Il nuraghe “Su Sonadori”. Io non l’ho mai visto e tu?

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Qualche giorno fa, Giulio, un nostro compaesano ha mandato un email alla redazione del blog, veramente interessante.

Nel 1994 iniziarono gli scavi, in località S’Acqua Cotta a Villasor, che portarono alla luce il complesso nuragico Su Sonadori. Si tratta di un Nuraghe a torre singola a cui si aggiunsero successivamente altre costruzioni, che si pensa fossero state dapprima delle semplici capanne e solo successivamente vennero sostituite da costruzioni in pietra. In un epoca ancora successiva vennero erette delle mura perimetrali che originarono un complesso nuragico strutturato, anche se non conforme con i nuraghe di tipo complesso.

Dagli studi è emersa una forte correlazione con l’economia agro-pastorale, mostrando come questo edificio fosse utilizzato per lo stoccaggio delle derrate alimentari, specie durante l’Età del Bronzo Recente (circa 1300-1150 a.C.). In epoca Romana, dopo il crollo di alcune parti, il complesso nuragico venne sfruttato come abitazione rurale.

Ma tornando all’email, Giulio mi informa dell’esistenza di alcuni studi che collegherebbero alcuni Nuraghe con lo studio dei moti stellari e di altri eventi astronomici. Una sorta di osservatori astronomici del tempo.

Mi piacerebbe sapere da voi lettori due cose:

  1. in quanti, come me, non hanno mai visto questo nuraghe?
  2. e se vi piacerebbe che questo “Monumento Storico” venisse valorizzato un pò di più?

Grazie a Giulio che ci ha proposto l’argomento, che ci ha inviato numerose informazioni a riguardo e ha recuperato pure il materiale fotografico.

By admin

172 Commenti a “Il nuraghe “Su Sonadori”. Io non l’ho mai visto e tu?”

  1. admin scrive:

    Abbiamo raggiunto i 1000 commenti!

  2. Un_Altro_Frau scrive:

    E inzarasa toccada a festeggiai!!!
    Su spumanti du teneusu?

  3. admin scrive:

    Attezione al tappo…
    1…
    2…

    Poooooooooo!

    Cessu su lampadariu da nonna…
    niente da fare… segau

    Cin Cin!

  4. Paolo Pillitu scrive:

    Sapevo dell’esistenza di diversi siti nuragici ma non li ho mai visti.
    Vorrei chiedere a Giulio quali sono le fonti che assocciano questo complesso nuragico con la materia astronomica. Tutto molto interessante.
    Giulio se puoi nei commenti inserisci altre informazioni, soprattutto la sdrada per arrivarci.

    @ Admin e Un_altro_Frau
    Deu oberru su biu nieddu ca imbriagada primusu!

  5. Mah! scrive:

    @ Admin

    Io non l’ho ancora visto purtroppo e ne ignoravo l’esistenza! Non sapevo dell’esistenza di questo nuraghe quindi immagino non sia valorizzato per nulla… oppure sono io palesemente ignorante in materia… :-)… credo proprio la seconda!
    Cosa intendi per valorizzarlo un po di piu?

  6. Mah! scrive:

    @ Paolo

    “Il nuraghe Su Sonadori, è ubicato nella regione di S’Acqua Cotta, a circa 12 chilometri dal paese, nei pressi della Sorgente termale di “s’Acqua Cotta”, che si raggiunge uscendo da Villasor verso Villacidro sulla S.S. 196. Dopo aver percorso 11 km. si trova un bivio a sinistra che indica Vallermosa, si svolta e si percorre circa 1 km.; subito dopo il corso d’acqua Pixina Longa si troverà un’altra deviazione a sinistra, si percorrono qualche centinaio di metri e si troveranno sulla sinistra le Terme.”

    Da un sito

  7. Mah! scrive:

    “Il nuraghe in origine era formato da un’ unica torre, con intorno delle capanne. che poi furono inglobate nell’edificio grazie alla costruzione di una muraglia che contornava il tutto: si formò così un edificio complesso esalobato, con sei torri ai vertici e la torre principale al centro. I reperti recuperati durante lo scavo del 1994 permettono di datare l’edificio al 1300-1150 a.C., nell’Età del Bronzo Recente. Il luogo fu abbandonato per circa un millennio, poi durante il periodo romano venne nuovamente occupato per alcuni secoli da un’abitazione rurale costruita a Nord del monumento.”

    Sempre dallo stesso sito

  8. Mah! scrive:

    http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=21548&v=2&c=2565&c1=2617&visb=&t=1

    Andate a questo indirizzo

  9. massimiliano scrive:

    o Giugliu non ti fadia aicci aculturau … lampu!

    prima le stelle e ora i nuraghe … complimenti

    ed io che pensavo che avevi pochi capelli
    perché ti era finita la materia grigia.
    ti chiedo umilmente scusa.

    Comunque visto la tua cultura perché il nome “su sonadori”?
    … itta fianda sonausu cussusu che danti scropettu ?

  10. massimiliano scrive:

    o giugliu … mah! ita teisi unu fradi prusu aculturau de tui ?

    o mamma mia de su scielu … no bastada unu ?

    :smile:

  11. Un_Altro_Frau scrive:

    Io lo conosco da parecchi anni, forse meriterebbe un po’ più di attenzione, il problema è che forse è rimasto poco da vedere, solo pochi filari di pietre, non so se perché necessiti di ulteriori scavi o perché delle strutture originali sia rimasto ben poco.
    Parlando di cose che molti non hanno mai visto, che ne dite dell’interno del castello? Non del cortile interno, delle stanze.
    Oggi c’era una visita guidata ai monumenti di Villasor, (il castello, il convento dei cappuccini con l’annessa chiesa di Sant’Antioco e la chiesa parrocchiale) e le “poche” persone accorse hanno avuto la possibilità di accedere e visionare anche i vani interni del castello (con tanto di guida).
    La cosa che mi ha colpito di più, oltre al numero delle persone presenti, poche, è stata la totale assenza dei giovani, con i miei 32,6 anni ero il più giovane!!!
    Forse la manifestazione non è stata pubblicizzata abbastanza, anch’io l’ho scoperto casualmente, ma sicuramente è stata un’occasione persa per molti.

  12. admin scrive:

    @ Mah!

    Mi chiedi cosa intendo per valorizzarlo di più?

    Parlarne e toglierlo dall’oblio è un ottimo passo avanti. Poi tutto quello che ne potrà venire di buono in futuro non lo so. So che quello che possiamo fare noi è parlarne. Magari possiamo chiedere alla Neonata Pro Loco di “adottarlo” per far in modo che se parli ancora un pò di più.

    Un passo oggi, un passo domani… e un pò di fortuna; sono tutto quello che auguro al nuraghe.

  13. admin scrive:

    @ UnAltroFrau
    azz!

    Me la sono persa non ne sapevo niente. per dindirindina…

  14. Mah! scrive:

    mi deludete cari admin e UnAltroFrau
    vuol dire che non avete letto l’illustrissimo commento
    di nostro fratello massimiliano
    http://www.villasor.net/blog/seminario-su-i-servizi-di-orientamento-al-lavoro/#comment-963

    poco attenti o dovrei dire poco … e basta

  15. admin scrive:

    @ Mah!

    Tu ci sei andato?

  16. Paolo Pillitu scrive:

    Ho capito qual è il nuraghe. Lo conosco. Quando ero piccolo e andavamo a prendere l’acqua in s’Acqua cotta mi avvicinavo spesso a giocare.
    Inizialmente pensavo fosse un’altro nuraghe di cui ho solo sentito parlare.

    @ Un_altro_Frau
    Sa prossimotta candu scisi cosasa diaicci scriiddasa in su blog!

  17. Mah! scrive:

    certo mica sono come voi Bla! Bla! Bla!

    o devo dire parole … parole

  18. admin scrive:

    @ a Mah!

    Se fossimo alle medie ti direi: ci vediamo all’uscita!

  19. Mah! scrive:

    per così poco,

    e se fosse un nuraghe intero?

  20. admin scrive:

    @ Mah!

    verrai alla prossima pizzata?

  21. Un_Altro_Frau scrive:

    oh Mah…
    …Mah bai a ca..i!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Forse è meglio se dici NIENTE invece di poco!
    Cos’è? Il mondo ce l’ha con te o tu ce l’hai con il mondo?
    Per fortuna non sei come noi (e noi non siamo come te).
    Ci sarebbe poco da essere felici.
    Non mi piace il tuo modo di porti con gli altri, alla perenne ricerca dello scontro.
    Sappi che i tuoi commenti da ora in poi non verranno nemmeno presi in considerazione da me, quindi scrivi pure quello che ti pare non avrai altre risposte da parte mia oltre a questa.
    Vai a lezione dal fratello Massimiliano e cerca di vedere il mondo con occhi diversi.
    Pace e Arcobaleno

  22. L'osservatore scrive:

    INIZIO CON RINGRAZIARE ADMIN PER L’ARTICOLO
    non mi aspettavo venisse proposto così rapidamente…

    ho massimilliau tapu surprendiu… miga ci odi meda piusu po essi acculturausu

    QUESTO E SOLO UN PICCOLO ASSAGGIO SUI NURAGHI E L’ASTRONOMIA

    LE TORRI DEL CIELO
    di Vittorio Di Cesare

    l’Astronomia n. 58 (settembre 1986) pp. 13-19

    Trasferito in Sardegna nel 1819 per le sue idee liberali, il marchese Alberto Ferrero della Marmora, fratello del più noto Alessandro, fondatore del corpo dei bersaglieri, annoiato dalla monotona vita di guarnigione, accettò di buon grado di redigere per il vicerè sabaudo una carta 1:250.000 dell’isola. Il lavoro fu estenuante, tuttavia gli permise di studiare con attenzione i monumenti archeologici locali e di descriverli in quel Voyage en Sardaigne che diventerà una pietra di base dell’archeologia sarda.

