Incontro: La famiglia in trasformazione
Martedì 4 Dicembre 2007 ore 17:00, aula consiliare castello Siviller, ci sarà il primo di tre incontri sul tema della famiglia.
Programma:
DALLA FORMAZIONE DELLA COPPIA ALLA NASCITA DEI FIGLI.
- La convivenza e le prime scintille della conoscenza (D.ssa Patrizia Palla,psicologa)
- Dalla diade coniugale alla triade familiare: dove il fiume della vita scorre
(D.ssa Claudia Cerina, psicoterapeuta)
Gli altri due incontri sono programmati pe martedì 11 e martedì 18 Dicembre 2007.
By admin













4 Dicembre 2007 alle 07:50
Come al solito sono al lavoro e non posso andarci. Pazienza.
Grazie lo stesso all’admin per l’informazione
4 Dicembre 2007 alle 09:07
L’ incontro di questa sera è interessante, vedrò di andarci per sentire gli argomenti in programma. Mi pare che questo sia solo il primo di tre incontri…….Ma, se a molti di noi non vanno bene gli orari, perchè non lanciamo un sondaggiio per valutare un orario che vada bene un pò a tutti?
Il Sabato sera magari!
Ciao a Tutti..
4 Dicembre 2007 alle 09:21
Come al solito sono al lavoro e non posso andarci. Pazienza.
Grazie lo stesso all’admin per l’informazione
4 Dicembre 2007 alle 10:17
io dovevo andare ma sono da dentista
5 Dicembre 2007 alle 09:11
l’ incontro di ieri, si è dimostrato molto interessante, peccato per la solita scarsa collaborazione…..Non mi va neanche di sintettizzare quello di cui si è parlato perchè, non giusto(a mio parere) nei confronti di chi ha fatto i salti mortali per parteciparvi….Aldilà di questo, nei giorni scorsi, proprio sul blog, ho notato che molti hanno commentato l’ argomento l’ articolo apparso su l’unione sarda riguardante il presunto molestatore, detto questo, io credo che il problemma principale sia, la paura di esporsi in prima persona esprimendo il proprio parere alla luce del sole, la paura di un confronto diretto con altre opinioni, gli orari (avolte) sono una “scusa”. Io mi aspettavo di incontrare almeno alcune delle persone che hanno dedicato 5 minuti per inviare le loro opinioni al blog, non è stato così!!!!
Ciao a Tutti, Antonella…
5 Dicembre 2007 alle 10:32
@ Antonella
Riguardo a:
Rispondo: a me avrebbe fatto piacere un tuo resoconto, perchè scrivi sempre con molta passione. (se sei l’antonella che credo io)
Riguardo a:
Rispondo: è stata una mia scelta non pubblicizzare un fatto che coinvolge minori.
Riguardo a:
Rispondo: io conosco personalmente molti di coloro che scrivono sul blog, e mi sento in dovere di difenderli, poichè la maggior parte di loro ha degli orari di lavoro che talvolta non gli consente di partecipare a queste iniziative. E vorrei far notare che, da quello che leggo nei vari commenti, si rammaricano di non poterci andare.
In generale il blog è uno spaccato trasversale della nostra comunità, talvolta diciamo delle cose giuste, altre volte possono essere sbagliate. Talvolta siamo seri, mentre altre volte prevale in noi la goliardia.
Un saluto da Giuseppe
5 Dicembre 2007 alle 11:02
anche io ci sarei voluto andare, si parla così poco della famiglia che questa era un’ottima occasione…
ma sono stato impedito dal lavoro…
pazienza, magari riesco la prossima…
CIAO! A TUTTI
5 Dicembre 2007 alle 11:07
@ Admin
Condivido pienamente la tua risposta, sopratutto anche perchè il blog è una occasione per condividere notizie, commenti,ricordi del nostro paese, anche per le persone che non abitano più a Villasor, ma che alla nostra comunità vogliono restare legati.
