L’istruzione e il suo cambiamento

istruzione
Scritto da il cobra 

Sui giornali, radio e tv si parla molto di bullismo e atti simili, che sono in continuo aumento. Ma si vede e si sente sempre meno parlare della nostra scuola per come prepara i nostri figli. Il mio ricordo della scuola e che gli insegnanti ti istruivano e educano allo stesso tempo alla vita che avremmo trovato dopo la scuola. Insomma ci insegnavano alcuni valori che oggi forse non esistono più. Pertanto la scuola “educava” forse in modo un po’ rigido ma che ti sapeva trasmettere un certo rispetto per gli altri. Oggi forse le cose non sono proprio cosi almeno credo. Ma l’istruzione di oggi come? E cambiata? Gli insegnanti che sono gli educatori dopo i genitori riescono a trasmettere hai propri alunni le loro materie in quel modo? E infine c’era una canzone di zucchero cioè “Un diavolo in me” che ebbe un grande successo quando io frequentavo la scuola e subito dopo anche vari film trattarono l’argomento ma oggi sappiamo dire con esattezza che si è posseduti dal diavolo? Perché questa domanda vi chiederete, perché forse da come ci si comporta tutti chi più e chi meno in noi deve esistere qualche entità paranormale. O forse quel rispetto e quella educazione non esistono più. O non sappiamo più educare anche se siamo degli adulti?

Il cobra

54 Commenti a “L’istruzione e il suo cambiamento”

  1. admin scrive:

    E da un pò che non mi faccio vivo, nonostante ciò in questi giorni ci sono stati dei cambiamenti importanti per il blog. Più precisamente la notte del 15 giugno ho portato a termine il trasferimento del sito sul nuovo server, che senza entrare troppo nei dettagli ci offre più spazio per l’archiviazione e una maggiore velocità nell’accesso alle pagine del sito. Come ho riportato nella pagina del log tecnico.

    A presto, buon blog a tutti.

  2. antonella scrive:

    Salve il cobra!

    l’ argomento proposto è uno di quelli che per la sua delicatezza merita una particolare attenzione e sopratutto riguardo.
    Posto che, a mio modesto avviso, oggi la famiglia sta conoscendo una crisi profonda, una crisi inquietante che, rischia di minare seriamente il futuro delle nuove generazioni di figli.
    Le caratteristiche del tempo che viviamo, sembrano accodarsi poco con la stabilità famigliare di un tempo;
    Ci siamo, per cosi dire, evoluti e abbiamo messo da parte la cosidetta famiglia patriarcale, abbiamo raggiunto il combatutto obietivo del cosidetto modello di famiglia “aperta” che tende ad identificarsi sempre di piu’ con il crescente isolamento e l’ ostentata indipendenza degli individui…. Chiudi un occhio qua e ne devi per forza di cose chiudere un’altro anche là, sembra essere il ” motto ” di molte copie che sembrano essere capaci di rittrovarsi solo per scaricare le tensioni accumulate a lavoro o dalla mancanza di lavoro, o dal piu comune menefreghismo, o ancora, dal timore di riuscire a dire un No deciso. Queste “indecisioni” creano il fenomeno del “faccio come voglio”. Quante volte se ci penso mi è capitato di sentire a scuola o all’ asilo, altre mamme che dicevano con un pizzico di orgoglio: ” mio figlio/a dopo fatti i compiti accende la tv e guarda tutti i cartoni animati, riesco a fare di tutto perchè sta seduto immobile” mi domando io: ma gli dai valium per stare fermo/a? i miei due figli, una di otto e uno di quattro, posso dirlo a gran voce, non amano i cartoni animati attuali, raramente li guardano, se ho provato a “sistemarli” sul divano? tante e tante volte senza esito… loro preferiscono altre cose, non guardano molto la tv, fanno altre cose che forse in loro suscitano piu’ interesse e, debbo dire che non li ho obbligati io e neanche mio marito… Qualcuna un giorno mi ha detto: “e metti il caso che in gruppo a scuola parlino dei cartoni tipo, winxs (no du sciou mancu scrii) dragon ball z, etc. tuoi figli non sanno cosa siano” No, sanno cosa sono ma per loro non fa differenza, preferiscono ugualmente o non guardarli o guardarne degli altri non violenti.
    Questo cosa significa, solo una cosa,
    fin da piccoli non li ho abbituati certo a starsene davanti alla televisoni come dei telecomandi, insieme abbiamo fatto altre cose che dal mio punto di vista e da quello di mio marito, ha contribuito a porre delle basi che hanno fondamente poi, un giorno sarà loro compito e coscenza dire: “mamma e papà mi hanno cresciuto bene” Questo dei cartoni era solo un esempio, volevo arrivare a dire, (e anche questo per conoscenza diretta) credo vi sia capitato anceh avoi di sentirne e di vederne, che spesse volte i bambini assumono gli stessi attegiamenti che vedono in tv, anche nei luoghi dove arrivano a vivere la loro vita di gruppo, e si sentono in diritto di imporre il loro comportamento: “tanto mamma non ti crede perchè crede a me” e la tipica risposta che spesso ci sente dare. Lo possono confermare le stesse insegnanti che oggi, hanno mani legate e bocche cucite perchè se dai la famosa librata in testa o pronunci frasi del tipo : ” stai fermo/a, hai le pulci sotto il sedere?” (che è linguaggio comune) scatta la denuncia da parte di genitori perchè gli stai maltratando il pargolo… E’ vero, la base dell’ educazione la da la famiglia, la scuola deve essere capace di portare quelle rifiniture che accompagneranno lungo tutto il percorso formativo e umano. Ma ragazzi, per la scuola questo è diventato un compito difficilissimo….La scuola deve tornare ad essere “palestra di vita”, deve tornare ad avere quel ruolo istituzionale e insieme sociale. La scuola deve riprendersi quel ruolo di affinare e indirizzare l’ alunno verso l’ obbietivo di renderlo partecipe all’ interno della società. Provate a recarvi a scuola nel periodo dei colloqui e ne sentirette delle belle come quella per esempio di un papà che si è recato ai coloqui della figlia “scuola primaria classe prima) e si è sentito dire dall’ insegnante: ” Guardi non so cosa dirle, sua figlia non sta un attimo ferma, salta sui banchi durante l’ ora di lezione, disturba i compagni, calpesta le borse coi piedi etc. etc. ” Sapete quale è stata la risposta del genitore?
    Stupefacente, in sardo e in tono convinto le ha risposto: ” la ca chi tui se furba, cussa e pru filla e b…..a de tui ” l’ Insegnante è riamsta senza parole…e poi pretendiamo che la scuola educhi? Una frase ripette costantemente la responsabile della scuola dell’ infanzia comunale: “Non sono i bambini che vogliono educati ma, i genitori per primi” niente di piu’ vero ragazzi, perchè per esempio, alle manifestazioni scolastiche chi fa baccano e si comnporta da incivile sono gli adulti non i bambini.
    Lo ripeto, pretendiamo che la scuola educhi, dove sono finiti i valori che ci sono stati trasmessi?
    perchè abbiamo paura di trasmetterli ai nostri figli?
    perchè, se l’ insegnante rimprovera nostro figlio/a la prima cosa che facciamo non è dire a nostro figlio/a: “cosa hai combinato?” ma recarci a scuola durante l’ ora di lezione senza avvisare e dirne di tutti i colori all’ insegnante!
    Il bullismo, questo è un fenomeno che nasce dall’incapacità del genitore di trasmettere al proprio figlio quei valori di rispetto e tolleranza per il prossimo, dall’ incapacità di cogliere il piu’ piccolo segnale di allarme che, se colto, molto spesso viene liquidato con : “lo fanno tutti”.
    E’ vero lo fanno tutti, ma quello/a che non lo fà lo scorgiamo da lontano!
    Mia madre sovente da piccola e anche adesso quando capita che ci racconti vecchi anedotti della sua infanzia per spiegarci che non si dovevano seguire i compagni o gli amici che faccevano, “quello che fan tutti” ci diceva: ” se vedi uno che si butta nel pozzo, ti ci butti anche tu?” oppure sicome non pottevamo permetterci le, per esempio, famose All Stars e capito anche chi ci scartò per questo ci diceva: ” gei se tontiscedda, naraddi che funti nobasa e no ti da sa spoisi po giogai, scetti po ci essì!” oppure: “cu ottantamillafrancusu ti ndi compru duas parigasa de crapitasa, in sa ia giogasa a su propriu, a iscolla scruzza nu andasa, pullida se pullida e nonm faisi brutta figura!” Oggi invece…. quando nostro/a figlio/a figlia ci dice: “mamma, lo sai che…….mi ha detto che lo mie scarpe non sono di marca invece le sue si!” Domani mamma tel compra, è la risposta piu’ comune! MI fermo perchè su questo argoemnto avrei tanto da dire….ma e meglio lasciar spazio anche agli altri.
    Antonella

