11 Settembre, 6 anni dopo.

11 settembre

Il tempo passa e i dubbi aumentano. Per non dimenticare e per capire meglio voglio proporvi il video “Inganno Globale” di Massimo Mazzucco nel sito www.arcoiris.tv.

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By admin

4 Commenti a “11 Settembre, 6 anni dopo.”

  1. massimiliano scrive:

    “occchio al morbo di Ashcroft che è altamente contagioso. Prima o poi…”

    molto interessante da leggere vai all’indirizzo
    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=756

  2. Dimajo scrive:

    Vorrei che la coscienza si soffermasse a riflettere. Ponendo l’attenzione su alcuni processi che si sono potuti realizzare. La storia ci insegna e non la si può contraddire che subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti – coadiuvati o meno dai propri alleati – si sono messi immediatamente all’opera per la creazione di un “mondo nuovo”, un nuovo sistema di stati, di potenze e di rapporti internazionali che garantisse la propria supremazia. Nonostante la presenza del rivale sovietico, la “piovra a stelle e strisce” non si è mai fermata e, dal 1989 in poi, ha allungato ancor più i suoi tentacoli. Molti dei piani statunitensi sono andati in porto, basti pensare al mondo economico, militare ed energetico, ove attualmente incontriamo sempre la presenza egemone nordamericana. Non basterebbe un’intera enciclopedia per riassumere le tappe di questa progressiva conquista ed espansione: gli interventi nella politica nazionale e internazionale, il sovvertimento di regolari elezioni, la pianificazione di colpi di stato, lo scatenamento di guerre e la fermentazione di odi inesistenti. Tutto in nome del PROFITTO e del POTERE.
    Eppure siamo milioni di uomini, che vediamo cambiare il nostro destino da una ristretta elite di politici, banchieri, militari e affaristi senza scrupoli. Costoro vedono in ogni uno di noi uomini solo una pedina di scambio: consumatori, lavoratori, pedoni di una grande scacchiera.
    Il neo imperialismo degli Stati Uniti rinnova la concezione romana di un dominio morale – fondato sulla convinzione che libero scambio, mondializzazione e diffusione della civiltà occidentale vanno bene per tutti - ma anche militare e mediatico, esercitato sul popolo considerato più o meno come inferiore.
    Allora mi domando ma il nemico nazionalsocialista si è estinto?
    Oggi io vedo i risultati di un dettagliato progetto per la sottomissione economica e militare del pianeta al dominio statunitense.

  3. email scrive:

    Il discorso di Dimajo mi ha fatto riflettere sulla distribuzione della ricchezza delle persone in questo mondo globale. Mi chiedo cosa c’è dietro il fatto che i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. C’entra forse il “neo imperialismo” degli Stati Uniti? La loro politica è forse il motore che prende dai poveri e dà ai ricchi? Secondo me no. Lo stesso discorso vale per il potere. Ci sono persone che hanno pochissimo potere e persone che hanno un potere mille volte più grande. La distribuzione del potere è colpa del “neo imperialismo” degli Stati Uniti? Questo mondo è fatto di individui che devono sopravvivere difendendosi da minacce di vario tipo. E’ più sicuro un mondo in cui la ricchezza è distribuita uniformemente oppure un mondo in cui esistono tanti poveri ma anche tanti super-ricchi? E’ meno vulnerabile un mondo in cui tutti hanno lo stesso potere o un mondo composto da tante “pedine di scambio” ma anche da molti potenti?
    Secondo me è più vulnerabile un mondo omogeneo. Mi farebbe piacere sapere come la pensate voi.

  4. Dimajo scrive:

    I 5 interrogativi che email sottopone al commento del 12 settembre mi confermano il disorientamento della società. Non fraintendetemi, purtroppo, siamo tutti vittime di questo sistema. Quello che io sostengo è di prendere coscienza. Cercherò di sintetizzare l’argomento, vi assicuro che non è facile.
    Però si può già intravedere l’accenno di una risposta a tali quesiti se analizziamo superficialmente i messaggi che ci provengono dalla realtà esterna. E’ un dato di fatto per cominciare, che i mezzi di comunicazione più comuni (televisione, cinema, quotidiani, libri e riviste) diventino giorno dopo giorno più scadenti, uniformando e appiattendo le informazioni (soprattutto tivù e giornali), passando una realtà sempre più squallida e sovvertendo - in maniera non casuale, come vedremo in seguito - la scala di valori che ogni individuo equilibrato con un pò di cultura, buon senso e rispetto per la vita, avrebbe come saldo punto di riferimento nella propria esistenza.
    Per dirla in parole povere a me risulta difficile accettare che un matrimonio tra vips possa diventare notizia di apertura di un serio TG che abbia la pretesa di informare la gente. E ancora mi è difficile accettare che tale TG si riduca a 20 minuti con pubblicità per poi lasciare spazio alla tanto attesa e sospirata ricetta di cucina a cui, pare, gli italiani non sappiano rinunciare. Per non parlare dei reality che tanto hanno preso piede nel nostro paese ma che sono ancora più diffusi all’estero, oppure ai pianti e alle disgrazie in TV dove si vedono solo comuni cittadini che mettono in piazza i loro problemi familiari, abituandoci sempre più all’idea che ci possa essere qualcuno (o qualche milione di telespettatori) che ci osservi e conosca anche i nostri fatti più intimi. Cazzo! Questa è l’informazione che ci passano oggi.
    Solo per quanto detto, un normale osservatore constaterebbe che qualcosa non funziona nel sistema. Come non funziona il fatto che nonostante l’avanzare della tecnologia l’uomo viene ridotto o costretto a lavorare di più, a dedicare sempre meno tempo ai rapporti umani diventando quasi incapace di gestirli, diventando sempre più stressato, insofferente e, lasciatemelo dire, frustrato.
    Allora qualcosa non quadra ma questo qualcosa non è limitato alla nostra realtà cittadina, né nazionale, si tratta di qualcosa che esula dalle nostre conoscenze perché sta dietro alle quinte, dietro a ciò che viviamo. Qualcuno la chiama dietrologia! Comunque è opportuno dipanare il bandolo della matassa e capire ciò che sta alla base degli accadimenti. Per fare questo è necessario aprire la nostra mente, lasciando non solo le certezze da parte, ma mettendole seriamente in discussione, come pure tutto quello che ci è stato ‘insegnato’ (o inculcato?) a scuola. Il passo successivo è l’interpretazione della realtà, leggendone i segnali e i messaggi. Nel momento in cui non ci si accontenta più delle informazioni che il regime passa; nel momento in cui si mette in moto una propria ricerca personale e si analizzano gli accadimenti cercando di rispondere alla domanda: A chi giova? Vedrete che forse, determinate cose che prima non vedevamo, verranno alla luce.
    A mio avviso la comprensione, la presa di coscienza, l’informazione (parola composta: in-formazione, che significa, appunto, dare forma alla coscienza) e l’analisi sono armi indistruttibili che vanno oltre al condizionamento dei mass media, oltre all’azione delle istituzioni e all’assopimento dei sensi.

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