5 Dicembre 2007 alle 12:47
“peccato per la solita scarsa collaborazione…”
perché si doveva collaborare ? con chi ? per che cosa ?
Il problema è sempre lo stesso “LA PARTECIPAZIONE”
… sempre molto scarsa.
Perché non proviamo a riflettere del perché
la partecipazione è molto scarsa?
Personalmente penso che oltre ai giorni e gli orari siano di fondamentale importanza il modo, i tempi e il luogo per comunicare alle persone interessate il messaggio dell’iniziativa.
MODO:
“Dalla diade coniugale alla triade familiare:
dove il fiume della vita scorre”
Cosa significa?
Secondo molte persone pur essendo interessate all’argomento si spaventano nel leggere o sentire queste parole e per paura di confrontarsi con i vari esperti ( ing. dott. etc.) preferiscono rimanere a casa.
Le persone non partecipano perché si sentono veramente a disagio
di fronte a tanta istruzione e competenze ?
oppure sarà il contrario?
mah! direbbe un nostro amico
essere o non essere … forse sarà questo il problema?
LUOGO:
scuola o parrocchia per esempio.
Sarebbe opportuno un luogo dove le persone si sentano a proprio agio.
TEMPI:
si dedica pochissimo tempo per comunicare o pubblicizzare questi incontri.
… un vero peccato!
Ciao Massimiliano Eriu
5 Dicembre 2007 alle 13:21
…. scarsa partecipazione…
Penso che al primo posto sia il problema del lavoro.. per chi ha la fortuna di aver un lavoro stabile è praticamente impossibile andarci in quei giorni e in quegli orari.
Poi l’argomento, come giustamente fa notare Massimiliano, è posto in maniera totalmente errata…
“Dalla diade coniugale alla triade familiare:
dove il fiume della vita scorre”
… mi vien proprio da dire “Mah!” chi cavolo l’ha pensato sto titolo??
cessu cessu…le persone non sono spaventate…. a mio avviso per come è posto l’argomento alle persone proprio non gli frega nulla di star li a parlare di chissà cosa.. in effetti.. boh…
… che utilità può avere un argomento simile??… sarei curioso sapere di cosa si è parlato e se si è raggiunto una qualche soluzione a qualcosa perché diversamente sarebbero solo parole al vento e soldi sprecati… tanto per cambiare!…
@ Antonella
Antonella visto che ci sei andata.. rendici partecipi.. perlomeno per chi realmente avrebbe voluto esserci!
5 Dicembre 2007 alle 13:37
a proposito di comunicazione …
08 DICEMBRE 2007 alle ORE 15.30
ci sarà l’inaugurazione dell’Oratorio San Biagio.
leggi e fai leggere
5 Dicembre 2007 alle 13:45
Ma L’oratorio non era già innaugurato, Se c’è l’invito sicuramente ci sarà folla, ma poi!…..
5 Dicembre 2007 alle 13:51
Perchè non so pensa di chiedere l’abitabilità per il salone ” dato che si dice che non può essere utilizzato” così magari dato che non ci sono spazi per organizzare certe manifestazioni si potrebbe usufruire di questo, magarii gratis , dato che chi ha contribuito a costruirlo sono stati i nostri genitori con i nostri nonni.
5 Dicembre 2007 alle 14:56
@Admin
Bravo, trovi sempre il pensiero e le parole per tutto e per tutti.
6 Dicembre 2007 alle 09:48
@admin
si sono l’ANTONELLA che pensi, e concordo anche (in parte) con le risposte che mi hai dato, e ti rispondo:
a) non intendevo dire che l’ articolo apparso sul giornale sull’ ipotetico molestatore fosse un argomento da discutere al “buio” dat la delicatezza e complessità. Solo che, gli argomenti che riguardano la famiglia e i figli sono sempre di grande importanza e, anche quello in un certo senso lo era, nella sua analisi profonda sul fatto che spesso nelle strade a tarda ora, si incontrano ragazzini di 12/13 anni……..Ecco che allora appare evidente la necessità (assentita dai piu’) di porsi in discussione sul perchè le famiglie devono e possono esercitare un “controllo” piu’ serio sui propri figli.