  3. il Giullare scrive:

    scusa anto ma se fai commenti così lunghi ci si scoraggia e alla fine non li leggiamo….non ti offendere è vero che è un argomento che apre molte strade, ma se tutti facciamo commenti così lunghi diventa difficile seguire il discorso……
    bacini cugì

  4. antonella scrive:

    ma oooooohhhhhhhhhhhhhhhh! cugì, i bacì li accetò, però scusa, mi son lasciata prendere un po le ditta….è che ne avrei anche altre da dire ma è meglio aspettare l’ evolversi dell’ argomento.. ! Da te però mi aspettavo altro. :) :) :)

    dai lanciati…non è forse vero che oggi abbiamo un pò tutti perso il senso e i valori della vita?
    la scuola e la famiglia a mio avviso, dovrebbero collaborare non farsi la guerra dsi continuo! O no?

    Ciaaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  5. antonella scrive:

    p.s
    esponimi la tua opinione in merito, condividi o no quanto esposto su?

  6. m. assunta scrive:

    tuto quanto

  7. m. assunta scrive:

    ops tutto quanto

  8. L'osservatore scrive:

    Antonella sempre la solita… :)

    Buona DOMENICA a tutti, da domani dovrei nuovamente avere Internet attivo, e riprendere a seguire la TELENOVELLA del Blog… ahahah!

    Per oggi mi limito a un CALOROSO SALUTO!

    CIAO A TUTTI! a domani…

  9. antonella scrive:

    @M. Assunta
    era rivolto al mio commento?

    @il giullare
    allora?
    no mi neristi ca sesi a mari?
    deu seu in domu, seu cu sa gastroenterite, no ti nau………!!!!!!!!!!!!!!!!
    tenia tuttu prontu po andai a mari……

  10. Il Zero scrive:

    Impegni, problemi……. da quanto è che non si scrive….dai su, un paio di righe per questo argomento ci vogliono…..

    Purtroppo accanto alla scuola, come strumento propedeutico, sia per i giovani che per gli adulti, in questa generazione si è affacciata prepotentemente e in certi aspetti prendendone il posto, una nuova figura di “educatrice” ……. la TELEVISIONE, …………………………e c’è da aver paura di un nuovo e ancora più potente mezzo come Internet in cui c’è qualsiasi “schifezza possibile”

    E purtroppo, è in tutte le case e non ci puoi fare nulla, sfido chiunque a dimostrare chi non ha o abbia visto “impotentemente” scene violente o di altro tipo con i propri figli, (sia ben inteso in modo involontario!!).

    La scuola ha le sue colpe, (tralasciando di esaminare le singole ipotesi locali per motivi di spazio) basta vedere le ultime notizie sulle prove di maturità, dove il testo di greco era incompleto oppure il testo della prova di Inglese è stato preparato sicuramente con dei “Copia e Incolla” sbagliati e pieno di errori.