    Ebbene, studiando i NURAGHI, la Marmora ebbe un dubbio. Come l’abate Peyron, uno studioso del ‘700 che lo aveva preceduto nell’analisi di questi monumenti misteriosi, era d’accordo nel dire che se una famiglia minacciata da un pericolo si fosse rifugiata in un nuraghe insieme alle proprie greggi, più che il nemico la poca luce a disposizione e l’insufficiente aerazione, avrebbe ucciso quella gente come “…Ugolino nella torre”.

    Se sulla sommità dei NURAGHI si fosse poi concentrata l’ultima difesa, ciò non avrebbe permesso agli assediati di resistere a lungo agli assalti del nemico. Una volta incendiato il villaggio che di solito circondava il nuraghe con le sue casupole di legno, il fumo e l’arsura avrebbero fatto capitolare in breve tempo i difensori. Nonostante questi dubbi l’archeologia ritiene scontato che i nuraghi altro non sono che costruzioni militari di un popolo guerriero dell’età del Bronzo.

    Se ciò può essere valido per quelli polilobati di Santi Antine, di Barumini, di Losa, di Orrobiu, chiaramente fortificati (forse nel V secolo a.C.) per moltissimi altri quest’affermazione sembra davvero incredibile. Bui, privi di sfiatatoi fumari, l’assenza completa delle tracce di abitazione, come resti di cibo o di stoviglie coeve, rendono difficile credere ad un loro uso abitativo. Recenti studi condotti da alcuni ricercatori sardi stanno tuttavia minando questa convinzione. Si sta facendo strada infatti la possibilità che questi monumenti caratteristici della Sardegna sono invece LEGATI A CULTI SOLARI ed ASTRALI, non escludendo un loro utilizzo come OSSERVATORI ASTRONOMICI.

    Giulio Matta

  23. Un_Altro_Frau scrive:

    @Paolo
    L’ho scoperto venerdì sera, giai du scisi ca deu immui seu sparadesu e molte volte queste cose mi sfuggono, solitamente le vedevo “appese” da qualche parte a Villasor, iasta deppi essi tui a mi avvisai!
    Non ho pensato di metterlo sul blog, quando non sono a lavoro per collegarmi ad internet uso un telefonino e tengiu sempri unu ogu al contatore per vedere se ho esaurito la soglia in mb per la navigazione gratuita e anche se passo dal blog magari do uno sguardo veloce e scrivo qualche fesseria al volo.
    La prossima volta che mi vedi donami una surra diacci sa prossim’otta non mi du scaresciu.
    Comunque per chi ha la possibilità di collegarsi ad internet, vi consiglio di dare un’occhiata al sito del comune di tanto in tanto (Giuseppe ha messo anche il link nei BlogRoll), di solito li ci sono sempre i volantini delle manifestazioni.

  24. Un_Altro_Frau scrive:

    Piùintosto, la de non sindi scaresci che dal 14 dicembre al 10 gennaio, sempre al castello, c’è THE VILLASOR FACTORY
    http://www.comune.villasor.ca.it/2007/vfactory.jpg
    Avete quasi un mese di tempo quindi non ci sono scuse, toccada a doi andai, in più avete l’occasione per vedere il castello dall’interno, la mostra si trova al primo piano del castello (almeno aicci m’anti nau oi).

  25. L'osservatore scrive:

    @ Paolo

    Mah! e stato molto chiaro come arrivarci

    per quanto riguarda “SU SONADORI” non so se il nostro nuraghe sia anchesso
    legato all’astronomia…
    ma dagli studi su diversi nuraghi sparsi in Sardegna e emerso proprio questo legame con l’Astronomia…
    quindi il mio intento e spronare chi di competenza a rivalorizzare questa TORRE sorrese e perché no magari riaprire gli scavi… etc…

    vedete la mia passione per l’astronomia dura da 15 anni ho letto e osservato tantissimi eventi e quando un carissimo amico (colui che mi trascinò in questa passione) mi fece leggere l’articolo di cui ne ho riportato una piccola parte sopra incominciai a ricercare tutto ciò che riguardava I NURAGHI e come venivano utilizzati a suo tempo…

    non sono di certo un’esperto, anzi mi ritengo nel gergo un Neofilo…
    nel mio piccolo quello che so, lo posso mettere a disposizione dei curiosi…
    chissà non vi appassionate pure voi all’Astronomia o Archeoastronomia.

    Un_Altro_Frau

    asbiu ADMIN mi ciadi carvau unu articulu fenomenali…

    immui podeusu tastai su campu po scuperi atrusu appassionausu.

    g.m.

  26. Un_Altro_Frau scrive:

    Oh Giulio, e della pintedera cosa mi dici? Da poco ho letto da qualche parte che molto probabilemente non veniva usato come stampo per il pane (o come logo di una banca :) ) come si pensava, ma potrebbe trattarsi di un calendario, hanno individuato delle similitudini con un calendario astronomico celtico.
    Ndi scisi cancua cosa?

  27. L'osservatore scrive:

    (segue il precedente articolo riportato sopra)

    LE TORRI DEL CIELO
    di Vittorio Di Cesare

    l’Astronomia n. 58 (settembre 1986) pp. 13-19

    La civiltà nuragica

    A sostegno di queste ipotesi vengono gli studi condotti da due antropologi, C. Maxia e L. Fadda, i quali concordemente ad alcune osservazioni fatte dal professor Edoardo Proverbio, dell’Istituto di Astronomia dell’Università di Cagliari, hanno evidenziato dati interessanti circa l’architettura e l’orientamento dei nuraghi come di altri monumenti megalitici sardi, dati che indicherebbero un loro uso totalmente diverso da quello proposto fino ad ora. Ma procediamo con ordine. La convinzione che i nuraghi servirono a fini militari nacque fin nell’Ottocento dalla constatazione che la società agro-pastorale isolana, dominata dai capi tribù, doveva conoscere una certa conflittualità a causa dei contrasti esistiti da sempre tra nomadi (i pastori) ed i sedentari (gli agricoltori).

    Sembra certo però che il popolo dei nuraghi periodicamente osservasse una tregua, durante la quale si radunava in santuari come quello di Santa Vittoria di Serri, per celebrare feste sacre nelle quali doveva giocare un ruolo importante lo scambio commerciale. Databili cronologicamente tra il 1875 a.C. ed il IV secolo a.C., i nuraghi dovevano essere quindi dei veri punti di riferimento dei clan i quali, in molti casi, attorno ad un nuraghe antico costruirono i loro villaggi. Osservando uno di questi centri addossati ad una torre ciclopica, si è impressionati dalla potenza emanata dal “mastio” fortificato, che ricorda certe costruzioni megalitiche del nord Europa e dell’area egea. Ma ce ne sono altri di tipo diverso. Sparsi un po’ dovunque in Sardegna (se ne contano più di 8000!) s’incontrano nuraghi isolati sugli altipiani, sui passi montani o all’incrocio di importanti nodi stradali.

    Indubbiamente molte di queste torri ciclopiche erano collegate a vista tra loro. Basti pensare che dal nuraghe di Santi Antine se ne vedono chiaramente altri 18 (il custode afferma però che se ne possono contare 30), il che fa credere ad un efficace sistema di segnalazione. Ma sono alcune loro caratteristiche strutturali quali feritoie, passaggi obbligati, rifasci murali e garitte interne ricavate nello spessore dei muri che fanno pensare ai nuraghi come a testimonianze di un popolo guerriero.

    In realtà quest’impressione cade se si considera che in alcuni casi quei rifasci possenti (per ammissione degli stessi archeologi) sono di epoca tarda, cioè del V secolo a.C., quando il popolo dei nuraghi in seguito alle invasioni fenicio-puniche, cercò realmente di trasformare alcuni nuraghi in strumenti di difesa. Fu un lavoro inutile in quanto nel 534 a.C. la civiltà dei nuraghi scomparve o si diede alla macchia, sommersa dalla superiorità numerica e tecnica dell’esercito punico. Anche in epoca romana queste torri non servirono militarmente poiché, come scrivevano gli storici Zonara e Pausania, a quell’epoca gli ultimi guerrieri sardi “si ritiravano in luoghi occulti e boscosi difficili a trovarsi”. Il che dimostra come questo popolo s’era dato alla guerriglia. È comunque interessante notare che all’interno dei nuraghi qualche volta furono rinvenute statuette votive ed oggetti connessi a culti fenicio-punici o alle romane dee Demetra e Core, equivalenti del culto delle messi e della primavera. Ciò fa pensare che i nemici del popolo dei nuraghi tennero sempre in buon conto questi monumenti rappresentando forse qualcosa di meno terreno di una costruzione per la guerra.

    continua…

    g.m.