B)lascio perdere il resoconto, lo so, può essere sbagliato, ma è coerente col mio pensiero( anche io lavoro in proprio, e molto spesso sono fuori casa fino a tardi, ma ho fatto un piccolo sforzo)
ho anche proposto che i prossimi incontri si facciano in orari piu’ acessibili al pubblico e questo posso dirvelo, abbiamo anche avanzato la vostra stessa perplessità sulla complessità dei titoli in programma, e le dottoresse presenti hanno acolto la critica con molta professionalità, però la loro spiegazione è stata per tutti i presenti soddifacente, inoltre il dibatito che nè conseguito si è svolto in un clima “famigliare” e molto semplice e percepibile, nei suoi significati.
@Massimo
Dalla Diade cogniugale alla triade famigliare
dove il fiume della vita scorre.
Può sembrare una frase incomprensible se la si legge con pocca “partecipazione ” ma se la leggi con attenzione la leggi in questo modo:
dalla vita di copia iniziale all’ inizio della famiglia in tre. Dove il fiume della vita scorre…….la nascita dle primo figlio..
gli argomenti del dibatito si sono poi svilupati in questa direzione :
la copia , le aspettattive della vita di copia, il primo figlio, le difficoltà che nascono da quelle affettive, a quelle economiche, i nonni ecc.
Dove il fiume della vita scorre era una massima.
LA risposta era anche per @Mah!
a tutti gli altri @
anche io ho avanzato la proposta che nei prossimi incontri vengano coinvolte tutte le parti sociali, scuola, chiesa, amministrazione……..e l’idea che il dibatito venga svolto al salone parrocchiale…….. inoltre ho avanzato l’ ipotesi che al tavolo del dibatito oltre agli esperti del settore, vengano portate delle esperienze vissute in primis…….comunque ai prossimi due incontri provate a partecipare, vi assicuro che è stato piu’ interessante del seminario sul lavoro (di cui ancora penso che non abbia senso invitare personalità senza consultare i veri prottagonisti )
Ragazzi vi saluto tutti augurandomi di incontrarvi alla prossima
6 Dicembre 2007 alle 11:01
Ciao Antonella come dice admin i tuoi commenti sono molto passionali e profondi perciò non mi rimane che ringraziarti anche per quest’ultimo.
Ciao e alla prossima Massimiliano Eriu
6 Dicembre 2007 alle 14:06
Purtroppo viviamo in un’era dove la vita sociale è in via d’estinzione.
Le persone non escono manco più in piazza d’estate, figurarsi se stanno a sentire uno psicologo che li aiuta a crescere ed educare i figli; mica sono malati !!!!!!!!!!!!!
(hiiii ta bregungia, itta chi mi bindi da su psicologu, mi piganda po macca)
Propongo all’amministrazione comunale di fare il prossimo incontro alla Corte del Sole, ed invece delle due psicologhe, consiglio di invitare come relatrici due deficenti qualsiasi di qualche reality, vedrete che successone !!!!
Povera Italia, Povera Villasor.
6 Dicembre 2007 alle 23:33
@Gianni
Cuncordiu cun tui ! Segundu mei chi poi donanta obia ,una cannacca de sartizzu e ci pottanta cancunu de”Amici” ndi bisi genti currendi! Tottu sa bidda!
7 Dicembre 2007 alle 09:30
@Gianni ha colto la sostanza dell’ argomento cultura a Villasor………! E poi non dimentichiamoci che se, qualcuno viene visto entrare negli uffici di VIA Sivilleri o se andendu po domandai dinai o poita tanti zerriau po ti ndi pigai is fillusu poita sesi unu discgraziau chi tratta mabi is fillusu. Ahioooo!
