Blog o non Blog? Questo è il problema

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In questi giorni “un signor nessuno” (così, Beppe Grillo, definisce Riccardo Franco Levi) ha presentato un disegno di legge per regolamentare l’editoria. L’obiettivo appare chiaro: zittire chi si ostina a esprimersi riguardo quanto gli accade attorno.

Come? Colpendo i blog obbligando i vari cittadini a registrarsi al ROC e di fatto equiparandoli ad un mezzo di comunicazione tradizionale, al fine di far desistere dall’uso di questo strumento aggiungendo burocrazia e responsabilità.

Immediata la risposta della rete, sentitasi minacciata da questo tentativo subdolo di censura dittatoriale. E pare che i vari “signor nessuno” stiano facendo marcia indietro aggiungendo un nuovo comma all’articolo 7 «sono esclusi dalla registrazione al Registro degli operatori i soggetti che accedano a Internet in forma o prodotti come siti personali o ad uso collettivo che non siano frutto di un’attività imprenditoriale».

Resta da capire cosa si intenda per “che non siano frutto di un’attività imprenditoriale” .

link Blog esclusi dalla legge sull’editoria?

Voi cosa ne pensate?

By admin

11 Commenti a “Blog o non Blog? Questo è il problema”

  1. Un_Altro_Frau scrive:

    Ci siamo indignati per il Myanmar, cosa dovremo fare adesso?
    La cosa più preoccupante e che sono tutti d’accordo, destra e sinistra!

  2. Un_Altro_Frau scrive:

    A questo punto anche i Blog avranno diritto ai finanzimenti pubblici per l’editoria?
    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E90227,00.html

  3. vice - samassi scrive:

    ahahah bella sta cosa dei finanziamenti sull’editoria non ci avevo pensato…. ….ma sembra tutto un paradosso questa Italia…oggi a TV7 ci sarà un servizio sulla nostra società…la bella addormentata, il titolo!!emblematico….comunque non ci oscureranno mai!!!!!

  4. Gianni scrive:

    Mah, non saprei cosa pensare. Questo ripensamento non mi convince tatno.
    Comunque, come ha detto lo stesso Grillo, se pure dovessero imbavagliare i blog, il problema è facilmente aggirabile registrando quest’ultimo su un server all’estero.

  5. Andrea scrive:

    Questa iniziativa del governo di limitare la liberta di espressione è stupida e basata su timori medievali. Pensate alle pressioni di mastella per chiudere un blog che a suo avviso lo diffamava. Mastella, hai mai visto i blog che parlano male di Bush o Blair? In confronto quello che volevi chiudere tu è un sito di lodi al tuo operato. Questo governo da una parte è medievale e dall”altra è anche molto stupido e ignorante. Pensate alla censura sui siti di giochi online. Premetto che non ho mai giocato su questi siti e tantomeno su lotti, enalotti e superenalotti. Però permettetemi di dire che un governo che oscura un sito di giochi online è un governo medievale e ipocrita. E permettetemi di dire che è anche un governo stupido e ignorante. Perchè? Provate ad andare sul sito:
    http://www.giocolibero.com/
    cosa vi dice? Benventi nel medioevo? OK! Ora andate su
    http://giocolibero.com/
    Che vi dice?
    A me scrive “governo molto molto stupido”..a voi??

  6. antonella scrive:

