L’autunno caldo dell’industria sarda, allarme dei sindacati
Un articolo apparso sull’Unione Sarda fa il punto sulle industrie isolane.
IL LAVORO. Mario Medde della Cisl rilancia sulla necessità di un “new deal” sardo, un pacchetto di riforme economiche e sociali che metta al centro l’occupazione. «Il mercato del lavoro», dice Medde, «registra caratteristiche che preoccupano per la precarietà del lavoro, per la scarsa qualificazione professionale degli addetti, per il fenomeno dello scoraggiamento che determina l’abbandono della ricerca di un’occupazione di una parte della popolazione. Ed è da evidenziare l’aumento delle povertà: in Sardegna la povertà relativa coinvolge 333 mila persone». Legler, Palmera, il fallimento (per ora) della gara per rilanciare il carbone del Sulcis, l’ex zuccherificio di Villasor. Ma anche la chimica (Porto Torres, Assemini), l’incertezza sul futuro di Ottana. E i problemi meno sotto i riflettori ma altrettanto importanti, legati per esempio al lapideo. Con, sullo sfondo, la triste (e inaccettabile) pagina delle morti bianche. Sì, sarà un autunno caldo.
EMANUELE DESSÌ Unione Sarda.leggi articolo originale L’autunno caldo dell’industria sarda, allarme dei sindacati
Fonte: Unione Sarda
By admin













1 Ottobre 2007 alle 16:49
Un grazie a Dimajo.
Non vorrei fare un monologo sullo zuccherificio ma mi sento di aggiungere alcune cose a quelle che ho già detto.
Nel mio commento che poi è diventato post ho parlato del passato dello zuccherificio, ora vorrei parlare del futuro.
Non mi piace diffondere del pessimismo, anche perché pessimista non lo sono di natura, ma devo dire che di questi tempi ho imparato a essere un po’ più realista.
Con questo intendo dire che la riqualificazione dello zuccherificio andrebbe fatta con molta cautela.
Parto col commentare i punti salienti dell’articolo di Michela Cuccu che ADMIN ha inserito come post il 23 settembre 2007.
1) Ubicazione nuovo stabilimento: Macchiareddu o Santa Giusta?
Considerato che il territorio principalmente interessato alle future (?) colture industriali è il Campidano (non vedo altre distese importanti, a parte la Nurra) non riesco a capire quale differenza ci possa essere tra Oristano e Cagliari.
2) Il Sig. Lilliu della CGIL sostiene che siano due i motivi per cui Santa Giusta risulta essere un’ubicazione strategicamente migliore di Macchiareddu: …la facilità dei collegamenti via mare… e la possibilità di avere materie prime prodotte in loco…
Mi sembra sinceramente una falso vantaggio, considerato che Macchiareddu è praticamente a un passo dal mare. La possibilità di avere materie prime prodotte in loco. Perché, il basso Campidano non può averle? Le possibilità non mi sembrano poi così tanto diverse.
3) …l’Oristanese, per una serie di motivi non ultimo la maggiore disponibilità d’acqua per scopi irrigui, ha sicuramente maggiori chance.
Su questo punto non possiamo dire che abbia torto. Però mi ricollegherò dopo per fare un’osservazione.
4) …Villasor dista da Oristano una cinquantina di chilometri…ma anche Macchiareddu non è vicinissima alla sede dell’ex zuccherificio?
Ma che frase è? Che raffronto ha fatto il Sig. Lilliu? La sua affermazione, molto generica, è stata plasmata abilmente, perché ha rosicchiato qualcosa da una parte (Villasor-Santa Giusta) per aggiungerla all’altra (Villasor-Macchiareddu) e far sembrare le due distanze praticamente uguali. Non sono questi quei piccoli ma fastidiosi particolari che ci fanno capire tante cose?
Mi risulta, per esperienza diretta che Villasor dista da Santa Giusta circa 60-65 km. Dal sito www.viamichelin.it nell’inserire i dati Villasor-Santa Giusta, tragitto “il più corto” risultano 75 km (un’ora di viaggio circa); mentre Villasor-Macchiareddu “il più corto” 27 km sempre tragitto (mezz’ora di viaggio). Concessi eventuali errori la distanza a Santa Giusta è più o meno doppia. In un’anno stiamo parlando di circa 9000 km in più per un lavoratore. Non mi sembrano pochi.
