scrive:

    @blizar
    lancia un segnale di riconoscimento!

  41. antonella scrive:

    @blizzar
    per caso, assistenza?

  42. Luca scrive:

    A proposito di spazzatura

    Ancora una volta (come ogni settimana) l’inciviltà di chi possiede le bancarelle del mercatino settimanale non ha limiti. Sempre immondizia che svolazza da una parte all’altra per colpa di sacchetti non chiusi a dovere!

  43. L'osservatore scrive:

    @ Luca

    ci vorrebbe una moratoria per queste persone incivili…

  44. Luca scrive:

    Esatto. Cavolo… basta cosi poco… che ci vuole a mettere tutto dentro la busta e fare un bel nodo? Qualche frazione di secondo in più???… bo bo!

  45. L'osservatore scrive:

    @ Tutti

    una domanda ve la faccio io… facile o difficile?

    Perché il cielo è blu?

  46. IO scrive:

    Perchè ci sono tipo delle goccioline sospese che danno al cielo quella colorazione….. Ci sono vicino??

  47. Nome04 scrive:

    OT: riguardo i rifiuti campani.
    Ancora con questa storia del “e noi fossimo nelle stesse condizioni nessuno si sarebbe comportato cosi come stiamo facendo”…
    La Sardegna esporta ogni anno grandissime quantità di rifiuti..e non solo rifiuti urbani..ma rifiuti tossici che vengono smaltiti in altre regioni.
    Quindi, basta idiozie.

    Siamo generosi, siamo ospitali, siamo i migliori, eheh.

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