    Si dice, che deve essere la famiglia a riprendere, giustamente le “redini primarie” dell’educazione, ma il “buco” del sistema educazione sta anche in noi genitori che siamo tali solo fisiologicamente e che navighiamo con scarsezza di ideali, o quanto meno, non giungiamo ad essere “Genitori”, in poche parole si predica (quando si sa predicare) bene e si “lascia” razzolare male.

    Ma nel contempo occorre anche tenere conto di quei Genitori che pur avendo intenti e ideali di sani principi vedono travolti i propri figli dal “Sistema”,…..vedi la droga.
    Da tutti gli studi fatti sul problema emerge, (sinteticamente) che questo aspetto colpisce tutti i ceti e classi di società, non conta se “ti hanno educato a certi a valori o meno”.

    Un aspetto positivo, sta nel fatto che si riconosce l’esistenza del fenomeno e si cerca, anche con il dibattito, di porre rimedio.

    Saluti

  11. m. assunta scrive:

    @antonella :si era rivolto al tuo commento sai cosa mi spaventa di più? che tutto questo progresso pima o poi ci porti al regresso guarisci presto e lassa stai is cozzasa

  12. antonella scrive:

    e tui cummenti du scisi ca appu papau ua cozza?
    no scherzo!
    giovedì ho mangiato una freschissima insalata di cupettone e dopo circa mezz’ora ero in bagnoooooooooooooooooooo!

    Purtroppo è vero, il progresso ci sta velocemente portando al regresso sociale inteso come vita/valori/educazione.
    Ti posso e vi posso assicurare che veramente, a scuola (cominciando da quella primaria) se ne vedono e sentono di tutti i colori e sarebbe un pò lunga

  13. antonella scrive:

    @l’ osservatore
    hai ragione, ma no di faidi nudda! :wink:

    @Admin
    abotasa custus numarusu e litterasa no si cumprenditi bei, faidi a dusus ponni u pagheddu mellusu? :lol:

  14. antonella scrive:

    la scuola ha molte colpe anche quando si rilasciano, per esempio, dei titoli di studio che non sempre valgono nella pratica quello per cui sono stati rilasciati. In giro ci sono parecchi esempi, “i copia incolla” ne sono la dimostrazione….. tanto che, pur non essendo io un’ esperta, ne ho notato parecchi!
    la scuola ha le sue colpe quando non riesce a trasmettere all’ alunno: “il profumo dell’ essenza del sapere”
    quando non riesce a far provare all’ alunno il piacere di stare ad ascoltare perchè quello che si sta dicendo, nel pensiero collettivo degli alunni, “non serve a niente fuori di lì” .
    la scuola ha le sue colpe, quando non riesce a riapropriarsi di quei concetti di “istruzione e palestra di vita” che fu un tempo, perchè non riesce a fondere insieme il concetto d’ istruzione con quello di a passo coi tempi.
    Vedi, caro @il zero, io non ho un titolo di studio perchè ho presto scelto di lavorare ma, allo stesso tempo non ho mai smesso di leggere, capire quel che leggevo, di interessarmi di tutte quelle materie che ho conosciuto a scuola, di approfondire ogni minima novità e/o quesito che non conoscevo, di scavare fino in fondo per riuscire a cogliere in ciò che leggevo e ascoltavo, questo per stare a contato col mondo che mi circonda, perchè, se mi trovo casualmente nel bel mezzo di una conversazione voglio riuscire a dire la mia…..le medie inferiori e due anni di istituto tecnico comerciale Mattei dove ho trovato, nelle medie una prof di italiano e storia che mi ha fatto amare ed apprezzare ancora di piu’ quella materia (anche se faccio errorori gramaticali) al p rofessoressa Maria Pia Pilia mitica, e che dire poi della “tremenda” ma allo stesso tempo umana Piera Luchesini del Mattei?
    Si, credo proprio che ogniuno di noi abbia nel cuore e nella mente chi engli anni della scuola ha saputo trasmettere qualcosa.
    Posso anceh dirti a piena voce ( e ne sono orgogliosa) ceh molte volte mi son trovata con alcune persone che vantavano un titolo di studio ma credimi, ne sapevano meno di me…..! Immaginati un diplomato “ragioniere” che non sa cosa sia una nota di credito….. io sono rimasta letteralmente sconvolta…e pensare che in giro di diplomati cosi se ne trovcano tanti.
    questo significa una sola cosa:
    la scuola deve introdurre anche la pratica nell’ insegnamento
    la scuola deve riuscire a trasmettere oltre che inculcare a memoria formule/regole e quant’altro
    la scuola deve toranare ad essere principio basilare della crescitra umana ed intelletuale dell’ individuo.
    Antonella