7 Dicembre 2007 alle 13:07
Purtroppo le vecchie abitudini sono cambiate radicalmente… la gente comunque sia esce e socializza.. non è vero che la vita sociale è in via d’estinzione… è vero che non “si usa” piu uscire in piazza a Villasor ma solo perche in genere ora si preferisce spostarsi in altri posti… d’estate ad esempio cagliari in questi ultimi anni organizza molto.. poi comunque per quanto riguarda la cultura..
a mio avviso non è corretto giudicare le persone in base al grado di istruzione che ha o in base al suo sapere! ci si diverte piu con persone che cultura non ne hanno… sono meno noiose (ovviamente parlo per me)
Spesso e volentieri le persone che non hanno una cultura sono quelle piu spontanee… quelle di cui parli tu Gianni sono proprio le persone che hanno una certa “cultura”.. sono loro che in genere hanno piu paura del giudizio della gente!
7 Dicembre 2007 alle 14:33
io volevo andare e nn mi vergogno per questo… che c’è di male ???????
7 Dicembre 2007 alle 14:47
@ Luca
personalmente penso che “LA CULTURA” si acquisisce anche con l’esperienza di vita quotidiana giorno dopo giorno e non necessariamente solo con il grado d’istruzione che uno può avere.
7 Dicembre 2007 alle 15:14
@ L’osservatore
Pienamente d’accordo.
@ Paulina
Ti riferisci al mio commento? Se si buon per te… non c’è nulla di male… anzi… tutt’altro….parlavo in generale e secondo le mie esperienze di vita.
In genere, le persone colte o quelle che credono d’esserlo sono le prime ad aver paura del giudizio degli altri.
7 Dicembre 2007 alle 15:17
non mi riferivo al grado di istruzione acquisita a scuola, sono io la prima ad affermre quotidianamente che, molto spesso ci sono piu’ preparati tra i possessori di istruzione media inferiore che non tra quelli di superiore ( e forse anche di qualche universitario) lo dicono anche le statistiche……..dal resto! Ciò che intendevo dire è che, percepire i servizi sociali come un servizio, messo in campo dai comuni, per tutto ciò che riguarda il campo sociale della intera complessità quotidiana del nostro vivere in città o in paese, viene percepito come un qualcosa di sbagliato, essi infatti vengono intesi solo come servizi destimnati a persone disagiate, con problemi economici, e quant’ altro ancora….è purtroppo un fatto culturale dicasi quel che si vuole, amettiamolo!
7 Dicembre 2007 alle 15:20
@ admin
sono sempre la solita Antonella, ho solo aggiunto il cognome …… Ciao!
7 Dicembre 2007 alle 15:36
hai me, purtroppo sono d’accordo con quanto scrivi in quest’ultimo commento Antonella, qualsiasi incontro culturale si faccia e di qualsiasi argomento si parli parecchi la intendono rivolta ad una classe più o meno disagiata…
e purtroppo questo è un errore.
Perché in realtà sono aperte a tutte le classi sociali siano esse povere o benestanti/ricche.
nella vita non si è mai arrivati… ce sempre da imparare, tutti, da tutti!
7 Dicembre 2007 alle 15:42
Io trovo che l’aver paura del giudizio degli altri sia totalmente slegato dall’avere o meno un titolo di studio o un qualsiasi livello culturale.
7 Dicembre 2007 alle 15:52
@ Paolo
dipende dai punti di vista.
a me personalmente del giudizio degli altri non me ne può fregare di meno.
anzi ti faccio un esempio molto recente…
da quando o scoperto questo blog e ci scrivo, molti che leggono a scrocca e non commentano mi hanno detto…
ma perché ti firmi e scrivi anche commenti che non centrano con l’argomento trattato…
indovina cosa gli ho risposto…
e a te che “COSA” (in realtà ho usato un’altro temine) te ne frega.