  28. Un_Altro_Frau scrive:

    Sicuramente i nuragici ne sapevano due righe di astronomia…
    … più di 1 anno fà ho assistito ad un’incontro nella biblioteca di Villasor, tra gli interventi ce n’era stato uno del comandante Giangiacomo Pisu sulla marineria dei nuragici. Aveva presentato un suo libro (I porti nuragici e Shardana, che vi consiglio vivamente) e proposto alcune ipotesi sull’utilizzo di molti dei nuraghe costieri, praticamente ha ipotizzato, con tanto di dimostrazione pratica, che per la loro disposizione e sfruttandone l’allineamento, potevano essere usati come fari. Inoltre descrivendo le rotte seguite dalle flotte aveva ipotizzato delle conoscenze astronomiche molto avanzate.

  29. L'osservatore scrive:

    NO! mai sentito della “pintedera” ma è sicuro che faccio delle ricerche per saperne di più…

  30. geosat 5 scrive:

    pintedera sorella di bisena

  31. geosat 5 scrive:

    Luna: satellite terrestre che, come dice il nome, sorge un’ora dopo la mezzanotte.

  32. geosat 5 scrive:

    Quand’ero giovane volevo fare l’astronauta.
    Sognavo un atterraggio morbido su Venere.

  33. geosat 5 scrive:

    Due amici passeggiano di notte nel bosco. Ad un tratto dice il primo: “Hai visto? Un ufo”. E l’altro: “Ma che dici! Era un gufo!”. E il primo: “Ah, e’ vero. Non avevo visto la g…”

  34. L'osservatore scrive:

    mi sa che se aterri su Venere tabrusciasa,

    ti informo che su Venere e presente una densa atmosfera spessa 65 chilometri; la pressione a livello della superficie è pari a circa 90 volte quella della Terra. L’atmosfera è composta principalmente da anidride carbonica (97%), e in quantità minori da acido solforico, azoto e gas nobili. L’ossigeno è assente. L’elevatissima temperatura (attorno ai 480 °C) creata dall’effetto serra presente sul pianeta non permette la presenza di acqua allo stato liquido, e quindi di vita.

  35. geosat 5 scrive:

    L’uomo spaziale torno’ da Venere con una malattia del luogo.

  36. geosat 5 scrive:

    Un uomo sulla Luna non sara’ mai interessante quanto una donna sotto al Sole

  37. L'osservatore scrive:

    (segue il precedente articolo riportato sopra)

    LE TORRI DEL CIELO
    di Vittorio Di Cesare

    l’Astronomia n. 58 (settembre 1986) pp. 13-19

    L’orientamento dei nuraghi

    Indubbiamente gli elementi per credere ad una particolare orientazione dei nuraghi ci sono. Se Alexander Thom analizzando diversi monumenti megalitici della Gran Bretagna e della Francia trovava che per costruirli era stata usata un’unità di misura (la Yarda megalitica) pari a 0,830-0,829 metri, Maxia e Padda trovano che i costruttori dei nuraghi utilizzarono a loro volta una misura compresa tra 0,8309 e 0,8321 metri! Non sono dati casuali. Queste cifre sono infatti il risultato di 300 osservazioni effettuate su 107 nuraghi. Anche il loro orientamento pare non essere casuale; ci riferiamo all’orientamento delle aperture d’accesso, che generalmente sono le sole aperture del nuraghe. Maxia e Proverbio trovano infatti che questo orientamento corrisponde agli azimut astronomici calcolati del sorgere e del tramontare degli astri più vividi dell’emisfero a noi visibile “…relativamente alle epoche 2000 a.C., 1000 a.C. e 0 anni della era attuale e corrispondente alla latitudine boreale di 40°…”. In altre parole, un certo numero di nuraghi presi in esame sono orientali verso stelle molto luminose, come Sirio (α Cane Maggiore) e Rigel (β Orione).

    Da qui dunque, la convinzione che queste torri potevano essere legate a culti astrali e solari, specie se si prendono in esame anche gli altari che si trovano nei pressi di questi megaliti. Alcuni di quelli posti ancora nella loro posizione originaria sembrerebbero orientali verso il punto in cui sorge il Sole al solstizio estivo, come nel caso dell’altare in zona “Castaleri” (Ghilazza), o i due posti rispettivamente in località “Pispisu” (Abbasanta) e “Riu” (Aidomaggiore). Per qualcuno può essere difficile comunque credere che popoli dell’età del Bronzo avessero necessità tali da scegliere con esattezza l’orientamento di questi “templi-fortezze”. Per capire allora quali regole governavano questo popolo potrebbe essere sufficiente adottare un processo di analogia storica, cioè – come ha scritto il professor Pallottino “…quel criterio elementare - troppo spesso trascurato - di giudicare gli avvenimenti di un passato oscuro e nebuloso con la stessa concretezza e con la stessa logica con cui si giudicano fatti di epoche e di civiltà storicamente ben conosciute…”.
    I calendari di Ebla

    Non possiamo dimenticare cioè che fin dal suo apparire sulla terra l’uomo si preoccupò sempre di mettere in relazione il tempo ed il moto degli astri. Dalle prime notazioni lunari su ossa dell’età della pietra alla compilazione dei primi calendari la strada fu costellata di esperimenti e già 3000 anni prima della nascita di Cristo c’erano popoli che avevano ottenuto risultati eccellenti in questa ricerca. Ad Ebla, una città semitica databile al 3500 a.C., riportata in parte alla luce dalla missione archeologica del professor Matthiae a Tell-Mardikh, in Siria, sono stati scoperti di recente calendari lunari che dividevano l’anno in 12 mesi. In questa città si usavano addirittura due calendari, quello “vecchio”, a carattere agricolo, in vigore sotto i regni di Igriš-Halam ad Ebrium, e quello “nuovo”, più tecnologico, introdotto da re Ibbi-Sipiš.

    Da questi calendari lunari emerge che già 2600-2200 anni prima di Cristo i mesi dell’anno avevano nomi ben definiti quali “il mese della semina”, “il mese delle greggi”, “il mese del raccolto”, “il mese delle processioni” e, purtroppo per loro, “il mese delle tasse”, nomi che danno il senso esatto dello scorrere del tempo in base ai ritmi della vita della comunità.

    La stessa cosa accadeva in Europa, nonostante qui le popolazioni dell’età del Bronzo non conoscessero la scrittura. I Celti, ad esempio, fino in epoca romana basarono la misura del tempo sulla Luna dividendo l’anno in una stagione calda ed in una fredda. Per questo in Irlanda l’inizio dell’anno era determinato dalla festa di Samain (il primo novembre), data nella quale terminava la stagione dei pascoli, si radunavano le mandrie e le greggi. Attorno al primo maggio cadeva poi la festa del fuoco (Beltane), l’inizio cioè della stagione calda nella quale le mucche e le pecore erano portate al pascolo comune.

    E’ stato obiettato che il sistema di basare la divisione del tempo sull’osservazione lunare o con il computo delle eclissi poteva risentire della variabilità delle condizioni meteorologiche. A prescindere dal fatto che nell’età del Bronzo il clima mediterraneo era più asciutto dell’attuale, la molteplicità dei nuraghi, come dei circoli megalitici nord-europei, fa pensare alla possibilità che gli antichi osservatori si comportassero come quel re di Assur il quale, non potendo osservare un’eclissi oscurata dalle nubi, mandò messi a Babilonia, ad Erech e a Borsippa per chiedere se lì era stata possibile l’osservazione.

    Insomma, ogni popolo, da un estremo all’altro della terra, aveva la vitale necessità di sapere quale fosse il momento per compiere determinate azioni dalle quali dipendevano la vita delle loro comunità. Al contrario, in quale modo il popolo dei nuraghi avrebbe potuto “sapere” qual era la data del grande raduno se la loro civiltà non possedeva nessun calendario comune? Per ora le ipotesi dei tre studiosi sardi possono dare una risposta soddisfacente a queste domande. Lontano dall’essere “torri del silenzio” (costruite cioè per deporvi i cadaveri) o torri di guerrieri dalla dubbia saggezza strategica, i nuraghi acquisterebbero così l’identità di capisaldi della ierocrazia del clan necessari a controllare lo scorrere del tempo, legandone l’architettura agli astri con giochi di luci e di ombre calibrate in modo che il nuraghe fosse il sacrario di un cosmo forse incomprensibile ma vitale.