    Mi dispiace se in questo mio comento sarò un pò lunga ma, mi ha colpito molto l’ argomento. C’ è il diritto di stampare su carta bianca, di dibattere in tv sui piu’ svariati argomenti (avolte anche ridicoli), non c’è quello di cancellare quello degli altri di esprimere le propie idee nei modi piu’ accessibili all’ utenza. Rittengo che uno degli atteggiamenti piu’ mostruosamente caratterizzanti del modo di perpetuarsi dei regimi autoritari è, l’annullamento della libertà di espressione, una libertà che, se intesa ed utilizzata nelle forme giuste, cioè come possibilità di far conoscere le proprie idee nel rispetto di quelle altrui, diventa, a mio modesto aviso, di fondamentale importanza per la crescita democratica e civile degli individui e, scusate se poco, forse anche dei nostri governanti.Oggi viviamo all’ interno di sistemi democratici; non dobbiamo piu’ fare i conti con la stampa di regime, con l ‘ideologia di stato, siamo “autorizzati dalla legge” a pensare, ad esprimere le nostre idee,le nostre convinzioni, non che esse siano sempre quelle giuste ma, è giusto confrontarsi, confrontarsi entro i confini del reciproco rispetto, pena la sopravivenza della democrazia stessa. Il potere della parola scritta, lo si sa, è enorme: intere epoche, numerose generazioni si sono “svilupate” nella piu’ piatta uniformità di pensiero (pensiamo alla passato della Russia, alla recentissima Birmania).la cultura di stato, nel garantire la sopravvivenza dello stesso, ha creato mostri privi di personalità, di proprie convinzioni e idee, servi del potere costituito, che hanno supinamente accettato tutto ciò che veniva loro presentato, perchè abituati a “non discutere”. Invece una seria produzione delle proprie idee rappresentata in carta, in video e oggi (meno male!!) sul web, che rispetti quelle altrui, non può che alimentare la democrazia stessa che la consente. La dialettica costruttiva ,, lo scanbio di idee finalizzate all’ utile di entrambe le parti, non può che essere positivo. Così salvaguardandoil diritto di esprimere le proprie opinioni, nel ferreo rispetto del dovere di acoltare e vagliareobiettivamente quelle altrui, si deve fondare il vivere civile, che saprà godere del progresso, ricavandone linfa vitale. Abbiamo l’ obbligo, non lo reda un paradosso, di esprimere le nostre idee, perchè solo così daremo il contibuto alla crescita sociale. Sig. Riccardo Franco Levi ci pensi un attimo, che disturbo può darle uno come Grillo, per esempio, che altro non fà, se non esprimere liberamente le proprie idee? Ministro Mastella, cerchi di mettere da parte il suo “io” convinto e si confronti con i cittadini, magari aprendo un blog e aviando un dibattito con quegli italiani che oggi le consentono uno stipendio da favola, magari pottrebbe rigirare la domanda anche all ministro Paddoa Schioppa che, anche lui, con il suo stipendio da favola oggi, ci chiede di tirare la cinghia. Vedete questa è libertà di espressione, senza ledere l’ altrui dignità, o no? Poi, mi par di ricordare che la nsotra costituzione, piu’ esatamente l’ artocolo 21 reciti piu’ o meno così: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la aprola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione……

  7. antonella scrive:

    ragazzi ho rivisto l’ articolo, scusate un pò di errori di battitura !!!!! Oh! La colpa è di R. F. Levi………..

  8. admin scrive:

    @ Antonella

    il tuo commento non fa una piega… penso proprio che tu sia riuscita a toccare tutti i punti fondamentali, che stanno alla base delle questione.

    @ Andrea

    Ottimo lo spunto di riflettere su quanto accade all’estero, e di non limitarci al nostro orticello. Concordo: questo Ddl puzza di medioevo.

  9. ATTILA scrive:

    “… Io se fossi Dio
    Naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente.
    Nel regno dei cieli non vorrei ministri
    Né gente di partito tra le palle
    Perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.
    E tutti quelli che fanno questo gioco
    Che poi è un gioco di forze ributtante e contagioso
    Come la febbre e il tifo
    E tutti quelli che fanno questo gioco
    C’ hanno certe facce
    Che a vederle fanno schifo.
    Io se fossi Dio dall’alto del mio trono
    Direi che la politica è un mestiere osceno
    E vorrei dire, mi pare a Platone
    Che il politico è sempre meno filosofo
    E sempre più coglione.
    È un uomo a tutto tondo
    Che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo
    Che scivola sulle parole
    E poi se le rigira come lui vuole.
    Signori dei partiti
    O altri gregari imparentati
    Non ho nessuna voglia di parlarvi
    Con toni risentiti.
    Ormai le indignazioni son cose da tromboni
    Da guitti un po’ stonati.
    Quello che dite e fate
    Quello che veramente siete
    Non merita commenti, non se ne può parlare
    Non riesce più nemmeno a farmi incazzare.
    Sarebbe come fare inutili duelli con gli imbecilli
    Sarebbe come scendere ai vostri livelli
    Un gioco così basso, così atroce
    Per cui il silenzio sarebbe la risposta più efficace….”