  15. L’insegnamento scolastico dovrebbe andare ben oltre le materie e lo studio, dovrebbe avere più un ruolo di “preparazione alla vita e al mondo del lavoro” perchè diciamocela tutta, uno puo cominciare a studiare e apprendere anche dopo la scuola se ha comunque un minimo di basi si intende. Io per esempio non ho mai brillato nello studio, visto sempre piu come un’imposizione, mentre una volta diplomata e presa la mia strada ho cominciato a studiare veramente con interesse da autodidatta. La conoscenza è una disciplina intima e personale, non si può imporre, ma si può comunque indirizzare gli studenti verso il GRANDE VALORE che sta dietro la conoscenza.
    Questa è la mia modesta opinione che non è necessariamente giusta o saggia ma è ciò che penso.
    Una cosa, a proposito della sempre più mancata presenza di valori nella nostra società: sicuramente il ruolo dell’insegnamento scolastico e di quello familiare ha un grande peso perchè forgia le nuove menti che saranno poi lo specchio del nostro futuro sociale, ma oltre questi paletti indispensabili quello di cui i nostri giovani hanno forse bisogno è sicuramente l’essere parte integrante di questo mondo e di questa società che invece spesso e volentieri li escude e li taglia fuori se non quando appunto sono protagonisti di vicende da “CRONACA NERA”. E allora li si sentono almeno una volta protagonisti e MENO INVISIBILI. Questo ci deve far riflettere. Possiamo chiudere gli occhi o credere che il cambiamento possa avvenire gia nel nostro stesso nucleo sociale, cominciando a coinvolgere maggiormente i nostri giovani nella nostra vita.
    Sicuramente la cosa è stancante, è più facile metterli davanti ad un videogioco, un pc o una tv in modo che i nostri amati spazi non vengano troppo stravolti, ma poi non ci lamentiamo se le nuove generazioni non sanno nemmeno socializzare se non attraverso una chat o un cellulare e non riescono più nemmeno a saltare una corda perchè l’unico movimento che fanno è quello delle dita su una tastiera. So che sto toccando gli estremi ma demagogie a parte ho visto così tanti bambini della nuova generazione che si stancano dopo appena un paio d’ore di gioco o che soffrono di non so quante allergie solo per essere stati all’aria aperta.
    I loro organismi sono sempre piu fragili e cambiano alla velocità della luce diventando specchio di queste nuove malsane abitudini, che noi adulti abbiamo contribuito a plasmare.

  16. Fausto scrive:

    Il problema dell’educazione e istruzione? Tanta gente che parla troppo. Gia chistionaisi pagu. Non sarebbe meglio poche parole ma giuste.
    La scuola non deve educare: i genitori devono educare i proprio figli. La scuola deve “insegnare”. Deve darci la possibilità di entrare nel mondo del lavoro subito dopo. Cosa che non fa. In primo luogo per colpa degli insegnanti poi, per colpa di programmi ministeriali che poco hanno a che vedere con il mondo del lavoro. Tutto qui! PEr quanto riguarda l’educazione spetta ai genitori e nessun altro

  17. m. assunta scrive:

    @ Fausto :però quando si verificano episodi di bullusmo all’interno della scuola spesso in presenza degli insegnanti questi che fanno? Spesso girano la faccia dall’altra parte

  18. Fausto scrive:

    Il problema sono sempre i genitori che non educano bene i propri figli. L’insegnante in quel caso più di sospendere e mettere qualche nota (che non serve a nulla) non deve fare: anche perchè rischierebbe giustamente una denuncia se solo si azzarda a mettere le mani adosso agli alunni.

  19. LOGO scrive:

    – pillola di saggezza –

    Per proseguire il viaggio, e’ necessario abbandonare il fardello del passato ed aprirsi a cio’ che si trova lungo il cammino.

  20. fulmine scrive:

    Istruzione ed educazione sono due argomentazioni che anche se vanno in paralelo si distinguono.
    istruire non è sempre educare copme l’ educare non è sempre istruire.
    Il mondo è vario come le varie oppinioni che lo contengono, ma una cosa la si può dire educare significa crescere cosi come l’ istruzione dovrebbe esser segno di accrescimento.
    nella societa odierna il caos è diventato una parte integrante della struttura della societa.
    il caos è rappresentato dai vari modi di vedere le varie situazioni e conseguentemente di riuscire ad affrontarle.
    In questo societa nulla è sbagliato e nulla è giusto perche tutti hanno e vogliono aver ragione perche le proprie motivazioni si basano sulle costanti di apprendimento della propria vita.
    niente di più giusto finchè non si oltrepassa la linea in cui si invadono le idee, le ambizioni, gli ideali e, i valori altrui.
    questo è il caos e questa e la società odierna con tutta la sua struttura scuola compresa.

  21. nome04 scrive:

    Ormai il crollo dei “valori” è sulla bocca di tutti.
    Ma “valori” è troppo generico quindi vorrei sapere, di quali valori parlate.

    Il confine tra istruzione e educazione è labile…quindi dire che la scuola non deve educare è abbastanza coraggioso…bisogna vedere cosa si intende per “educazione”.

  22. il Giullare scrive:

    Per me ci sono diversità di obiettivi a seconda dell’età e della scuola che si frequenta: nella scuola materna si dovrebbe aiutare il bambino a socializzare e collaborare con i genitori nell’educazione alla scoperta dell’altro;
    nella scuola primaria o elementari si dovrebbe iniziare a dare i primi rudimenti del conoscere, mantenendo sempre il contatto con i genitori nell’arduo compito dell’educazione;
    nelle medie si dovrebbe insegnare un metodo di studio personalizzato, puntare non tanto sul nozionismo quanto sul metodo di memorizzare per conoscere; indirizzando i ragazzi preadolescenti con tutto il bagaglio emozionale e con il boom ormonale che li caratterizza, a scegliere in modo obiettivo il loro futuro….quindi che indirizzo scegliere nelle superiori.
    Qui dovrebbero già arrivare con le basi delle elementari e con il metodo delle medie e finalmente imparare un mestiere……..

    Questa è utopia? il mio sogno di scuola inesistente dove non ci sono strutture, mezzi, programmi, ma soprattutto professori innamorati di chi hanno di fronte e del lavoro che fanno!!!!!

    per mia esperienza, ogni volta che ho fatto un lavoro (dal geometra alla cuoca….) ho cercato di guardare chi avevo di fronte e ho cercato di divertirmi facendo quello che mi competeva, questo passa e i ragazzi o chiunque hai a che fare rispondono….

    longhisceddu puru su miu s’interventu……

  23. il Giullare scrive:

    @ Antonella
    no, non sono ancora andata al mare perchè sto pulendo pulendo……ma non tardo……. riguardati e non mangiare verdura senza disinfettarla cia’

  24. Roberto scrive:

    @ tutti

    Io sono genitore di due bambini, di cui uno il prossimo anno frequenterà il primo anno di scuola media. Sinceramente con mia moglie ci siamo trovati davanti ad un bivio, nel senso che, eravamo indecisi se mandare nostro figlio in una scuola privata o lasciarlo in quella statale, però per motivi famigliari siamo stati costretti a lasciarlo in quella statale.
    Il problema è che in questa scuola non esiste un programma istruzionale ed educativo adeguato in quanto i bambini escono dall’istruzione primaria senza basi e senza disciplina. Tutti sapiamo che a livello scolastico non bastano i valori e l’educazione famigliare ma è giusto che un docente imponga certi valori (ormai persi ) e certe basi fondamentali per poter affrontare il futuro senza difficoltà scolastiche e senza essere vittima di Bullismo o altro.