    È stato osservato infatti che dal foro apicale di due nuraghi, l’Alga di Abbasanta ed il Biriola di Aidomaggiore, l’8 giugno alle ore undici solari, il Sole riflette all’interno un raggio il quale finisce la sua corsa illuminando una delle nicchie ricavate nei muri ciclopici. L’ipotesi che questo effetto fosse voluto per illuminare un feticcio di divinità o lo stesso sacerdote con risultati scenografici immaginabili è davvero suggestiva. Ipotesi o realtà, resta il fatto che esistono altre prove che ci convincono della “fedeltà” di questo antico popolo al Sole, alla Luna ed agli astri, ai quali innalzò altari che esprimono una devozione che va oltre alla sola speculazione religiosa. E la “rampa di Monte d’Accodi” è l’ennesimo esempio di altare costruito per far assistere una folla immensa all’annuale rito di questa fede nel cosmo.

    continua…

  38. L'osservatore scrive:

    (segue il precedente articolo riportato sopra)

    LE TORRI DEL CIELO
    di Vittorio Di Cesare

    l’Astronomia n. 58 (settembre 1986) pp. 13-19

    Monte d’Accodi

    Procedendo sulla strada che porta a Sassari, a qualche chilometro oltre Porto Torres un cartello segnaletico indica Monte d’Accodi. È difficile immaginare in questa piana un’altura qualsiasi; invece, immersa nell’aria arroventata dal Sole, ad un tratto ecco che diventa visibile una gibbosità del terreno la quale, mano a mano che ci si avvicina di più, assume le caratteristiche di una rampa artificiale di terra. È praticamente un piano inclinato lungo circa 75 metri, la cui parte più alta si trova a 10 metri sul livello della pianura.

    Una rampa d’accesso porta verso il punto più alto, mentre tutt’attorno alla collina artificiale si ritrovano altri elementi archeologici legati ad un culto antichissimo.

    Tutto qui parla di sacralità. Dai tre menhir (dei quali uno in calcare bianco ed uno in arenaria rossa), all’altare sacrificale posto in cima alla rampa; da quella strana pietra sferica levigata dall’uomo e costellata di coppelle nei pressi della rampa (foto a lato), ai resti di capanne che testimoniano l’esistenza di un villaggio fantasma un tempo abitato forse dai celebranti, ai resti dei pasti sacri, delle macellazioni massicce di bovini, alle immagini di divinità infrante ritualmente, tutto qui fa pensare ad un’importante area culturale legata, come dicono alcuni archeologi, al Sole e alla Luna.

    Il colore stesso dei due monoliti - è stato detto - ricorda quello dei due corpi celesti per i quali dal 1850 al 1600 a.C., nel periodo cioè in cui si affermarono le culture di Filigosa - Sos Lachedolos (1850-1700 a.C. circa) e di Abealzu (1750-1600 a.C.), i sacerdoti fecero ecatombi di animali su quest’altare gigantesco ottenuto con migliaia di metri cubi di terra contenuta tra “scarpe” di pietre ciclopiche.

    E’ l’ennesima testimonianza del tributo alla luce che permea quest’isola persino nelle sue notti stellate, da un popolo che voleva ingraziarsi divinità alle quali dovevano la vita e non solo filosoficamente. Persino la presenza di quelle coppelle su questo come su altri altari preistorici sardi, ricorda un tentativo primitivo di riprodurre il cielo stellato.

    In altre parti d’Europa, a Kilmartin, a Temple Wood o a Long Meg in Inghilterra, per fare un esempio, esistono monumenti megalitici costellati a loro volta da miriadi di coppelle le quali, è stato scoperto, non furono mai destinate a contenere liquidi. I Gallesi chiamano queste pietre “le pietre degli enigmi”. Ed in realtà è un nome azzeccato per descrivere testimonianze di fedi perdute legate, come Monte d’Accodi, ad un universo che per l’uomo comune moderno non rappresenta più niente al di fuori di un probabile scenario per guerre stellari reali od immaginarie.
    La luna nel pozzo

    Il mondo dei nuraghi non è dunque un fenomeno a se stante. Accanto a queste torri si ritrovano altre infrastrutture come i “pozzi sacri”, che fanno pensare ad un uso esclusivamente religioso di queste aree. In tutta la Sardegna esistono una trentina di questi pozzi. Costruiti tra il XII ed il X secolo a.C., furono anch’essi connessi con il dualismo terra-acqua, maschile-femminile e vita e morte. Ed ancora una volta l’archeoastronomia pare dare conferma a queste supposizioni.

    Analizzando l’architettura di questi pozzi si nota ancora una volta una correlazione con gli astri, quasi fosse stata una preoccupazione costante dell’uomo “sposare” cielo e terra per avere la sicurezza dell’immutabilità del tempo.

    Da misurazioni effettuate dal Maxia sul pozzo di Santa Cristina di Paulilatino (Cagliari) risulterebbe che la Luna, all’epoca della sua massima declinazione, almeno una volta all’anno si specchia per qualche momento nel pozzo. Ciò è possibile in quanto un osservatore posto sul lato nord dell’interno del pozzo, che era ricavato in una cella sotterranea dalla volta forata, può guardare attraverso questa apertura con una visuale che è proprio pari alla minima distanza zenitale che la Luna può raggiungere alla latitudine del pozzo di Santa Cristina.

    Sono state effettuate altre misurazioni in pozzi simili, quali il pozzo di Santa Vittoria di Serri, e nonostante che lo stato di conservazione di questi monumenti non sempre sia originale, si hanno conferme alla supposizione che l’architettura dei pozzi era voluta apposta per “legare” l’acqua alla Luna in un simbolico accoppiamento.

    Indirettamente questo legame lo confermarono proprio coloro che posero fine alla civiltà dei nuraghi. I Romani, sempre pronti ad accettare la religione dei popoli sottomessi, dedicarono, come abbiamo detto, alla dea Demetra e Core questi luoghi. Era un’associazione voluta. Demetra era la dea della fecondità della terra ed aveva relazione con il lavoro che spreme da essa l’alimento e la vita.

    Demetra aveva una figlia, Core, rapita - diceva la leggenda - da Plutone, il dio dei morti, mentre la giovanetta coglieva fiori presso la fontana Aretusa. Demetra corse allora in cerca della figlia non prima di aver inaridito la terra con una maledizione. Ma il genere umano fu salvato dalla morte sicura per intercessione di Giove il quale fece riavere la figlia a Demetra per soli otto mesi all’anno: primavera ed estate!

    Come si vede questa favola mitica condensa significati antichi come il mondo e comuni a molte altre religioni. Sole, Luna , terra, acqua, simboli universali della vita e della morte ricorrono troppo spesso in questa storia per dire che tutto è casuale, inventato. Si fa dunque strada la convinzione che il popolo dei nuraghi fu meno barbaro e guerriero di quanto si pensa e che anzi ebbe una visione ben precisa della vita e dei cicli che la governavano. Ciò gli permise senza dubbio di sopravvivere (prima della sua fine avvenuta per mano di altri uomini) in tempi difficili utilizzando quanto la natura gli aveva posto a portata di mano e… degli occhi.

    Nonostante non potesse capirne ancora la grandezza, prese forse il cielo come guida, come riferimento necessario a dargli la sicurezza che il microcosmo terreno, al quale era legato indissolubilmente, fosse anch’esso immutabile; rendendo la vita più sopportabile; dando ad essa, per riflesso, il senso dell’eterno.

    L’articolo tratto da L’Astronomia e stato pubblicato pure in Internet a questo indirizzo…

    http://www.antiqui.it/archeoastronomia/nuraghi.htm

  39. L'osservatore scrive:

    @ ADMIN

    ovviamente non so se nei commenti dove riporto l’intero articolo, può essere pubblicato anche nel Blog…

    quindi admin se non si può, provvedi a cancellarli e lascia soltanto l’indirizzo dove posso leggere l’intero articolo che riporto pure in questo commento…

    http://www.antiqui.it/archeoastronomia/nuraghi.htm

  40. Geosat 5 scrive:

    @ l’0sservatore
    ma assunotti no dromisi penzendu ais’alienusu

  41. Mah! scrive:

    @ Tutti

    Mi sa che qualcuno sta usando il mio stesso nick per rovinarmi la reputazione con tutti! E so pure chi è! Comunque il mio penultimo commento prima di questo è stato:

    “Mah! scrive:

    2 Dicembre 2007 alle 19:55
    http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=21548&v=2&c=2565&c1=2617&visb=&t=1

    Andate a questo indirizzo”

    P.S. A quel testa di cavolo che usa il mio nick: qual’è il problema? Ci sei rimasto male perchè ti ho messo in evidenza la realtà nuda e cruda?

  42. Mah! scrive:

    @ Tutti

    Mi sa che qualcuno sta usando il mio stesso nick per rovinarmi la reputazione con tutti! E so pure chi è! Comunque il mio penultimo commento prima di questo è stato:

    “Mah! scrive:

    2 Dicembre 2007 alle 19:55
    http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=21548&v=2&c=2565&c1=2617&visb=&t=1

    Andate a questo indirizzo”

    P.S. A quel testa di cavolo che usa il mio nick: qual’è il problema? Ci sei rimasto male perchè ti ho messo in evidenza la realtà nuda e cruda? è comunque.. ci penso da solo a rovinarmi la reputazione non ho bisogno di te!