5) …Ricordiamoci che la migliore deve offrire la garanzia di un lavoro stabile per gente che troppe volte si è trovata ad un passo dalla disoccupazione come purtroppo è accaduto per i dipendenti…
Signori, non l’abbiamo sentita pronunciare un po’ troppo spesso questa frase?
continua….
1 Ottobre 2007 alle 21:57
E’ evidente che i politici si riempiono la bocca con la disoccupazione degli altri, per non parlare di quanto li piaccia citare i 1100 € dei metalmeccanici, o di fare la parte degli sceriffi contro gli evasori…
E di questa politica degli annunci in TV ne vogliamo parlare?
Questi vanno in televisione non rispondono alle domande del giornalista di turno, ma dicono quello che vogliono dire a prescindere dall’argomento delle trasmissioni alle quali sono stati invitati. Sono in continua campagna elettorale.
Parlano a raffica di precariato, pensioni basse, welfare, problemi dei giovani, difficoltà degli anziani, aziende in calo, operai non tutelati, redistribuzione dei redditi, abbassamento della pressione fiscale, opere pubbliche…
E nei fatti approvano una legge al mese, lavorano 5 giorni a settimana di cui 4 in TV! Si querelano dalla mattina alla sera tra i diversi schieramenti politici, e poi i loro “stipendi” sono per il 90% non tassabili in quanto per la maggior parte risultano come rimborsi e vitalizi, dove non si applicano le tasse…
Ma vaffa*****
Scusate lo sfogo ma questa guerra tra poveri che ci portano a fare mi da sui nervi.
E anche questa disputa Oristano/Villasor/Macchiareddu mi puzza di presa in giro.
1 Ottobre 2007 alle 23:44
Io credo che chi organizza il sociale è un grandissimo ipocrita e ha una totale mancanza di intelligenza. Mai come in questo momento penso sempre a chissà se si riuscirà che le persone incominciano ad immaginare una società diversa. Un modello di vita che finalmente rispetta il valore umano. Davanti a questa realtà il mio pensiero prende forma e ne sono certo che è arrivata l’ora di scoprire il proprio vero valore, quella inestimabile preziosità e di conseguenza negare a chiunque, anche a noi stessi, la possibilità di svendere il nostro destino.
Immagino con quanto entusiasmo la gente lavorerebbe avendo assicurato una casa e il necessario per vivere. Si lavora sempre di più, fanno in modo per farci lavorare sempre di più, nonostante si produce il doppio di quello che si possa consumare.
I lavori sono sempre più stressanti, per poter produrre di più, ma per chi e per che cosa? Tutto ciò ci impedisce di essere noi stessi, di ragionare, di capire, di prevedere, di creare, di amare veramente noi stessi e gli altri, ci impedisce di vivere.
Intanto si erode il tempo della vita e si rende impossibile la costruzione di un vero e sano destino.
4 Ottobre 2007 alle 10:47
Il discorso tipico dello schiavo
(di Silvano Agosti )
Uno degli aspetti più micidiale dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura… invece è semplicemente la peggiore.
Bèh gli esempi sono nel cuore di ognuno… per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta…
Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso:
“Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra,
c’ho solo questa.. e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno.. per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!”
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero
perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire…
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta:
“Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese, bene che vada,
mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada.
Secondo me, poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte… e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L’orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura. Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di, mettiamo, di fare l’amore, no?!
Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno… sarebbe una vera tortura… e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l’amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana… certo c’ho il mitra alla nuca… lo faccio, perché faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”
“Meglio leccare il pavimento” ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grado a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?
Tutto ciò è “oggettivamente” mostruoso, ma la dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è “effettivamente” mostruoso…
“SI VABBE’ MA ORMAI E’ IRREVERSIBILE LA SITUAZIONE”
Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprire, perché è il tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo…il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto:
“Eh si! sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata… e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?” e lui: “Non è affar mio, signori…”
“Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”… hai capito? Perché tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo. Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina,… no.
E’ un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un pò di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi…
quindi, signori miei, o ci si sveglia… o si fa finta di dormire… o bisogna accorgersi che siete tutti morti…
4 Ottobre 2007 alle 12:54
Secondo me la libertà è tutto ciò che sta al di là di un limite, una volta tolto quel limite non c’è più nemmeno la libertà. Se togli il lavoro non esiste più nemmeno il tempo libero. E tutto realtivo… direbbe qualcuno.
22 Novembre 2007 alle 16:05
ciao