7 Dicembre 2007 alle 16:12
Parlo per esperienza personale. La maggior parte delle persone che conosco personalmente sono cosi poi certo, la paura del giudizio dipende sempre dalla persona in quanto tale non di certo dal grado di istruzione che si ha… diciamo cosi…
dal mio punto di vista l’aver piu cultura sembra quasi aumentare questa paura!
Per quanto mi riguarda invece il giudizio di chi mi sta vicino mi interessa degli altri non me ne può fregar de meno!
7 Dicembre 2007 alle 16:18
@ L’osservatore
Lo so che dipende dai punti di vista. Infatti quello che ho scritto è il mio punto di vista.
Se poi siano stati fatti degli studi che statisticamente associano maggiormente la paura del giudizio degli altri all’alto livello livello culturale delle persone non lo so. La parola a chi ne sa di più.
7 Dicembre 2007 alle 16:21
@ Luca
si mi riferivo al tuo commento e anke a questo di Gianni…..
7 Dicembre 2007 alle 16:30
@ Paolo
Bravo!
questo e il bello del blog…
ognuno esprime i propri pensieri e i propri punti di vista nel pieno rispetto degli altri.
Mi piace sempre di piu commentare e confrontarmi con tutti voi, anche per il semplice fatto che con alcuni non ci consociammo se non di vista e con chi si conosce non sempre si ha il tempo di chiacchierare…
cosa molto più facile da fare qui nel Blog!
7 Dicembre 2007 alle 16:34
Ricordate che mentre la cultura può in qualche modo essere condizionata dall’istruzione, l’intelligenza e totalmente indipendente da entrambe.
7 Dicembre 2007 alle 16:39
Comunque, secondo me, nella società moderna sono in atto delle trasformazioni che ci stanno portando ad un regresso culturale.
In parole sarde, si seusu accallonendi sempri de prusu!!!
Ogni riferimento alla televisione e ai mass media in generale e puramente fatto apposta!!!
7 Dicembre 2007 alle 17:59
Penso che il problema del regresso culturale sia dovuto al fatto che siamo un bel po’ saturi di tutto.
Oggi è molto difficile proporre qualcosa di diverso rispetto al passato in qualsiasi settore. Questo credo porti alla continua ricerca di qualcosa di nuovo (vedi programmi tipo The Jackass)… non importa quello che si fa ma l’importante che sia qualcosa di diverso.
Tutto ciò penso vada a discapito della cultura e dell’intelligenza.
8 Dicembre 2007 alle 08:35
OGGI 08 DICEMBRE 2007 alle ORE 15.30
Inaugurazione dell’Oratorio San Biagio.
8 Dicembre 2007 alle 08:52
io ho la convinzione che il giornali e i media, Dandoci le opinioni degli illetterati, ci tiene in contatto con l’ignoranza della comunità. Passando in rassegna con cura gli avvenimenti della vita contemporanea, ci fa vedere quanto poco importanti siano. Discutendo sempre di cose non fondamentali, ci fa capire cosa sia la cultura e cosa no. Niente può esserle paragonato. Non ha senso parlare dell’ignoranza della gioventù. Gli unici di cui ascolto le opinioni con rispetto, ora, sono quelli molto più giovani di me. Mi sembra che mi precedano,perche a sentirli parlare sono prolifici di idee e iniziative,però hanno il timore dell’impegno che devono assumersi ed una visione delle istituzioni come un ostacolo da superare ancor prima di proporre una qualsiasi iniziativa.
saluti a tutti.
8 Dicembre 2007 alle 10:34
Concordo con hannibal.
8 Dicembre 2007 alle 11:36
Secondo il mio modo di vedere
le istituzioni rappresentano un ostacolo perché,
nel gestire “la cosa pubblica”,
sono poco trasparenti e molto politicizzate.
il termine “politicizzate” la dice tutta …
vedere e sentire in questi giorni per capire che siamo nel caos più completo … indignato !