  43. Mah! scrive:

    @ Admin

    Per quanto riguarda ci vediamo fuori:
    il commento che ha avuto questa risposta non l’ho scritto io ma non avresti speranza lo stesso: da Sensei Vittorio sono andato prima di te… seu sbertidori nasciu…………………………………. scherzo!

    Comunque si, penso che ci sarò alla prossima pizzata: quand’è? Ricordo di aver letto in un post ma non riesco piu a trovarlo!

  44. admin scrive:

    @ Mah!

    Non ho speranze? Guarda chi è il mio secondo maestro

    http://it.youtube.com/watch?v=xRLg9eEI9oA

  45. admin scrive:

    @ Mah!

    e questa è la mia pivella

    http://it.youtube.com/watch?v=TClmjZkvOkU&feature=related

  46. Mah! scrive:

    Cazzadedda… He Man in persona! Mi dovro allenare ancora un bel po allora se voglio competere! comunque ho gia contatatto un’altro sensei che mi dovra allenare: guarda chi è

    http://it.youtube.com/watch?v=wIW3a1kfSPw

  47. Mah! scrive:

    @ Un_Altro_Frau

    No seu deu cussu ka aidi scrittu! Non ho mai crecato lo scontro con nessuno: ho l’enorme diffetto di dire sempre quello che penso e comunque non ho mai usato un’altro nick e parlato a nome di altri!

  48. Mah! scrive:

    Per quanto riguarda i nuraghi purtroppo i giovani pensano ad altro! Al giorno d’oggi non c’è molto interesse per queste cose a parte qyalche raro caso! Comunque sia ha ragione massimiliano quando dice che vengono organizzati in giorni impossibili! Non solo per chi lavora! A mio avviso molte cose le si organizzano solo esclusivamente per dire che son state fatte… se non siete venuti arrangiatevi! Non sono un gran appassionato di storia anzi, tutt’altro pero ogni tanto mi piacerebbe partecipare a questi tour invece di andare in giro per i soliti posti la domenica o il sabato pomeriggio!

  49. Mah! scrive:

    perché non la smetti impostore che non sei altro.

    Il vero Mah! direbbe a Un_Altro_Frau:
    siamo in un a paese libero e quindi scrivo quello che penso,
    non ho bisogno di falsi nick name per scrivere quello che penso
    asi cumprendiu ?

    Ma non essendo il vero Mah! ti manca il coraggio, coniglio!!!

    … a succhittu tia a pappai :smile:

  50. Mah! scrive:

    e gia gia gia gia… sono io o non sono io.. sarò io il vero mah o no! Poco divertente il tuo gioco: lo sarebbe se non sapessi chi sei! Gisto?? Comunque, vero mah o no se vuoi cambio nick ma continuerò a scrivere. Potrei usare anche quello che usi tu di solito! ma non di tengiu gana: scriverò sempre quello che penso a prescindere dal nick!

  51. Mah! scrive:

    e gia gia gia gia…
    sono io o non sono io…
    sarò io il vero mah o no!
    Poco divertente il tuo gioco … dell’oca
    scriverò sempre quello che penso a prescindere …
    e non cambierò il mio nick per un idiota come te

  52. L'osservatore scrive:

    fia unu pagheddu scinizzosu eizasara appu navigau in su blog finzasa a tantori da notti…anzi da chizzi…

    scherzo!

    ero a lavoro!

  53. Attila scrive:

    Quanta tensione.. state calmi ragazzi è parlate sull’argomento.. non riducete il blog a piccole scaramuccie tra di voi.

  54. Mah! scrive:

    Io non l’ho ancora visto purtroppo e ne ignoravo l’esistenza! Non sapevo dell’esistenza di questo nuraghe quindi immagino non sia valorizzato per nulla… oppure sono io palesemente ignorante in materia :-)

    Cosa si intende per valorizzarlo un po di piu?

  55. L'osservatore scrive:

    (segue il precedente articolo riportato sopra)

    LE TORRI DEL CIELO
    di Vittorio Di Cesare

    l’Astronomia n. 58 (settembre 1986) pp. 13-19

    Monte d’Accodi

    Procedendo sulla strada che porta a Sassari, a qualche chilometro oltre Porto Torres un cartello segnaletico indica Monte d’Accodi. È difficile immaginare in questa piana un’altura qualsiasi; invece, immersa nell’aria arroventata dal Sole, ad un tratto ecco che diventa visibile una gibbosità del terreno la quale, mano a mano che ci si avvicina di più, assume le caratteristiche di una rampa artificiale di terra. È praticamente un piano inclinato lungo circa 75 metri, la cui parte più alta si trova a 10 metri sul livello della pianura.

    Una rampa d’accesso porta verso il punto più alto, mentre tutt’attorno alla collina artificiale si ritrovano altri elementi archeologici legati ad un culto antichissimo.

    Tutto qui parla di sacralità. Dai tre menhir (dei quali uno in calcare bianco ed uno in arenaria rossa), all’altare sacrificale posto in cima alla rampa; da quella strana pietra sferica levigata dall’uomo e costellata di coppelle nei pressi della rampa (foto a lato), ai resti di capanne che testimoniano l’esistenza di un villaggio fantasma un tempo abitato forse dai celebranti, ai resti dei pasti sacri, delle macellazioni massicce di bovini, alle immagini di divinità infrante ritualmente, tutto qui fa pensare ad un’importante area culturale legata, come dicono alcuni archeologi, al Sole e alla Luna.

    Il colore stesso dei due monoliti - è stato detto - ricorda quello dei due corpi celesti per i quali dal 1850 al 1600 a.C., nel periodo cioè in cui si affermarono le culture di Filigosa - Sos Lachedolos (1850-1700 a.C. circa) e di Abealzu (1750-1600 a.C.), i sacerdoti fecero ecatombi di animali su quest’altare gigantesco ottenuto con migliaia di metri cubi di terra contenuta tra “scarpe” di pietre ciclopiche.

    E’ l’ennesima testimonianza del tributo alla luce che permea quest’isola persino nelle sue notti stellate, da un popolo che voleva ingraziarsi divinità alle quali dovevano la vita e non solo filosoficamente. Persino la presenza di quelle coppelle su questo come su altri altari preistorici sardi, ricorda un tentativo primitivo di riprodurre il cielo stellato.

    In altre parti d’Europa, a Kilmartin, a Temple Wood o a Long Meg in Inghilterra, per fare un esempio, esistono monumenti megalitici costellati a loro volta da miriadi di coppelle le quali, è stato scoperto, non furono mai destinate a contenere liquidi. I Gallesi chiamano queste pietre “le pietre degli enigmi”. Ed in realtà è un nome azzeccato per descrivere testimonianze di fedi perdute legate, come Monte d’Accodi, ad un universo che per l’uomo comune moderno non rappresenta più niente al di fuori di un probabile scenario per guerre stellari reali od immaginarie.
    La luna nel pozzo

    Il mondo dei nuraghi non è dunque un fenomeno a se stante. Accanto a queste torri si ritrovano altre infrastrutture come i “pozzi sacri”, che fanno pensare ad un uso esclusivamente religioso di queste aree. In tutta la Sardegna esistono una trentina di questi pozzi. Costruiti tra il XII ed il X secolo a.C., furono anch’essi connessi con il dualismo terra-acqua, maschile-femminile e vita e morte. Ed ancora una volta l’archeoastronomia pare dare conferma a queste supposizioni.

    Analizzando l’architettura di questi pozzi si nota ancora una volta una correlazione con gli astri, quasi fosse stata una preoccupazione costante dell’uomo “sposare” cielo e terra per avere la sicurezza dell’immutabilità del tempo.

    Da misurazioni effettuate dal Maxia sul pozzo di Santa Cristina di Paulilatino (Cagliari) risulterebbe che la Luna, all’epoca della sua massima declinazione, almeno una volta all’anno si specchia per qualche momento nel pozzo. Ciò è possibile in quanto un osservatore posto sul lato nord dell’interno del pozzo, che era ricavato in una cella sotterranea dalla volta forata, può guardare attraverso questa apertura con una visuale che è proprio pari alla minima distanza zenitale che la Luna può raggiungere alla latitudine del pozzo di Santa Cristina.

    Sono state effettuate altre misurazioni in pozzi simili, quali il pozzo di Santa Vittoria di Serri, e nonostante che lo stato di conservazione di questi monumenti non sempre sia originale, si hanno conferme alla supposizione che l’architettura dei pozzi era voluta apposta per “legare” l’acqua alla Luna in un simbolico accoppiamento.

    Indirettamente questo legame lo confermarono proprio coloro che posero fine alla civiltà dei nuraghi. I Romani, sempre pronti ad accettare la religione dei popoli sottomessi, dedicarono, come abbiamo detto, alla dea Demetra e Core questi luoghi. Era un’associazione voluta. Demetra era la dea della fecondità della terra ed aveva relazione con il lavoro che spreme da essa l’alimento e la vita.