    Un Saluto a Tutti

    By Roby

  25. Fausto scrive:

    Roberto
    La disciplina sei tu a doverla insegnare a tuo figlio. Poi, è vero che nella statale si esce senza basi ma è risaputo da sempre che in quella privata di basi ne hanno ancora meno. Per intenderci, chi non riesce in quella statale va in quella privata perchè basta pagare per andare avanti.

  26. patrizia scrive:

    @ Fausto
    condivido solo in parte ciò che dici,
    è vero che è compito dei genitori educare i propri figli,sopratutto nei primi anni di vita,ma giàda quando inizia l’asilo anche la scuola deve fare la sua parte,statale o privata che sia!
    Il mestiere di genitore educatore è molto difficile,di questi tempi poi lo è ancora di più,
    chi dice di essere riuscito ad avere ottimi risultati nell’educazione dei propri figli è molto fortunato… oppure dice un sacco di balle! :)

  27. Roberto scrive:

    @ Fausto

    Scusami tanto ma non hai capito nulla di quello che intendevo dire.

    Ancora scusa, un saluto

    By Roby

  28. nome04 scrive:

    Le scuole private molto spesso offrono una preparazione molto peggiore di quelle pubbliche.
    Basta osservare i risultati dei privatisti agli esami di stato.

    Visto che nessuno ha risposto, ripropongo il mio quesito.
    Si parla di crollo dei valori, ma sapete (sappiamo) quali sono i valori a cui teniamo? Ci abbiamo riflettuto su?
    I nostri valori, sono orientati alla giustizia e al bene comune, o sono semplice adattamento alla tradizione o ancora peggio all’abitudine?

    I valori che ci interessano, sono “non drogarsi” (per “il zero” sembra essere la droga il problema), credere in dio, “sposare una brava donna”?
    Di quali valori ci interessa i nostri figli (vostri, io non ne ho) abbiano cura?

    Le bocche che pronunciano frasi come “non sono razzista ma qui non ci fanno niente..”, “non sono razzista ma i gay mi fanno schifo”, “io voto chi mi da il lavoro” ecc, sono bocche di adolescenti? …o dei genitori?

    Insomma, siete sicuri che i vostri figli non siano proprio come li avete cresciuti?

    E’ ovvio che niente è riferito a una persona in particolare, tanto meno qui dentro. E’ un insieme di curiosità generali, su quali valori si vogliono difendere e in quale modo lo si vuole fare. A voi…

  29. Fausto scrive:

    “… in questa scuola non esiste un programma istruzionale ed educativo adeguato in quanto i bambini escono dall’istruzione primaria senza basi e senza disciplina.”

    Be, non lasci molte alternative con ciò. Dovresti allora esprimerti meglio. Non sono io che no ho capito ma sei tu ad esserti espresso male in quanto non ci sono diverse interpretazioni in ciò che hai scritto. Per quanto riguarda l’educazione penso proprio che questa debba venire solo dai genitori.

  30. m. assunta scrive:

    è PROPRIO VERO I FIGLI VANNO EDUCATI DAI GENITORI ANCHE PERCHè LA MAGGIOR PARTE DELLA GIORNATA LA PASSANO CON LORO E NON A SCUOLA ,LA SCUOLA HA L’OBBLOGO DI ISTRUIRE NON DI EDUCARE CHE SONO DUE COSE MOLTO DIVERSE DEL RESTO LE PAROLACCE DOVE SI IMPARANO? A SCUOLA E NON CERTO PER BOCCA DEGLI INSEGNANTI MA DEI BAMBINI MALEDUCATI CHE RIPETONO QUELLO CHE SENTONO IN CASA RICORDATE CHE I BAMBINI SONO DELLE SPUGNE (LO DICEVA IL MIO PROF DI PEDAGOGIA )ASSORBONO TUTTO, IL BUONO E IL CATTIVO SPECIALMENTE IL CATTIVO

  31. Fausto scrive:

    m. assunta
    Brava!

  32. Il Zero scrive:

    @ nome04

    “Ma nel contempo occorre anche tenere conto di quei Genitori che pur avendo intenti e ideali di sani principi vedono travolti i propri figli dal “Sistema”,…..vedi la droga.”

    Ti invito a leggere meglio il mio intervento:…con esso indicavo un esempio, e non indicare che tutte le problematiche giovanili e le carenze di valori siano circoscritte o insite nel caso droga.

  33. antonella scrive:

    @Fausto,
    io concordo con entrambe le opinioni esposte nei precedenti commenti, tuo, di M. Assunta, e anche con quello di Roberto e mi pare, mi devi scusare, che forse veramente non si è capito fino in fondo il discorso di Roberto.
    Se è vero che, la famiglia deve essere la prima “scuola efficente”, è altretanto vero che la scuola deve essere la seconda.
    In che senso?
    a mio modesto avviso, riuscendo a limare quei limiti evidenti, portando il genitore a comprendere che certi attengiamenti devono essere correnti finchè si può perchè dopo tutto diventa piu’ difficile.
    un vecchio detto sardo dice: “sa pettia chi nu esti adarezzada da pittichedda, abarrada trotta!” Niente di piu’ vero, o no?
    Io tutti i giorni mentre accompagno mi figlia a scuola, le raccomando sempre di non disturbare durante la lezione, di ascoltare l’ insegnante, di non littigare con i compagni e tutte quelle altre raccomandazioni che i genitori, non solo la mamma, debbono fare.
    Ma dalle otto e mezza alle 13.30 chi c’è a scuola?
    perchè se un insegnante rimprovera nostro/a figlia/o, il genitore si catapulta letteralmente a scuola dal dirigente scolastico ad accusare l’ insegnante di “avercela contro mio figlia/o?
    la famiglia, è vero , rimane il primo luogo di trasmissione di valori ed educazione ma, la scuola dal canto suo deve tornare ad essere anch’ essa luogo di trasmissione di valori indispensabili al valore civile. Non può e non deve essere considerata da noi genitori, solo un’ area di parcheggio per i nostri figli. La scuola deve tornare ad essere luogo di “produzione” di cultura, di “produzione” di uomini e menti, la scuola deve tornare ad essere luogo dove l’ insegnamento consenta di formare e capire la personalità. L’ istruzione è patrimonio per eccellenza, è una valida difesa della libertà; è la fonte di tutte le libertà umane.
    Ecco perchè il momento scolastico è importante. Grazie a questo, se l’ insegnante riesce, l’alunno prende coscienza di sè, della propria condizione piccolo uomo e piccola donna che iniziano ad imparare la libertà e il rispetto della libertà, ad imparare che colto significa possedere strumenti che consentono di vivere sempre in prima persona, significa avere la capacità di discernere ciò che è bene e ciò che è male per se stessi e per la società. Per far questo è necessario però, che la scuola abbia “contenuti da proporre”; degli nsegnanti preparati e che siano anche in grado di tramandare sicuri valori, delle strutture che costituiscano un efficiente campo d’ applicazione di ciò che si apprende, altrimenti è veramente tutto tempo perso.
    la scuola, deve far nascere negli alunni le motivazioni piu’ profonde allo studio sentito come momento dio crescita, non solo culurale.
    Gli insegnanti devono avere quella disponibilità ecapacita di farsi carico dei problemi dei giovani alunni, devono avere nuovamente il sincero entrusiasmo per le discipline che insegnano e piu’ in generale per la cultura, se questo traspare, crescderanno e si rafforzeranno gli stimoli necessari per amare il momento scolastico.
    Adesso, mentre scrivevo quest’ultimo pezzo del mio commento, mi è tornata in mente una profesoressa di matematica che entrava in classe e non diceva neanche buongiorno, proprio nelle medie a Villasor ( ma questo non vuol dire che mia madre mi abbia cambiato scuola, perchè un insegnante cosi l’ho trovata pure a Decimomannu) come pretendere allora che gli alunni ti dicano buongiorno? Io mi ricordoi che un giorno questa gentilie signora, entrò in classe dicendo: ” oggi sono particolarmente pocco prediposta….perciò….! ” io, che ero ai primi banchi, usci con un sonoro: ” Buongiorno professoressa! ” tutti scopiarono a ridere, ed io mi beccai una nota sul diario…..Gentile signora, le communico che Antonella, si prende il lusso di deridere l’ insegnante… evia dicendo;
    mi ricordo che piansi tutta la sera perchè mia madre non mi fecce uscire per punizione, non riuscivo a capire dove io avessi sbagliato, avevo semplicemente salutato cosa che non aveva fatto lei appena entrata in classe.
    Oggi ripensandoci, il mio saluto era veramente in tonop ironico! Forse correto, ma sempre ironico :wink:
    Roberto, non fà diferenza villasor, decimo, assemini, cagliari…. la differenza è l’ approcio con la scuola, con le insegnanti, con i compagni…se studia qua, studia anche da un’altra parte, se non fà quà, non lo fà neanche da un’altra parte….se ci sono dei contrasti con le insegnanti, è meglio cercare di risolverli, se questo non è possibile, cambiare classe si può sempre!
    By Antonella

  34. nome04 scrive:

    Ok, il zero.
    Ma per il resto? Nessuno risponde?

  35. hannibal scrive:

    Sento spesso parlare della perdita dei valori da parte del mondo giovanile,e haimè anche se in contrasto,di fronte alle numerose offerte del consumismo,nei giovani viene fuori un sorta di onnipotenza che però viene a scontrarsi con il più realistico senso del limite,riproposto dalla propria condizione di vita, l’unica attenzione è al presente e alla vita quotidiana,con poco interesse per il futuro,riducendo cosi la tensione al genio e all’estro che dovrebbe essere appunto dei giovani, anche perché è forte l’incertezza del domani soprattutto tra loro,la realtà è legata all’istante e subito, al propio presente, a tutto ciò che si può controllare con le propie potenzialità, ne segue una frammentazione della vita, delle relazioni, una visione della vita dove ciò che conta e soddisfare i desideri e bisogni più immediati,la vita di ogni giorno sembra risolvere la ricerca della realizzazione personale esclusivamente all’interno dei gesti che connotano il consumismo quotidiano delle informazioni, dei beni materiali e delle relazioni sociali, la cultura del piacere sembra aver sostituito la cultura della spensieratezza. Il futuro appare più spesso come una minaccia che una promessa di realizzarsi nei propi intenti, crescono con genitori disillusi dal fallimento degli ideali in cui hanno creduto e si ritrovano senza padri, senza maestri e senza fratelli maggiori,insomma con pochi punti di riferimento,il legame forte resta sicuramente quello famigliare,in cui vivono bene per la maggiore e andandosene a 30/40 anni, creando a volte un legame strano che molte volte non fa crescere né i genitori né loro stessi,sono spesso quei figli del dio minore,che vivono il stare bene o la loro agiatezza all’ombra delle famiglie,non credo si possa pensare che siamo dei genitori che hanno perso il principio all’educazione dei propi figli,ma l’individuo che diventa norma a se stesso e taglia certi rapporti con i riferimenti aquisiti, rende più difficile il rapporto con gli altri, facendo venir meno la piattaforma comune di linguaggio ed il criterio di giudizio neccesario al bagaglio educativo dei nostri giovani.
    haaaa!!!!dimenticavo!!!!chi scrive e un giovane di 45 anni.
    saluti

  36. nome04 scrive:

    Io credo che l’opposto alla “cultura del piacere” (forse meglio edonismo) non sia la “cultura della spensieratezza”, anzi credo che quest’ultima sia diventata sinonimo dell’assenza di valori e/o speranza nel futuro, visione di prospettiva, ecc.