Massimiliano Eriu
8 Dicembre 2007 alle 12:01
No, Massimo, non sono d’accordo.
Forse confondi il termine “politicizzate” con il termine “partiticizzate”.
Come diceva la straordinaria Oriana Fallaci la politica è “La scienza dello Stato” e la politica è “Sacra”. Il termine “politicizzate” non è dispregiativo.
Le amministrazioni devono fare politica, ci mancherebbe, è il loro compito.
Che le amministrazioni troppo partiticizzate possono, come dici tu, essere un freno a mano allo sviluppo a causa delle guerre intestine lo capisco.
Però se non ci sei dentro non puoi sapere il motivo di queste guerre. Massimo, dobbiamo iniziare anche a scrollarci di dosso questo nostro andare sempre e per forza contro le amministrazioni.
Lasciamo lavorare questa amministrazione e valutiamola dopo cinque anni. Al loro posto io vorrei essere giudicato in un arco di tempo sufficiente, non dopo pochi mesi.
E sinceramente, devi ammettere che qualcosa sta cambiando in meglio.
8 Dicembre 2007 alle 12:22
@ massimiliano
Oggi insegniamo ai ragazzi che la politica è corrotta,poco trasparente, come se gli spiegassimo che il forno serve a carbonizzare il cibo. Invece bisogna spiegare che anche la democrazia ogni tanto si guasta, fa corto circuito e bisogna rimetterla in sesto.
I giovani molte volte trovano tutto in niente, gli adulti trovano niente in tutto.
saluti
8 Dicembre 2007 alle 15:07
@Massimo
rilassiamoci e apettiamo almeno cinque anni (dopo ci possiamo incazzare se vogliamo!) Intanto come dice Paolo, qualcosa sta cambiando, non pretendiamo che accada tutto in un solo istante…
8 Dicembre 2007 alle 15:21
Oh massimiliau, sesi in d’ogna punta.
Ma itta teisi azioisi de s’oratoriu?
8 Dicembre 2007 alle 23:03
Caro Paolo quando nelle istituzioni ci sarà più trasparenza e “meritocrazia”, allora protremo discuttere di politica partecipata.
@Antonella
il mio era un commento sul perché le istituzioni vengono viste come un ostacolo per lo svilupo “della cosa pubblica”, cosa c’entra la nostra amministrazione comunale?
Non ho fatto nessun commento in riferimento alla Ns.Amministrazione.
@Hannibal
“… bisogna spiegare che anche la democrazia ogni tanto si guasta, fa corto circuito e bisogna rimetterla in sesto.”… BRAVO
UN BEL ESEMPIO SU CUI MEDITARE
TUTTI INSIEME GIOVANI E MENO GIOVANI.
Cominciamo a meditare:
Una volta l’aquila disse al corvo: “Dimmi, corvo, perchè tu vivi in questo mondo trecento anni e noi ne viviamo in tutto trentatrè? ”
“Perchè tu bevi il sangue vivo, e io mi nutro di carogna.” L’aquila pensò: “Proviamo anche noi a nutrirci allo stesso modo.” L’aquila e il corvo si lanciarono nell’azzurro del cielo. Videro un cavallo morto e si calarono.
Il corvo si mise a beccare di gusto. L’aquila beccò una volta, beccò un’altra volta, ma poi disse al corvo: “No, fratello corvo, piuttosto che nutrirmi trecento anni di carogna, è meglio bere una sola volta il sangue vivo, e poi sia quel che Dio vuole. ”
Ciao Massimiliano Eriu
Ciao Massimiliano Eriu
8 Dicembre 2007 alle 23:58
@ Massimo
Beh in effetti hai ragione, non hai parlato della nostra amministrazione comunale, e su questo mi scuso.