    Demetra aveva una figlia, Core, rapita - diceva la leggenda - da Plutone, il dio dei morti, mentre la giovanetta coglieva fiori presso la fontana Aretusa. Demetra corse allora in cerca della figlia non prima di aver inaridito la terra con una maledizione. Ma il genere umano fu salvato dalla morte sicura per intercessione di Giove il quale fece riavere la figlia a Demetra per soli otto mesi all’anno: primavera ed estate!

    Come si vede questa favola mitica condensa significati antichi come il mondo e comuni a molte altre religioni. Sole, Luna , terra, acqua, simboli universali della vita e della morte ricorrono troppo spesso in questa storia per dire che tutto è casuale, inventato. Si fa dunque strada la convinzione che il popolo dei nuraghi fu meno barbaro e guerriero di quanto si pensa e che anzi ebbe una visione ben precisa della vita e dei cicli che la governavano. Ciò gli permise senza dubbio di sopravvivere (prima della sua fine avvenuta per mano di altri uomini) in tempi difficili utilizzando quanto la natura gli aveva posto a portata di mano e… degli occhi.

    Nonostante non potesse capirne ancora la grandezza, prese forse il cielo come guida, come riferimento necessario a dargli la sicurezza che il microcosmo terreno, al quale era legato indissolubilmente, fosse anch’esso immutabile; rendendo la vita più sopportabile; dando ad essa, per riflesso, il senso dell’eterno.

    L’articolo tratto da L’Astronomia e stato pubblicato pure in Internet a questo indirizzo…

    http://www.antiqui.it/archeoastronomia/nuraghi.htm

  56. Mah! scrive:

    mi deludete cari admin e UnAltroFrau
    vuol dire che non avete letto l’illustrissimo commento
    di nostro fratello massimiliano
    http://www.villasor.net/blog/seminario-su-i-servizi-di-orientamento-al-lavoro/#comment-963

    poco attenti o dovrei dire poco … e basta

  57. geosat 5 scrive:

    Due amici passeggiano di notte nel bosco. Ad un tratto dice il primo: “Hai visto? Un ufo”. E l’altro: “Ma che dici! Era un gufo!”. E il primo: “Ah, e’ vero. Non avevo visto la g…”

  58. geosat 5 scrive:

    Visto che vi interessate di astronomia, c’e qualcuno che capisce qualcosa di “BUCHI NERI”

  59. Io scrive:

    Si, dimmi! Cosa vuoi sapere di preciso sui buchi neri?

  60. Un_Altro_Frau scrive:

    Oh Luca, cosa fai? Prima lanci la pietra e poi nascondi la mano? Mah!

  61. Massimiliano scrive:

    ciao Luca P.,
    hai smesso di fare l’hacker?
    o il copia e incolla ? o meglio ctrl c e ctrl v

    ti sei risparmiato una formattazione gratuita :smile:

    ti voglio bene Massimiliano Eriu

  62. L'osservatore scrive:

    @ geosat 5
    se vuoi sapere qualcosa sui buchi neri
    (quelli che intendo io)

    clicca su questo link
    http://www.astronomia.com/2007/11/15/una-folla-di-buchi-neri/

  63. L'osservatore scrive:

    ha! ha! cassau…

  64. Jason scrive:

    Cessss.. mi seu scaresciu ka innoi cesti genti ka ndi scidi…. In genere il mio nick è questo… pero…mmmmm… pauleddu pauleddu mi paridi ka ndi scidi callincuna cosa…

    P.S. @ Massimiliano… mi avresti fatto un favore con la formattazione… cesti un’unu casinu aintru a custu PC… adessi ora da du torrai a formattai!

    Ciao a presto!

    Gianluca Piras

  65. Un_Altro_Frau scrive:

    Oh Jason, se vuoi premo CTRL+F13 e te lo sistemo io mediatastante il PC.
    Comunque Pauleddu non c’intra nudda, è stato un raggionamento scientiffico propiamente che ci ha portato alla di te persona! (Ceee cazzadedda!)

  66. IL VERO ATTILA scrive:

    PURTROPPO IN QUESTO POST C’E’ QUALCUNO CHE OGNI TANTO SI DIVERTE A SCRIVERE CON IL NOME DI ALTRI, MIO COMPRESO.

    “# Attila scrive:
    3 Dicembre 2007 alle 14:47

    Quanta tensione.. state calmi ragazzi è parlate sull’argomento.. non riducete il blog a piccole scaramuccie tra di voi.”

    VORREI FARTI SAPERE CHE NON MI DIVERTE PER NIENTE, E CHE LA SOSTITUZIONE DI PERSONA E’ UN REATO.

    VORREI FARTI SAPERE INOLTRE CHE NONOSTANTE TU METTA UN NOME ED UNA EMAIL DI FANTASIA, IL TUO INDIRIZZO IP E DI CONSEGUENZA L’ABBONAMENTO AL TUO PROVIDER SONO COMUNQUE RINTRACCIABILI.

    QUINDI TI PREGHERE DI FARE MENO LO SPIRITOSO, DI FARTI RICONOSCERE, DI INDICARE I COMMENTI SOTTO ALTRO NOME CHE HAI SCRITTO E DI CHIEDERE SCUSA, ALTRIMENTI MI VEDRO’ COSTRETTO A PRESENTARE UNA DENUNCIA AI CARABINIERI.

    GRAZIE, CIAO

  67. Jason scrive:

    @ Un_Altro_Frau

    Azzz…. mi son tradito.. è vero che ho usato con te lo stesso termine… pocaccia la miseriaccia….

    E io gia incolpando un’amico… aiaiaiaiaiaiaia!
    errore mio!

  68. Attila scrive:

    @ Attila

    “Fu l’ultimo e più potente re degli Unni in Europa, dove, dal 434 fino alla sua morte, governò un vastissimo impero che si estendeva dall’Europa Centrale al Mar Nero, e dal Danubio al Baltico, unificando - per la prima ed ultima volta nella storia - la maggior parte dei popoli barbarici dell’Eurasia settentrionale (dai Germani agli Slavi ai così detti Ugro-Finni).”

    UDITE UDITE: ATTILA IL FLAGELLO DI DIO È TORNATO CON NOI

    IL TUO È SOLO UN NICK USATO DA MIGLIAIA DI PERSONE. DENUNCIALE TUTTE QUANTE SE VUOI E SE HAI TEMPO DA PERDERE: BUONA FORTUNA.
    NON ESISTE NESSUNA LEGGE CHE MI VIETA DI USARE IL NICK CHE VOGLIO: OVVIAMENTE SEMPRE SE NON FACCIO FINTA D’ESSERE UN’ALTRA PERSONA COSA CHE NON HO FATTO SE LEGGI IL MESSAGGIO. IL NICK CHE USI NON È DI TUA PROPRIETÀ E NON MI SON SPACCIATO PER TE. HO MESSO IL PRIMO NOME CHE MI è VENUTO IN MENTE E SAI COSA TI DICO? MI PIACE QUESTO NICK E MI SA CHE SE NE AVRO VOGLIA LO UTILIZZERO ANCORA.

  69. IL VERO ATTILA scrive:

    Non sto scherzando

  70. ATTILA scrive:

    Non sto proprio scherzando

  71. Attila scrive:

    @ Attila

    Dimmi: quando e in che modo mi sarei spacciato per te?

  72. ATTILA scrive:

    questa è l’ultima volta che te lo dico, ed anche in termini gentilli se è questo che vuoi:

    Per favore cambia nick.

  73. Mah! scrive:

    @ falso attila, sei sotto controllo

    eseguo un istruzione di fdsik all 62.10.128.158 ?

    o dovrei dire:

    IO
    ATTILA
    MANOWAR :smile:
    UNO QUALUNQUE
    EWRGW
    … e mi voglio fermare

  74. Il falso... Attila scrive:

    @ Attila

    Occhio:
    HAI PUBBLICATO UN INDIRIZZO IP FACENDO CHIARI RIFERIMENTI AD UNA PERSONA PRECISA (SPERO TU SAPPIA COSA VUOL DIRE).
    Fai molta attenzione a quello che fai. Sino a quando si scherza mi sta bene e sto anche al gioco cercando ovviamente di non offendere nessuno.
    Prova a rifare una cosa del genere e mi presento io a casa tua con i carabinieri o chi per loro.

  75. Il falso... Attila scrive:

    @ Attila
    @ Mah!

    Rettifica: il messaggio di prima era per quello che si è firmato con Mah!

  76. admin scrive:

    @ Tutti

    Cessu itta dabori a conca…

  77. Sandro scrive:

    Aiò ragazzi prendiamoci tutti una bella pizza :-) e usiamo il blog sempre col sorriso..

  78. Paolo Pillitu scrive:

    @ admin

    O Peppi itta nasa ca ci funti stuppausu da s’argommentu da su post?

    O ragazzi metteteci una pietra sopra. Nuragica naturalmente!!!