    Però la verità mi sembra sia quella di giovani aggrappati con le unghie al proprio materialismo, vai a dire a qualcuno che ci sono cose più importanti di una automobile o di 40 euro in tasca. (ti prenderebbero pure per culo)

    Il culto del lavoro è diventato culto dei soldi (da tempo) e i ragionamenti diffusi come “me lo sono lavorato quindi voglio godermelo” non possono che apparire, forse essere, giustificabilissimi all’immediato, senza però rendersi conto cosa sottointendono.
    Ovvero che il tempo “libero” lasciato dal lavoro viene consumato a “dare lavoro” a qualcun’altro, muovere soldi, consumare con bramosia.
    Diciamo che il consumismo, non solo è ormai accettato, ma non è più neanche messo in discussione se non da “intellettuali” che ormai non vengono più neanche ammirati, anzi, sono fatti oggetto di disprezzo.
    Non so se a torto o a ragione.

    Un mio professore aveva detto che il problema di noi giovani (ora sto sui 25) era che andiamo d’accordo con i nostri genitori.
    Ed è vero, abbiamo tra una playstation e un “accozzo per il lavoro” annullato la contrapposizione tra genitori e figli, lo scontro generazionale non esiste più.
    E come tutti ben sanno, purtroppo, le cose migliori nascono dallo scontro, dal disordine, dal caos nasce la creatività.

    La verità è che siamo…mm..come si può dire..ammuffiti, fermi, bloccati.
    Ai figli (i giovani) è rimproverato il fatto che siano stati VIZIATI, che hanno tutto e che quindi non si impegnano per avere di più, per raggiungere nuovi obiettivi, come se gli stimoli all’azione possano essere tratti dal nulla.
    Ai genitori (diciamo adulti e anziani), chi rimprovera il fatto di tollerare questo?
    Sono loro i depositari dello spirito conservatore, sono essi che hanno paura delle novità, sono sempre essi che tengono ancorata tutta la nazione a quella ricchezza nata dal boom economico e a cui l’Italia sembra aggrappata con tanta paura di perdere quei 2 soldi che avete prodotto.
    L’Italia è una paese demograficamente vecchio e lo diventerà ancora di più, quando i figli del boom demografico arriveranno a 60 anni, cioè tra una decina d’anni.
    In Italia gli adulti, per usare un eufemismo, gestiscono ogni cosa, economia, politica, religione, sport, cultura, però si vuole processare i figli.
    Se tutto ciò che è “serio” lo fanno i vecchi, cosa resta ai giovani?

    Se ciò che importa ai genitori per i propri figli sia che abbiano un reddito, una donna (mamma mia gli omosessuali!), un auto…la famosa “indipendenza”, dopo di che vi lamentate?
    I soldi possono arrivare in mille modi, la donna può anche essere picchiata dal marito (tanto questo c’è l’avete insegnato voi), l’auto si può comprare con le finanziarie…cosa dovrebbe imparare un giovane?

    Voi (adulti) dite a noi (giovani)di non avere più valori.
    I vostri, quali sarebbero?

  37. antonella scrive:

    non tutto ciò che è serio lo fanni gli “adulti” e non tutto ciò che è incoscente, immaturo, sbagliato, maleducato, persino “bullismo”, lo fanno i “giovani” !
    ma non sempre, quello che ci veniva insegnato ieri, in termini si rispetto per gli altri, comportamento corretto in pubblico, pocchi vizi, io agiungo: “mangiare seduti a tavola” (per esempio) e non in giro con mamma che rincorre pargolo per convincerlo a mangiare e poi, quando si arriva alla scuola dell ‘infanzia, durante l’ ora di mensa, occorre avere 20 occhi per tenerli a bada.
    oggi sembra che dire al proprio figlio/a, “mi raccomando, comportati bene a scuola, in chiesa, in negozio, alla posta, in banca, etc. etc.”, sia passato di moda (se vogliamo usare un termine a passo coi tempi. Ah!, dimenticavo, io ho 37 anni e ci sono momenti in cui devo essere adulta, altri in cui ragazza, altri ancora (quando gioco coi miei figli) un pò bambina…
    Nome04, non diciamo sempre e solo che gli adulti sono decrepiti, e non usiamo neanche termini come quello uttilizato da te: “tanto questo c’è l’avete insegnato voi” in occasione dell’altra infelice frase: “i soldi si posono fare in mille modi, la donna può anche essere picchiata”, a me per esempio non mi sono mai stati fatti esempi simili ne a casa mia ne altrove, ed io a mia volta non dico frasi del genere ai miei figli….pensa, se mio figlio/a a scuola picchia un’ altro compagnetto/a, io lo rimprovero (anche se lui mi dice, hai iniziato prima a……) dicendogli non si picchia!
    Dai, in giro ci sono tanti bravi ragazzi, ma se ti guardi intorno bene, quanti altri c’è ne sono che meriterebbero veramente il classico calcio nel sedere?
    Proprio Sabato sera, parlavo con un’amica che ha un figlio di 16 anni, bocciato per la seconda volta, quest’anno lavora tutta l’ estate col padre in campagna, dopo circa una settima di che è andato al lavoro, venerdì mattina mentre sua madre usciva per andare al lavoro, lui con molta naturalezza si è affaciato al balcone e le ha detto:” maa, lasciami soldi che devo andare al mare!” la mia amica le ha subito ribatutto: ma non dovevi alzarti alle sette per andare con papà? e lui: “non oggi, mi faceva male la schiena, tutta la settimana andando in campagna!” ….i soldi non li ha visti, pocco ma sicuro, ma dimi un pò nome 04, quante mamme e quanti papà avrebbero fatto lo stesso?