Non possiamo aspettare a parlare di politica quando nelle istituzioni ci sarà più trasparenza e “meritocrazia”, perchè forse non basterebbero diverse vite per vederle in Italia come le vorremo noi. Forse non le conosceremo mai perchè se mi guardo intorno non le vedo nemmeno nelle democrazie più evolute. Ci tengo a precisare che su trasparenza e meritocrazia siamo perfettamente d’accordo.
Cosa intendi per politica partecipata?
9 Dicembre 2007 alle 11:14
@Massimo
mi devo rileggere il tuo comento, forse l’ ho letto male.
comunque sia,sai come la penso sulla politica a Villasor, per quanto concerne a livello “generale” il discorso politica,si fà piu’ complesso, non credi?
10 Dicembre 2007 alle 15:26
Vota Antonio, vota Antonio
10 Dicembre 2007 alle 17:45
RAID AL CIMITERO
senza speranza?
Il cammino informativo, di lettura del territorio e delle varie notizie in questi anni mi ha permesso di cogliere alcune costanti di disagio e talora anche di devianza che permeano in maniera trasversale tutti gli ambienti sociali.
Uno tra i maggiori problemi rilevati nelle scuole e nei centri di aggregazione giovanile del territorio è rappresentato dalla difficoltà di relazione tra pari e tra adulti-educatori e giovani, che spesso si esprime in forme di conflittualità esasperata. Emerge sempre più chiaramente come la crisi e la sofferenza che molti giovani presentano, in forma diversa, siano comprensibili solo se inquadrati in un’epoca come la nostra che sembra aver definitivamente perso ogni speranza nel futuro.
Il futuro che fino a ieri appariva come promessa e progresso, ora è sempre più percepito come paura, come minaccia e il presente appare caratterizzato da un diffuso senso di impotenza, di disgregazione, di perdita di senso e di legami sociali. “C’è oggi un malessere diffuso, una tristezza che attraversa l’epoca in cui viviamo, pervadendo ogni fascia sociale e provocando un senso di impotenza e di incertezza. Con una felice definizione Spinoza chiamava la sua, “l’epoca delle passioni tristi”; oggi sembra siano rimaste solo la “tristezza” e l’apatia, che portano di conseguenza alla chiusura in se stessi, a vivere il mondo quasi fosse una lotta impari.
Oggi davanti al fenomeno dell’aggressività minorile ci si pone con una serie di domande che, prima di essere un’esplorazione del fenomeno, sono espressione della dolorosa inquietudine degli educatori: “Perché i ragazzi aggrediscono, distruggono e vogliono sentirsi “fuori-legge”? Occorre reprimere? Come? Bisogna rassegnarsi? Aumentare le misure di polizia o difendersi da soli?”
Il fenomeno delle “baby-gang” o del “bullismo”, nonostante la mole di studi e di ricerche in merito, resta a livello sociale più chiacchierato che compreso, perché spesso si preferisce parlarne, piuttosto che faticare per cercare le relazioni tra questo segnale di allarme e la realtà adolescenziale.
Il disagio che siamo chiamati ad affrontare riguarda allora il paese in cui viviamo, il quartiere e via via restringendo il campo la scuola e la famiglia. A scuola, il professore o l’educatore, e in famiglia i genitori non sembrano più rappresentare un modello abbastanza forte : la relazione con l’adulto viene infatti percepita come simmetrica, senza quella differenza e asimmetria che consentiva di instaurare un’autorevolezza che diventava terreno di relazione.
Abbiamo quindi tutti, quale che sia il nostro ruolo di educatori, insegnanti o genitori, la necessità di comprendere quello che sta avvenendo attorno e dentro di noi, di porci domande che non sono ricerca di spiegazione e di risposte, ma ricerca del fondamento, dell’essenziale.