  79. ATTILA scrive:

    Mah, il vero mah, finiamola qui per favore. Il gioco è bello quando dura poco.

    Non utilizzare più il mio nick.

  80. un_frau scrive:

    pedra nuragica ?

    mattoi cun cimentu ci oidi o paullu!

    a si biri fradi miusu de so coru!

  81. Mah! scrive:

    @ Attila

    Ok.. no problem.. basta che qualcuno non utilizzi piu il mio…

    @ Paolo

    Cesss.. diaderusu… stuppadeddusu… be…pero sfido chiunque a riuscire a passare da un nuraghe agli indirizzi ip e quant’altro!

  82. Geosat 5 scrive:

    Mentre voi vi sbranate io stò sempre pensando al “BUCO NERO”

  83. Paolo Pillitu scrive:

    Immaginatemi con i capelli lunghi, camicia col colletto ecc…ecc… che dico:

    “Oh raga non vi vedo, min ci son cravvatto una bottiglia di mirto nuragico proppiamente a stella e mi è venuto un dubbio troppo allucinante:
    c’è differenza fra l’indirizzo IP e l’indirizzo Hippy?”

    Peace and love a tottus cantusu seisi!

  84. ham scrive:

    lasciate perdere le pietre nuragiche , invece il buco nero che propone Geosat è un argomento interessante. Mi ricorda il Buco dell’oz o no; quello che sta surriscaldando la terra: Piticcu su forreddu! cosa proponete per chiudere questo “BUCO”?
    A voi la risposta!

  85. Geosat 5 scrive:

    Sull’argomento del buco nero, domani chiedo spiegazioni al nero “BONGO” mi hanno detto che lui è il gran maestro.

  86. paulina gajur scrive:

    post=commento
    topic=argomento
    allora, voi scrivete i post di un topic nn i commenti di un post…. :D spero che avete capito…. poi se in italia nn si dice cosi scusate la confusione e continuate come vi piace…. :) :D
    come dice massimiliano pace e arcobaleno
    baci a tutti

  87. paulina gajur scrive:

    poi il problema di oggi- falso di qua falso di la :)
    una domanda per admin, nn si puo aggiungere una password per i nostri nick cosi nessuno litiga piu…..
    se nn fa, firmatevi con i vostri nomi e nn ci sara problema e se qualcuno ci prova di nuovo in questo caso potete denunciarlo….

    peace and rainbow :)

  88. massimiliano scrive:

    “firmatevi con i vostri nomi e non ci sara problema …”

    brava Paulina.

    e molto semplice si fa così:

    Ciao Massimiliano Eriu

    P.S.
    ham o NIHIL , continua tu a far vedere
    come è semplice firmare un commento :smile:

  89. Un_Altro_Frau scrive:

    Non è molto azzardato porre in relazione un’indirizzo IP con un nuraghe.
    I nuraghe potevano essere uno straordinario sistema per lo scambio di informazioni, un primo esempio di Internet, Internet nuragica.
    Ceeee eravamo troppo avanti!!!

  90. Un_Altro_Frau scrive:

    @L’osservatore (e per chi può essere interessato)
    Tornando al discorso sulla pintadera, ho trovato la fonte di cui parlavo nel commento precedente:
    http://www.irs.sr/forum/viewtopic.php?p=400&sid=d24efde51288ab1461ae69805a06ce59

    Si tratta di ipotesi, affascinanti comunque.

  91. L'osservatore scrive:

    @ Un_Altro_Frau

    grazie della dritta…

    CIAO A TUTTO IL BLOG
    ora mi assento per un po ma poi torno

    Giulio Matta

  92. ATTILA scrive:

    Comunque, dopo tutto le incomprensioni che ci sono state in questo post (e che spero non succedano più), voglio scrivere qualcosa che sia pertinente con il titolo di questo post, topic o come lo volete chiamare.
    Si può anche scherzare, divertirsi, prendere benevolmente in giro qualcuno, ma sempre cercando di non deviare i commenti su questioni che nulla hanno a che vedere appunto con ciò di cui si parla in questo angolo del blog, nel rispetto di chi propone l’argomento, nel rispetto di chi legge e nel rispetto di chi dedica molta parte del suo tempo per gestire questo blog e fare in modo che vada ancora avanti.
    Detto questo vorrei far sapere a Giulio che io il nuraghe o quello che chiamano nuraghe l’ho visto.
    Alcuni dicono che quella sia la punta e che sotto ci sia un nuraghe più grande di quello di barumini, altri dicono che invece quelle pietre sono tutto quello che rimane. La verità io non la conosco.
    Non posso fare altro che rivolgere (come al solito) un invito a qualcuno dell’amministrazione comunale (se legge il blog :) )che legge, che senz’altro può avere notizie certe, a far conoscere a noi cittadini la reale situazione del nuraghe “Su Sonadori”.

    Grazie.

    Peace & Love

  93. Un_Altro_Frau scrive:

    Notizie fresche da uno studente di archeologia:
    Pare che, per quanto riguarda il complesso cioè il mastio e le torri perimetrali, ci sia ancora poco da scavare, però non sono stati fatti scavi approfonditi nei dintorni del corpo principale dove sicuramente si è sviluppato un villaggio.
    L’importanza del complesso di Su Sonadori è dovuta principalemente alla sua posizione, un nuraghe e per di più del tipo complesso, nel basso e medio campidano è merce rara, per questo è più importante di altri nuraghi meglio conservati.

  94. Dentone scrive:

    La sua conformazione esalobata quindi complessa dimostra il fatto che nel Bronzo Recente i nuragici avevano gia delineato la possibilità di un’eventuale attacco da parte dei nemici.
    Infatti è proprio in questo periodo che questo popolo ha avuto maggiore difficoltà nel controllo dei territori.

  95. admin scrive:

    @ Un_Altro_Frau

    Ci hai “cravvato” un’indagine scientificamente scientifica!

  96. Dentone scrive:

    E’ proprio così. questo da quando è “Sparadesu” non lo riconosco più. Ma la moglie cosa gli da da mangiare? Coscie di nuragico fritte! Biirra nuraguca con ghiande? boh

  97. Un_Altro_Frau scrive:

    @Dentone
    Forse non conosci mia moglie, a gallo grande (a caboi mannu) che sapesse fare le cosce di pollo nuragico!!!
    Per la birra ci stiamo lavorando!!!!

  98. Un_Altro_Frau scrive:

    Perchè il nuraghe si chiama “Su Sonadori”?
    Prende il nome dalla località in cui si trova, appunto “Su Sonadori”.
    La zona si chiama così perche si ha antica memoria di un pastore suonatore di zufolo che frequentava la zona.
    Ceeee ‘ndi sciu troppu!!!!
    Forse!

  99. Dentone scrive:

    Suonatore di zufolo?!!!Suonava “su suittu”. Essendo una comunità agro- pastorale, sicuramente ne sono state suonate tante di cose! E se invece è chamato cosi perche con l’invasione i romani ce le hanno suonate di santa ragione?

  100. L'osservatore scrive:

    Tutto molto interessante

    in questo commento do alcuni cenni che vanno ad avvalorare le ipotesi fatte da lustri astronomi sulla relazione dei Nuraghe con l’astronomia.

    a) molti dei nuraghe a cupola sono orientati in direzione dove stelle come RIGEL (costellazione di Orione), SIRIO (costellazione Cane Maggiore), sorgevano,culminavano e tramontavano.

    b) In alcuni nuraghi complessi, costituiti da più torri, almeno una, delle linee tangenti delle mura esterne, risulta orientata con uno dei punti da cui sorgono o tramontano il Sole o la Luna ai solstizi o lunistizi.

    una prova validissima per dire che i nuragici utilizzavano in nuraghe anche per studiare la volta celeste e altri eventi astronomici…

    ASSOLUTAMENTE FANTASTICO!

    e se anche il nostro “SU SONADORI” fosse stato utilizzato per questi scopi…!

  101. Dentone scrive:

    I nuragici in ambito astronomico erano veramente eccezionali. Si pensi ai menhir di Pranu muteddu o alla posizione del pozzo sacro di Funtana Cuberta.

  102. L'osservatore scrive:

    esatto Dentone, per non parlare poi del nuraghe di S. Antine, delle tombe dei giganti…

    oggetto di studio sia per culti astrali che per confermare le ipotesi sopra riportate.

    insomma ce tanto da sapere su di loro…

  103. Un_Altro_Frau scrive:

    @Dentone
    Ci tenisi arrexioni, se il pastore suonava lo zufolo la zona la dovevano chiamare “Il Suonatore”, ma sigumenti suonava su suittu, che poi e sa prpiu cosa, allora l’hanno chiamata “Su Sonadori”.
    Per quanto riguarda i romani non credo che ce le abbiano suonate molto, comuque vorrà dire che domani sera ci vendichiamo! Forza Cagliari!!!

  104. L'osservatore scrive:

    Forza Cagliari

  105. Dentone scrive:

    @ L’osservatore
    Che mi dici dell’importanza dei pozzi sacri visti come svelatori di colpe commesse? O come svelatori di colpe non commesse?