    Io se fossi Dio di Giorgio Gaber - 1980

    Cos’altro aggiungere Antonella?

    Credi ancora che nella nostra cara democrazia ci sia ancora libertà?

    Come ho già postato un’altra volta,
    “Una classe politica “italiana” non esiste poichè non esiste un popolo “italiano”. Come risultato di ciò, vi è in Italia una classe politica autoreferenziata dotata di una moralità autogena non corrispondente ad un sostrato popolare. In questo modo costoro prosperano e producono leggi in funzione della propria sopravvivenza ed autoconservazione, ignorando totalmente le aspettative dei cosidetti cittadini “italiani”.

    La nostra unica libertà è quella di non rompergli i coglioni.

  10. antonella scrive:

    Se la cosidetta “classe politica italiana” non esiste poichè non esiste un popolo “italiano”, come dice tu, non credi che forse un pò di responsabilità l’ abbiamo tutti noi italiani? Noi lasiamo impassibili che questi nostri cosidetti “politici” vadano avanti imperterriti a realizzare tutto quanto fa loro favore, lasciamo che le nostre opinioni, le nostre idee, le nostre convinzioni, i nostri spunti di programma rimangano solo nella nostra mente, non li proponiamo perchè tanto, così pensiamo, sarà sempre la stessa ministra, ad arrivare sono quelli piu’ furbi. Ma parliamoci chiaro, questa nostra abbitudine all’ arrendevolezza incondizionata fa si che i nostri cari politici dispongano a loro pacimento di tutto quanto loro disturba. Oggi in Italia, chi sta al governo, ha ampio pottere persino sulla magistratura, un magistrato che tenta di ribellarsi alle imposizioni del palazzo e vuole adempiere al proprio dovere, per il quale tra le altre cose, ha prestato giuramento alla repubblica italiana, oggi non può farlo libertamente perchè accusato di abuso d’ ufficio. (vedi gli ultimi aggiornamenti sul caso Mastella e l’ inchiesta WHITE Note) A gli argomenti da trattare sarebbero ancora piu’ ampi………
    D’altro canto io rimango della convinzione he tutto dipenda da noi, fare politica, “quella con la P maiuscola” non è una vergogna, l’ importante è credere nelle proprie idee, nei propri principi, nei propri progetti di crescita. Devo dire anche un’ altra cosa, a me piace la politica intesa come società, cultura, crescita dello stato, unita nazionale, repubblica democratica, crescita economica. Per vedere da vicino cos’ è la politicadi partito, ho voluto provare ad iscrivermi ad un partito, l’ esperienza tutto somato non è brutta, anzi tutt’altro, ma (perchè c’è sempre un ma) mi sono anche resa conto che pocchi giovani se ne interessano appertamente, molti fanno politica di “nascosto” per paura dei pregiudizi, sopratutto le donne che ancora oggi, specialmente nei paesi, vorrebbero partecipare ma temono le cosidette……………..! Ragazzi, se i signori che stanno inn palazzo fanno e disfano a loro piacimento, un pò la olpa è anhe nostra che non facciamno sentire le nostre voci. Se non crediamo nei vechi sistemi di partito, bene, facciamoci avanti iscriviamoci ai partiti e diciamo la nostra. Vediamo di fare qualcosa di piu’ costruttivo oltre a rompere i…………!

  11. ATTILA scrive:

    Hai perfettamente ragione, Antonella.
    La responsabilità è nostra e di tutti gli italiani che votano questi politici.

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