Per questo mi sembra che una delle urgenze del territorio in cui viviamo sia quella della formazione di adulti volontari ed educatori che riescano ad operare nei contesti diversi e nei progetti educativi, là dove crescono i fenomeni di bullismo. Questi comportamenti possono essere considerati, allo stesso tempo, richieste di aiuto, non verbali e da de-codificare, fatte e a volte urlate con disperazione da ragazzi e giovani, di fronte ad un mondo di adulti che essi percepiscono se non ostile e minaccioso quanto meno lontano e distaccato.
saluti.
questo post e stato spedito anche nella pagina “inaugurazione oratorio”
10 Dicembre 2007 alle 21:25
Amici del blog Villasor.Basta non se ne può più, ogni giorno quando rientro a casa dal lavoro cosa trovo in cortile una vastità di volantini pubblicitari, le vie del paese sono sommerse da questi volantini, al quale dovrebbero essere consegnati a mano dei cittadini. Vediamo se riusciamo insieme a stimolare l’amministrazione comunale affinchè venga emanata una ordinanza sindacale di proibire questo scempio di incivilltà .
porgo i miei saluti Alessio
10 Dicembre 2007 alle 22:26
Si Alessio …
oltre ai cortili e alle cassette e ci riempiono pure le basette e
con le offerte dei computer e dei panettoni ci rompono pure i coglioni
Scusate la mia volgarità … ma quando ci vuole ci vuole, e basta!
Spero che i bimbi siano già a nanna perché certe cose non si dicono,
ma si pensano
Saluti Massimiliano
10 Dicembre 2007 alle 23:46
Poi magari ti mettono il “Volantone” (perche ormai non sono più volantini, hanno anche 50 pagine!!!) arrotolato nella cassetta lasciandola aperta e quando piove ti entra l’acqua che ti bagna la poca posta vera che ti arriva!!!
Poi quando vai a pagare le bollette tutte “umidate” alla posta ti naranta (se sei fortunato): “Itta ti sesi sonau su muccu cun sa bulletta?”
E non parliamo dei foglietti che ti mettono sul parabrezza della macchina!!! Un’attentato alla sicurezza!!! Se incomincia a piovere, appena azioni i tergicristalli ti rimane il foglio nel bel mezzo del vetro togliendo ti utta la visuale: “Hai bisogno di un prestito? Vuoi comparti la macchina nuova?” E certu, mi seu appena carvau poitta non bia prusu unu ca..u!!!
10 Dicembre 2007 alle 23:52
Bisogna promuovere una mozione cittadina, per dire basta a questa infestazione cartacea alle nostre cassette della posta, ai cortili…
deu puru seu arrrosciu, ogni otta chi furriu a domu… agattu sa cassetta prena a spungiu da papperi.
11 Dicembre 2007 alle 13:32
@ tutti, io sono in pieno acordo con voi, ma poi penso, se fosse per queste aziende che ci inviano i volantini anche questi sottopagati che li distribuiscono non ci sarebbero?
Chi ha orecchie per intendere, intenda!!!!
11 Dicembre 2007 alle 13:35
ho dimenticato di inserire dopo il se e prima del fosse, la parola non…..la frase completa era: se non fosse per queste aziende che ci inviano i volantini, anche questi sottopagati che li distribuiscono, non ci sarebbero!!!!
12 Dicembre 2007 alle 00:14
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26 Dicembre 2007 alle 20:08
lettore scrive:
26 Dicembre 2007 alle 20:08
lettore scrive:
26 Dicembre 2007 alle 20:06
lettore scrive:
26 Dicembre 2007 alle 20:03
lettore scrive:
26 Dicembre 2007 alle 20:01
lettore scrive:
26 Dicembre 2007 alle 19:58
Scusate se mi intrometto ancora ma le ultime mi dicono che c’è ancora bisogno di sangue per il nostro concittadino Bruno Tocco domani chi è libero si recchi in un centro di prelievo e faccia quello che si sente di fare GIOVANNI ve ne sarà grato