  106. Dentone scrive:

    @Un Altro Frau
    Anche io sono del parere che i romani non abbiano tagliato molto formaggio. Anche perchè i nuragici avevano la dote di essere “Barrosusu”. GRAZIE nuragici di questo DONO che ci avete trasmesso!

  107. L'osservatore scrive:

    @ Dentone

    tocchi un tasto di cui io personalmente non ne conosco la storia per cui venivano utilizzati come riporti sopra per colpe commesse o non commesse…

    diciamo che il mio interesse generale nuraghi, pozzi sacri e altro e quasi esclusivamente per i motivi che li legano all’astronomia…

    ma non nego che che trovo interessante apprendere dell’altro…
    quindi se tu ne sai di più scrivi…scrivi…e se hai dei siti di riferimento citali.

  108. L'osservatore scrive:

    BUONANOTTE!!!

  109. Dentone scrive:

    @L’osservatore
    Il pozzo sacro era anche una sorta di tribunale. Se qualcuno commetteva qualche cosa gli venivano fatti lavare gli occhi nell’acqua del pozzo ( sacra anch’essa perche proveniente dalla Terra Madre”). Se costui era colpevole diventava cieco, invece se innocente cio non avveniva.

  110. paulina gajur scrive:

    volevo dire che io ho visto questo nuraghe :)

  111. Massimiliano scrive:

    @Dentone
    funzionava anche per il mal di denti ?

  112. L'osservatore scrive:

    Il mouse e perfetto…

    dumprassu bei..

    pace e arcobaleno! come sempre saluti tu….

  113. Dentone scrive:

    @Massimiliano
    Carissimo Massimiliano! Non so se funzionava per il mal di denti, sicuramente funzuinava par lavare la lingua de is”troddionisi”. In bacio con schiocco da GOMMAI

  114. Dentone scrive:

    @Paulina Gajur
    Carissima Paulina. non sono molto pratica con il computer ed è la seconda volta che scrivo, sono snza voce e posso comunicare solo con i tasti.I miei più affettuosi saluti. Virginia!

  115. L'osservatore scrive:

    IL CIELO NEL MESE DI DICEMBRE 2007

    http://www.astronomia.com/2007/11/28/il-cielo-nel-mese-di-dicembre-2007/

    a chi è interessato alle osservazioni della volta celeste, trovate in questo link tutto quello che ce da vedere in questo mese…

    anche chi possiede dei comunissimi binocoli può fare delle osservazioni discrete… della Luna di Giove e se il tempo e perfetto anche Saturno si riesce a vedere abbastanza bene… anche nebulose e galassie e ammassi stellari… basta sapere dove guardare…

    quello che conta e essere ben fermi di mani… contenere le vibrazioni il più possibile.

    CIAO A TUTTI!
    VI AUGURO UNA BUONA GIORNATA!

    Giulio Matta

  116. L'osservatore scrive:

    @ tutti gli interessati

    la notte tra il 13 e il 14 nella costellazione dei gemelli abbastanza in alto nella volta celeste e non disturbata dalla Luna.

    non perdetevi lo sciame delle meteoriti … denominato “GEMINIDI” che è al suo massimo proprio in quella notte.

  117. Un_Altro_Frau scrive:

    @L’osservatore
    Mi sono letto tutto l’articolo che hai inserito più qualche altra fonte sul tema, ma non mi convince molto. Si parla di qualche nuraghe che presenta queste particolarità, mi parinti pagusu, mi fa pensare più a una casualità che ad una cosa voluta. Anche ammettendo che un centinaio di nuraghe presentino questi allineamenti, su circa 8000 che ne rimangono, sono sempre pochi.
    Tieni conto poi che la “conta” ufficiale dei nuraghe è stata fatta basandosi sulle cartine dell’istituto geografico militare che ne riportano appunto circa 8000, ma questa cifra non si avvicina neanche minimamente alla realtà. Per esempio, nel territorio di Villasor le carte IGM non riportano nessun nuraghe, in realtà ci sono le tracce di almeno 4 nuraghi, a San Sperate sono 3 e sulle carte IGM 0, per arrivare poi al caso limite dell’isola di Sant’Antioco che secondo le carte IGM conta 15 nuraghi ma in realtà sono visibili e riconoscibili i resti di alemeno 82 nuraghi.
    Oltre a quelli non riportati sulle carte IGM poi ci sono tutti quelli demoliti per riutilizzarne i materiali, soprattutto nel campidano, e quelli completamente sotterrati.
    Una proiezione fatta tenendosi strettini parla di circa 20.000 nuraghi ma potrebbero essere molti di più.
    Partendo da questi numeri, dire che qualche nuraghe è costruito in direzione del punto in cui sorge Rigel oppure Sirio mi sembra più dovuto ad una coincidenza piuttosto che ad un fatto voluto.
    Se prendi ventimila stuzzicadenti e li butti per terra, sicuramente qualche stuzzicadenti sarà perfettamente allineato con l’equatore terrestre…
    Non so se rendo l’idea?
    Più interessanti mi sembrano invece gli allineamenti tra più nuraghe, per esempio, ad Isili ci sono tre nuraghe che se presi a coppie sono orientati rispettivamente verso l’equinozio di primavera e l’equinozio d’autunno.
    In pratica dalla cima di uno vedi il sole tramontare sulla verticale di un altro nuraghe il giorno dell’equinozio di primavera, e dalla cima dell’altro vedi il sole tramontare sulla verticale di un altro nuraghe ancora il giorno dell’equinozio d’autunno.
    Questo allineamento è stato riscontrato, per ora, in circa una dozzina di gruppi.
    Già allinearli a tre a tre in posti diversi mi sembra una cosa meno casuale.
    Itta ‘ndi penzasa?

  118. L'osservatore scrive:

    @ Un_Altro_Frau

    Ai reso bene l’idea con l’esempio degli stuzzicadenti…

    io penso che certamente è ancora presto per dire che i nuragici costruissero i loro nuraghi basandosi su eventi di natura astronomica…

    quindi finché tutti gli studi che stanno effettuando non daranno gli esiti che gli archeoastronomi sperano … rimane l’attuale verità storica che conosciamo.

    ciò che posso dire a favore di questa nuova teoria, è che soltanto una minima parte dei nuraghi e stata presa in esame, bisognerà solo attendere nuove notizie dagli esperti…

    Ciao!

  119. paulina gajur scrive:

    @dentone
    ciao bella… mi dispiace per la tua voce ;) ti stavo proppio pensando….ma è sucesso un miracollo…. vi hanno montato l’ADSL?
    ci sentiamo questi giorni passo a casa tua :D
    saluta tuo pobiddu
    baci

  120. Un_Altro_Frau scrive:

    @L’osservatore
    Stavo facendo anche un’altra considerazione, la funzione dei nuraghi non sempre era la stessa, per esempio, i nuraghi costieri avevano una funzione diversa di quelli costruiti in pianura o nelle alture, quindi anche se sono pochi i nuraghi che sono orientati in un certo modo, la cosa potrebbe essere anche dovuta al fatto che solo pochi erano costruiti per quella funzione, diciamo “astronomica”.
    Ci sono ancora molte cose da scoprire sul popolo nuragico e sui nuraghe, pensa che non si è neppure tanto sicuri di quale sia il vero significato del termine “nuraghe”, immaginati sapere con precisione tutte le varie funzioni che potevano avere.

  121. L'osservatore scrive:

    @ Un_Altro_Frau

    Bravo! altra sacrosanta verità

    magari noi che che ci basiamo solo su studi fatti da altri,
    abbiamo più “lucidità mentale”
    magari i nuragici hanno costruito solo una piccolissima parte di nuraghe “osservatori”, e se così fosse visto che quelli in esame che diano questa nuova teoria siano anche distanti fra loro, mi fa pensare che avessero un qualche sistema di comunicazione straordinario per qui tempi per poter decidere dove costruirli per quello scopo.

    cosa ne pensi?

  122. Dentone scrive:

    @ Paulina
    Nessun miracolo a parte la mia scrittura nel blog. In domu de su ferreri schidonisi de linna! Saluta pobiddu tu e fatti tradurre la frase! Beso

  123. Dentone scrive:

    @ L’osservatore
    Sono del parere che il nuraghe “Su Sonadori” sia stato costruito per motivi molto più importanti di un semplice”osservatorio astronomico”. Le vicinanze a luoghi ricchi di acqua farebbe pensare anche al culto delle acqua ai quali i nuragici erano strettamente legati. Ricordiamoci comunque della loro genialità e niente può essere dato per scontato! Era comunque un periodo in cui i nurgici( come ho detto in precedenza) dovevano anche difendersi dalle invasioni!

  124. paulina gajur scrive:

    oh dentone
    non dengiu bisongiu…. apu comprendiu tottu :D hahahha

  125. massimiliano scrive:

    :wink: *** :wink: *** :wink:

    OGGI 08 DICEMBRE 2007 alle ORE 15.30

    Inaugurazione dell’Oratorio San Biagio.

    :lol: *** :lol: ***