  38. IO scrive:

    In quanto a colpe sarebbe meglio che tutti, a partire dai giovani fino ad arrivare agli adulti (di tutte le età) ci mettessimo la mano sul petto e recitassimo il mea culpa…

  39. patrizia scrive:

    Ok,dopo aver recitato rimbocchiamoci le maniche e salviamoci siamo ancora in tempo,o no?

  40. patrizia scrive:

    I VALORI:importanza morale che determinate cose hanno in se stesse o che le vengono attribuite da chi le considera o le possiede e ideali a cui l’uomo aspira e nei quali crede…
    abbiamo veramente perso tutto ciò?
    forse il benessere, il consumismo,la vita frenetica… ci hanno distratto parecchio,ma non credo sia tutto perso.
    anzichè darci le colpe l’un l’altro guardiamoci allo specchio,riflettiamo e…

  41. Elianto scrive:

    …riflettiamo e…
    testa china e pedalare per cercare di migliorarlo questo mondoooooooo!!!!!!

  42. hannibal scrive:

    il mio vuole essere uno stimolo al confronto,ponderato e allo stesso tempo critico,in sintesi colpevolizza il collettivo,ad iniziare appunto dai riferimenti,che si dovrebbero avere già dalla prima fase istruttiva educativa dove manca,o a volte e inesistente un unico centro di riferimento, ma ci sono moltissimi centri, ognuno per conto proprio e in autonomia, il risultato di tutto questo diventa poi il pluralismo educativo, un giovane oggi fa molta fatica a mettere insieme, per farne una sintesi, che crederà personale, quello che gli viene trasmesso dalla famiglia, dalla scuola o dagli educatori in genere, perché è un concerto non sempre armonico, anzi spesso mosso da obiettivi e finalità diverse e contraddittorie,inoltre da tale situazione si crea una specie di policentrismo esistenziale, per cui non c’è più un solo gruppo famigliare che monopolizza e totalizza l’esperienza personale di vita, ma bisogna fare i conti con una molteplicità di appartenenze e di riferimenti, spesso contrastanti tra di loro e addirittura contraddittori.
    saluti

  43. admin scrive:

    Ciau Elliantu gia fia ua di senza ti torrai a bi in su blogghi, itta fiasta appedallendu meda cust’otta???
    :)

  44. L'osservatore scrive:

    deppiedessi allenedusi po su Tour de France…

    ahahahahah! :)

  45. Elianto scrive:

    @ admin @ L’osservatore

    Labai ca chi obeisi una bicicretta ‘ndi tengiu duasa po osattru puru!!! :)
    Su blogghi du sigu sempri mancai no scriu meda e poi abottasa du fazzu cu attru nominisi, as’cumpré?
    Proppiamente vi dico che dobbiamo reincontrarci direttamente, però dovviamo concordare il giorno perchè questa volta vollio appillare anche io!!!

  46. ATTILA scrive:

    @ Elianto

    Gia ti toccherà arrostire anche il maialetto questa volta.

  47. Elianto scrive:

    @ Attila

    Chi mi toccada (e du sciu ca mi toccada!!!) arrosteusu cussu puru!
    In su frizzi ci ‘ndè unu chi si bastada crasi tottusu a dommu!

  48. L'osservatore scrive:

    @ Elianto

    Gei fiada ora chi si chistionesidi da pappai…
    deu incumenzu giai a tenni shginzu a brenti :)

    PIZZA o MAIALETO?

    deu sceru Maialetto… ihihihihih!!! tanti du depidi ponni Elliantu

    @ Admin

    toccada a usai intelligenta…
    una bella cursa in bicicletta aicci alliscerausu su stogumu po ci cappi sa pezza de proceddu.

    @ Attila

    gei di lassausu a tui puru no timmasta!!!
    :) :) :)

  49. patrizia scrive:

    Maialetto blog ??? gnam gnam :)

  50. patrizia scrive:

    però non sò andare in bicicletta come faccio? :(

  51. patrizia scrive:

    Il comune di Villasor e la coop.teatro fueddu e gestu hanno organizzato un laboratorio di pittura per i ragazzi dai 12 ai 15 anni… chissà se potremo scoprire qualche nuovo talento a Villasor! :)

  52. nome04 scrive:

    LONDRA - Gli italiani sono “la gente più maleducata del pianeta?”. L’amletico interrogativo campeggia sul ‘Times’, in una rubrica di Matthew Parris, uno dei più noti editorialisti del quotidiano britannico. Gli abitanti della Penisola vengono messi così duramente alla gogna per come Parris li ha visti in azione nelle viscere di Londra.

    “Tre volte quest’anno - scrive l’editorialista nella rubrica, sotto il titolo “Scusatemi, ma perché gli italiani sono così maleducati?” - mentre cercavo di scendere dal metrò sono stato ricacciato indietro da gente vestita in modo sciccoso che spingeva per entrare prima che i passeggeri fossero scesi: e tutte le volte si è trattato di gente che parlava fitto in italiano”.

    Tanto basta all’editorialista del ‘Times’ per sferrare un attacco a tutto campo e chiedersi furibondo: “Come possiamo riconciliare l’Italia moderna, fatta di consumismo, televisione-spazzatura, smania per le firme e insensata adorazione delle celebrità, con l’Italia di Venezia, Da Vinci, Verdi e Medici?”.

    L’imbestialito Parris arriva a questa sferzante e patriottica conclusione: “Dite che cosa vi pare della nostra turbolenta folla bevuta di birra ma, anche se ci mettete i tatuaggi e tutto il resto, avrebbe subito capito che tipo è Berlusconi”.

  53. Elianto scrive:

    Se pensi che l’istruzione costi cara, pensa a quanto costa l’ignoranza.

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