Archivio della Categoria 'Villasor: Carciofi'

Calci e pugni in nome del carciofo

Martedì 4 Dicembre 2007

Villasor. I contendenti si sono affrontati al centro del paese per dissidi sulla produzione.

Rissa carciofi Villasor

Quattro arresti nella rissa tra produttori e commercianti.

La tensione era nell’aria già da tempo, e domenica sera è esplosa improvvisamente. Solo l’intervento dei carabinieri ha posto fine alla rissa. Il mercato del carciofo conteso a calci e pugni: dalle campagne, i contrasti del mondo agricolo si spostano al centro del paese. Avrebbe potuto avere un epilogo ben più grave, la rissa scoppiata domenica notte nella centralissima via Cagliari a Villasor, se non fossero intervenuti i carabinieri della stazione. Salvatore Angelo Pistis, 52 anni, di Villasor, Martino Deriu, 46 anni, di Decimomannu, Giuseppe Peddio, 42 anni, originario di Uta, ma residente ad Assemini, tutti coltivatori, e Augusto Corso, 45 anni, originario del Viterbese (si occupa della commercializzazione di prodotti ortofrutticoli), erano in piena zuffa quando i militari sono arrivati in forze. Per tutti sono scattate immediatamente le manette: flagranza del reato di rissa. Se le suonavano per l’ero verde del Campidano, per quel carciofo che rappresenta la principale fonte di reddito del paese e dei territori vicini.

LA ZUFFA. Alle 21.30, i quattro si incrociano lungo la strada. Troppe le questioni ancora aperte sulla commercializzazione del carciofo, troppe le discussioni che si trascinano da tempo. Produttori e grossisti ai quali, forse, non sono andate giù alcune scelte dei colleghi. Volano insulti e poi, senza neanche aspettare tanto, si arriva alle mani. Nella mischia partono colpi violenti, ma alla fine nessuno è ferito in modo serio. Martino Deriu e Salvatore Pistis, hanno comunque alcune abrasioni al volto. Poi l’intervento dei carabinieri della stazione del paese e della Radiomobile della Compagnia di Sanluri, e i quattro arresti. Le lievi ferite di Deriu e Pistis sono guaribili in pochi giorni, come confermato successivamente dalla guardia medica di turno a Villasor nella notte. Per Peddio e Corso, invece, nessun graffio. Ieri mattina, i quattro sono stati processasi per direttissima. Il giudice del Tribunale di Cagliari ha convalidato gli arresti e rinviato il processo al 19 dicembre, su richiesta delgi stessi imputati, che vogliono preparare meglio la propria difesa.

CLIMA PESANTE. Nel frattempo, dopo che la notizia dell’arresto ha iniziato a rimbalzare da via Cagliari al resto del paese (alcune persone avrebbero assistito alla rissa, Villasor si interroga sui reali motivi di uno scontro legato ai carciofi. Il clima non è certamente dei migliori, dopo una serie di incendi dolosi che hanno danneggiato, di recente, alcune auto. Difficile entrare nel merito di una questione ancora tutta da ricostruire, anche se le ipotesi non possono che trarre spunto dalle scelte di gestione della vendita del carciofo da parte dei produttori locali. Da una parte gli associati in cooperative, dall’altra i singoli che si muovono in libertà sul mercato, che procedono su binari diversi rispetto agli altri. E’ forse la ricerca individuale di nuovi canali commerciali a essere al centro dello scontro, anche se questa ipotesi è ancora da accertare.

REAZIONI. Il sindaco Walter Marongiu è consapevole che “ci sono persone che mettono in secondo piano le regole di collaborazione e cooperazione, per ritagliarsi, procedendo per conto proprio, fette di mercato. Si tratta comunque di casi circoscritti, in una situazione di crisi del mondo agricolo che può spingere alcuni a cercare altre strade. Accade però che questo tipo di gestione possa avere effetti negativi sull’intera economia del carciofo nel territorio. Quello, che a tratti, manca, è purtroppo lo spirito dell’associazionismo, anche se non si deve generalizzare. Il settore sta attraversando un momento difficile e deve fare i conti con una concorrenza spietata”.

Questo articolo è una copia integrale di quello apparso nell’Unione Sarda del 4 dicembre 2007 pag. 4o - scritto da Mariangela Lampis.

Sa cancioffa spiosa: poittè che ‘ndi traballanta prus pagu?

Domenica 18 Novembre 2007

cancioffa

Questo articolo è scritto in Sardo campidanese (sorrese).

Is arraxiosi funti medasa. Però ollu pattì a contai da candu bintannusu faidi cancunu adi incumminzau a traballai a su postu da su morettu cust’attra callidadi da cancioffa maseda, su temma.
No sciu chi ‘ndi dappi pottada, parò esti arribada, e i messaiusu anti incumminzau a da trabballai. E deppu nai ca si funti agattausu bei meda. Primu da tottu i gureusu ‘ndarribanta pru cabutraxiusu e poi sa cancioffa chi ‘ndi ogada fiada da prusu. Annada doppu annada i moisi da temma funti aumentausu, finzasa a ‘ndi sighì sa cancioffa spiosa.
Su da bogai pru cancioffa e su da segai assumancu quindixi dì primasa ha cunvintu is agricoltorisi a ‘ndi ponni sempri da prusu. Ma su chi ha fattu dimminuì meda s’ettaraggiu da sa cancioffa spiosa esti ca ormai i messaiusu teinti grandu difficoltadi a da trabballai. Ormai s’indi uttidi troppu e su bellu esti ca no si cumprendidi poitta. A chi narada ca funti is passaggiusu troppu lestrusu da basca a friusu, cancunu narada ca funti is terrasa arrosciasa, cancuattru narada ca funti is cuncimazioisi sballiadasa. Poidessi puru chi siada diacci, però a mei mi paridi ca su clima è cambiendu e toccada incummenzai a fai i gureusu u pagheddu pru cuaiusu a manera ca su fundu sunfrada prus pagu sa basca in s’istadi.
No sciu no sciu chi s’arranesciada a cumprendi calli siada sa beridadi. Spereusu parò chi da cumprendanta, poitta sa cancioffa spiosa è sa mellusu, anò?
E aicci seusu. E aicci seu, scidu a is quattru da su chizzi a scri da cancioffa. Ma chi cazzu mi d’adai fattu fai.
S’appo ‘ffiu contai custa cosa in sadru poitta intendu troppu genti chistionendu s’itallianu. Ma su chi mi onada pru fastidiu è che troppu genti teidi bregungia da du chistionai.

Spereusu chi assummancu immui mi cabidi su sonnu.

Paolo.